Il silenzio della FIFA fa rumore più di mille parole. E’ evidente che in questo momento di grande crisi internazionale, il calcio non possa avere un ruolo di primo piano nei discorsi che riguardano Stati Uniti e Iran. Ma allo stesso tempo, la federazione Mondiale del calcio si trova in una condizione molto difficile e forse anche con poco potere tra le mani.
L’ultimatum dall’Iran
Soltanto qualche giorno fa dall’Iran sono arrivate le ultime richieste all’indirizzo della FIFA. Il “Team Melli” vuole giocare la fase finale della Coppa del Mondo nonostante tutto quello che sta succedendo nel paese ma vuole anche avere le giuste garanzie di sicurezza. La richiesta già presentata qualche tempo fa è quella di spostare tutte le gare della squadra in Messico. Da parte della Fifa è arrivato un primo no, con l’affermazione che il programma è già stabilito e non ci saranno cambiamenti anche perché a essere coinvolte sarebbero anche le altre squadre inserite nel girone. Negli ultimi giorni però a fare pressione è stato il ministro dello sport iraniano Donyamali: “La nostra richiesta di spostare le gare in Messico è ancora valida ma al momento non è arrivata nessuna risposta dalla Fifa. Se le circostanze rimangono queste la possibilità di una partecipazione dell’Iran sono piuttosto basse”.
Il silenzio della Fifa
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha avuto un incontro con i vertici della squadra iraniana in occasione di una amichevole giocata in Turchia contro il Costa Rica. Doveva essere la sede delle rassicurazioni sulla possibilità di giocare in tutta sicurezza negli States ma evidentemente non è stato così. E dopo l’ennesima richiesta dell’Ira non c’è stata risposta. Sulla vicenda dalla Fifa c’è un silenzio che sembra un indizio piuttosto importante. L’organismo più importante del mondo del calcio sembra avere in questo momento le mani legate di fronte a una situazione decisamente più grande e importante. Da una parte non può decidere l’esclusione dell’Iran, dall’altra non può garantire la sicurezza della nazionale mediorientale. La situazione geopolitica viene costantemente monitorata in attesa che si sblocchi ma ormai i tempi si fanno sempre più stretti. E una partecipazione dell’Iran in questo momento sembra altamente improbabile.
Abodi e la Figc fanno retromarcia
Ma l’Italia vuole essere davvero ripescata ai Mondiali? La domanda è più che legittima. Dopo la mancata qualificazione nel match playoff con la Bosnia, in casa azzurri non sembra esserci poi tutta questa volontà di prendere parte alla fase finale di una Coppa del Mondo senza essersela veramente guadagnata. Il ministro dello Sport, Abodi è stato molto chiaro: “E’ una questione continentale e mi sembra difficile che possa esserci qualche problema. A meno che non sorga un problema in Europa non credo che possa essere ripescata una formazione europea. E a dire la verità non me lo auguro neanche”. La stessa FIGC si è mossa in direzione completamente opposta visto che in questo momento la nazionale ha perso tutti i suoi vertici con un presidente dimissionario, e l’addio anche di Gattuso e Buffon.
