Anche ora che buona parte della delegazione dell’Iran ha raggiunto il ritiro di Antalya, in Turchia, per la prima fase della preparazione per i Mondiali in Nordamerica, non c’è ancora certezza sulla partecipazione della Nazionale di Ghaleonei al torneo. Le difficoltà permangono e i tanto sospirati passi avanti di natura diplomatica volti alla concessione degli agognati visti stentano a concretizzarsi. Tutto questo, naturalmente, tiene in piedi le speranze dell’Italia di un approdo last minute alla fase finale del torneo al via il prossimo 11 giugno con la sfida inaugurale di Città del Messico tra la Tricolor e il Sudafrica.
- Mondiali: Iran in bilico, l'Italia spera nel ripescaggio
- Visti negli Stati Uniti, la preoccupazione del DT Nabi
- Iran, spunta un clamoroso divieto per i Mondiali
Mondiali: Iran in bilico, l’Italia spera nel ripescaggio
Il ripescaggio degli Azzurri, infatti, è l’unico scenario plausibile visti i tempi ristretti: se l’Iran avesse rinunciato prima, la FIFA avrebbe messo in piedi un mini tabellone a quattro o a sei squadre per l’ammissione della 48ma squadra al torneo. Adesso però i margini per organizzare un playoff non ci sono più e la scelta ricadrebbe d’imperio sulla Nazionale meglio piazzata nel ranking. I cavilli del criptico regolamento dei Mondiali concedono alla FIFA e al suo presidente massima discrezionalità a riguardo e nelle scorse settimane il presidente Infantino è stato “lavorato” a dovere da Trump attraverso un suo stretto collaboratore, l’italo-americano Zampolli.
Visti negli Stati Uniti, la preoccupazione del DT Nabi
Tornando all’Iran, il vicepresidente della Federcalcio di Teheran e DT della Nazionale, Mehdi Mohammad Nabi – uno dei pochi dirigenti al seguito dei 22 calciatori in Turchia – non ha nascosto angosce e difficoltà. “Siamo fiduciosi e abbiamo un piano preciso – ha spiegato alla stampa internazionale – Stiamo lavorando sulla questione, ma non siamo certi che tutti i giocatori e i membri dello staff riceveranno il visto per gli Stati Uniti”. Anche Nabi si è appigliato al regolamento: “Per gli statuti FIFA, il paese ospitante deve concedere i visti necessari a tutte le squadre qualificate”. Se per i calciatori non dovrebbero esserci problemi, diverso il discorso per gli alti papaveri della federazione: il presidente Taj è stato respinto recentemente dal Canada.
Iran, spunta un clamoroso divieto per i Mondiali
Nel frattempo attorno all’Iran negli Stati Uniti sta nascendo un nuovo caso. Come riportato da The Athletic, il governo a stelle e strisce è preoccupato da possibili incidenti provocati da dissidenti dell’Iran in occasione delle partite in programma negli stadi di Los Angeles (due incontri) e Seattle (uno). Per questo motivo starebbe pensando di vietare, all’interno degli impianti, l’esposizione di bandiere dell’Iran pre-rivoluzionarie, contenenti un leone stilizzato. Un modo per venire incontro ai diktat dell’Iran elencati alla FIFA per garantire la propria presenza, ma anche una misura estrema per cercare di prevenire disordini.
