Tutto come previsto. L’Iran si è messo in moto verso i Mondiali, la Nazionale è stata celebrata da una folla entusiasta al momento della partenza da Teheran per il primo ritiro di preparazione lontano dal paese e dai missili di Trump. D’altro canto, perché Taremi e compagni avrebbero dovuto rinunciare a giocare una competizione a cui si erano qualificati sul campo e a prezzo di grandi fatiche, da dominatori delle qualificazioni asiatiche? Il vero problema per i calciatori persiani arriva dall’esterno. Sono i paesi ospitanti che potrebbero negare, alla delegazione iraniana, i visti d’ingresso.
- Mondiali, le rigide richieste dell'Iran alla FIFA
- Perché Trump può negare i Mondiali all'Iran
- Donnarumma come Messi: il piano per l'Italia
Mondiali, le rigide richieste dell’Iran alla FIFA
La questione non è di poco conto. Tra le condizioni “imposte” alla FIFA per la partecipazione al torneo a dispetto della campagna militare in corso, avviata proprio da uno dei paesi che organizzano la kermesse, c’è infatti la possibilità che a tutti i membri della delegazione, anche quelli iscritti oggi o in passato al “Corpo delle guardie della rivoluzione islamica”, sia concessa la possibilità di entrare liberamente negli Stati Uniti, in Canada o in Messico. Il problema è che quell’organizzazione, almeno negli States e in Canada, è considerata “terroristica”. Già il mese scorso il presidente e il segretario della Federcalcio di Teheran sono stati rispediti al mittente dai canadesi. Cosa cambierà in poche settimane?
Perché Trump può negare i Mondiali all’Iran
Trump e l’intelligence statunitense non vogliono che, “con la scusa” dei Mondiali, agenti iraniani possano infiltrarsi nel paese, magari facendosi registrare come dirigenti o delegati. Ecco perché la partita è tutt’altro che chiusa. La soluzione non è stata ancora trovata, nonostante le rassicurazioni di Infantino o le varie dichiarazioni di facciata. E mentre le difficoltà legate alla presenza dell’Iran continuano a essere irrisolte, c’è chi lavora nell’ombra per mettere in condizione l’Italia di prenderne il posto. A dispetto delle parole del ministro Abodi e degli orientamenti dei tifosi, se dalla FIFA arrivasse una chiamata in Federcalcio per “convocare” gli Azzurri ai Mondiali, la risposta sarebbe ovviamente affermativa.
Donnarumma come Messi: il piano per l’Italia
Come ribadito alla Rai dall’alto inviato di Trump, Paolo Zampolli, le possibilità che l’Italia giochi il torneo sono molto alte. Gli Azzurri – ha confermato il diplomatico – sarebbero i primi della lista in caso di esclusione dell’Iran. “I giocatori iraniani sarebbero i benvenuti, lo ha confermato il Segretario di Stato Rubio, ma gli altri della delegazione? Ci sono delle richieste un po’ assurde“, ha tagliato corto il collaboratore del presidente. “Trump adora l’Italia e gli piacerebbe vederla ai Mondiali. A tutto il mondo piacerebbe vedere le stelle della Nazionale“. Insomma, le possibilità che l’Italia sia presa per i capelli e portata in America passano attraverso la fama di Donnarumma e degli altri (pochi) big azzurri. La partita continua.
