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Mondiali, niente visti per l’Iran e l’Italia torna a sperare: lo schiaffo di Trump e l’ultimatum di Teheran, il 20 maggio è decisivo

La partecipazione della nazionale iraniana ai Mondiali torna di nuovo in dubbio: gli Stati Uniti non avrebbero ancora rilasciato i visti di ingresso nel paese: l’Italia torna a sperare

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Una vera e propria telenovela. Si sapeva da tempo che la partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali sarebbe stata molto complicata e alla vigilia del grande evento continuano a spuntare problemi uno dietro l’altro. L’ultimo lo creano gli Stati Uniti che non hanno ancora rilasciato i visti di ingresso alla nazionale mediorientale che tra qualche giorno dovrebbe arrivare nel paese per preparare la sua avventura alla Coppa del Mondo.

Niente visti per l’Iran

Non è semplice organizzare una trasferta intercontinentale per una spedizione nutrita come quella di una nazionale di calcio e nel caso dell’Iran le cose sono ancora più complicate. La nazionale mediorientale sta facendo pressioni da settimane per avere le garanzie per viaggiare in sicurezza verso gli Stati Uniti ma continuano a esserci problemi. L’unico sembra piuttosto serio visto che il Team Melli non ha ricevuto ancora i visti di ingresso per entrare nel paese nordamericano. A rivelarlo è stato il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj: “Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la Fifa. Dovranno fornirci garanzie perché la questione dei visti non è stata ancora risolta. Non abbiamo ricevuto nessun chiarimento dalla controparte e finora non è stato rilasciato nessun visto”. La nazionale in realtà dovrebbe volare ad Ankara per la raccolta delle impronte digitali per il visto, ma sta provando a muovere la pratica ad Antalya dove fa base per i suoi allenamenti.

Il precedente a Vancouver

Del resto il problema relativo all’ingresso in un paese straniero non è una novità. Solo qualche giorno fa, i rappresentanti della delegazione iraniana si sono trovati di fronte a quella che hanno considerato una mancanza di rispetto. I responsabili del calcio del paese mediorientale avrebbero dovuto infatti prendere parte al summit organizzato dalla Fifa a Vancouver ma non sono riusciti a partire perché bloccata dalla polizia di frontiera canadese con il visto del presidente della Forze Armate iraniane (uno dei membri della delegazione) che è stato cancellato mentre era in volo. Un lunga tira e molla che ora però sembra avere una “data di scadenza”, la Federazione iraniana è stata invitata per il prossimo 20 maggio a Zurigo per un incontro proprio sui Mondiali, un invito arrivato dal segretario Fifa Grafstrom e potrebbe essere quella la data in cui l’Iran scioglierà gli ultimi dubbi sulla sua presenza.

Lo schiaffo di Trump

La variabile “impazzita”, in questa situazione, è rappresentata dal mondo della politica e in particolare dal presidente Donald Trump. E indubbio che la presenza della nazionale iraniana negli Stati Uniti possa avere un forte impatto anche dal punto di vista dell’immagine pubblica e per questi tra i due paesi sembra esserci in atto una sorta di braccio di ferro. L’Iran ha provato a dettare le sue condizioni, che difficilmente verranno accettate, gli Stati Uniti per voce dei collaboratori del presidente hanno fatto sapere che il processo di screening per l’ingresso nel paese sarà molto severo, anche se si tratta di membri della delegazione. In mezzo a questa situazione si trova la Fifa che prova a mediare le due posizioni per provare a lasciare inalterata la lista di squadre che parteciperà alla Coppa del Mondo. Da fuori c’è l’Italia che guarda e che continua a sperare.

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