Passano i giorni, l’inizio ufficiale dei Mondiali si avvicina e la questione Iran non è ancora risolta. Tutt’altro. La spedizione della Nazionale persiana è ufficialmente cominciata col trasferimento ad Antalya, in Turchia, sede del ritiro di preparazione agli ordini del CT Amir Ghaleonei, del suo staff e…basta. Già perché il resto della delegazione della Federcalcio di Teheran, presidente Mehdi Taj in testa, è ancora in attesa della concessione dei visti richiesti per entrare negli Stati Uniti. Una richiesta, come si ricorderà, considerata tassativa dall’Iran per prendere effettivamente parte alla competizione.
- Iran-FIFA, nessun passo avanti: negati i visti richiesti
- Azmoun fuori dalla Nazionale per la foto col "nemico"
- Italia ripescata ai Mondiali: Donnarumma e soci sono pronti
Iran-FIFA, nessun passo avanti: negati i visti richiesti
Nonostante gli sforzi della FIFA e le rassicurazioni del segretario generale Mattias Grafstroem, non ci sono stati significativi passi avanti negli ultimi giorni. Nessun problema per i 22 giocatori della Nazionale, per i tecnici, per i membri dello staff. Per il resto della delegazione, invece, i problemi ci sono. Restano insoluti, visto che Donald Trump e il suo entourage non intendono fare alcuna concessione alle pregiudiziali sulla “vicinanza” dei singoli dirigenti a organizzazioni considerate terroristiche. Per questo motivo, poche settimane fa, lo stesso presidente Taj è stato espulso dal Canada e non ha potuto presenziare al congresso FIFA.
Azmoun fuori dalla Nazionale per la foto col “nemico”
In attesa che la questione possa essere risolta, i calciatori iraniani sono partiti per la Turchia dove il 29 disputeranno l’unico test amichevole previsto prima dell’eventuale partenza. Solo il Gambia ha accettato di sfidare Taremi e compagni, dettaglio che la dice lunga sull’incertezza che circonda la selezione asiatica. Di cui non fa parte una vecchia conoscenza del calcio italiano, l’ex romanista Sardar Azmoun, di gran lunga il calciatore più rappresentativo dell’Iran: è stato escluso dalla Nazionale perché accusato di “tradimento”, visto che a marzo ha pubblicato delle foto social col governatore di Dubai. Un atto considerato di “grave slealtà” dai dirigenti a cui Trump dovrebbe concedere i visti. Si sperava in una pacificazione: non è arrivata.
Italia ripescata ai Mondiali: Donnarumma e soci sono pronti
L’Italia rimane in attesa. Al di là delle dichiarazioni della FIFA, che ovviamente preme per far rispettare il verdetto del campo, e degli stessi proclami di ministri e rappresentanti politici del Belpaese, tutti contrari a parole di fronte a qualsiasi prospettiva di ripescaggio, dovesse davvero arrivare una chiamata last minute dagli Stati Uniti Donnarumma e soci farebbero immediatamente armi e bagagli per prendere parte alla kermesse. I tempi tecnici ormai ristretti impediscono la disputa di un eventuale playoff a quattro o a sei: l’Italia subentrerebbe automaticamente all’Iran quale Nazionale messa meglio nel ranking tra quelle che hanno mancato la qualificazione.
