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Italia ripescata ai Mondiali, c'è la data decisiva per l'Iran: dentro o fuori

Il 20 maggio a Zurigo la Fifa incontrerà la Federcalcio iraniana e ribadirà che le loro partite dovranno giocarsi per forza negli Usa

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

La telenovela dura ormai da quasi due mesi ma ora c’è una data di scadenza: per sapere se l’Iran parteciperà o meno ai Mondiali, che prenderanno il via tra soli 40 giorni, l’11 giugno con la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica, alle ore 21 (italiane) al Mexico City Stadium, o se darà forfait con il ripescaggio dell’Italia o di un’altra nazionale basterà aspettare poco più di due settimane, quando l’intricata vicenda dovrà sciogliersi in un senso o nell’altro.

La Fifa incontra l’Iran il 20 maggio

Stando a quanto scrive l’agenzia di stampa Associated Press, infatti, la Fifa incontrerà il prossimo mercoledì 20 maggio a Zurigo i responsabili della federcalcio iraniana e confermerà l’impossibilità di spostare le partite del girone in Messico, confermando che dovranno essere giocate negli Usa. Si tratta almeno delle prime tre, contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. Il summit pertanto sarà decisivo per la partecipazione dell’Iran al Mondiale.

Le ipotesi in caso di no dell’Iran

Se l’Iran dovesse rifiutarsi – ma è un’ipotesi improbabile – la Fifa passerà al piano B (l’ammissione di un’altra nazionale asiatica, ovvero gli Emirati Arabi), al piano C (il ripescaggio dell’Italia che tra le escluse ha il miglior ranking) o al piano D (spareggio tra le nazionali sconfitte nelle finali playoff).

La fiducia di Infantino

Per il presidente della Fifa non ci sono molti dubbi. Al Congresso della Fifa a Vancouver è stato ancora una volta categorico: “Ai prossimi Mondiali l’Iran sarà presente. E naturalmente giocherà negli Usa come da calendario. Il motivo è molto semplice, ossia perché il calcio deve unire”. Anche il presidente degli Usa, Donald Trump si è detto “d’accordo”: “Beh, se l’ha detto Gianni, per me va bene. Gianni è fantastico e se lo ha detto lui credo che si debba lasciarli giocare”.

L’incidente diplomatico col Canada

Tutto tranquillo? No perché proprio al congresso a Vancouver c’erano tutte le 211 federazioni mondiali ad eccezione proprio dell’Iran la cui delegazione era stata respinta all’ingresso in Canada: il presidente Taj e il segretario generale dell’Iran si sono visti negare l’ingresso perchè Taj aveva avuto un ruolo di dirigente delle Guardie della Rivoluzione, i pasdaran, che il Canada ritiene organizzazione terroristica. La Fifa, svela Rmc Sport, aveva offerto alla delegazione iraniana un jet privato per ovviare all’inconveniente ma non c’è stato nulla da fare. Ora non resta che aspettare la data del 20 maggio per avere una risposta definitiva sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali.

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