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Italia ripescata ai Mondiali, ci siamo: Iran fuori dal Congresso FIFA a Vancouver, cosa succede ora

Il presidente federale Taj accusato di far parte di un'organizzazione designata come terroristica: aumenta l'incertezza sulla Nazionale asiatica, tutti gli scenari.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Sta succedendo davvero. Il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali in programma tra poco più di un mese negli Stati Uniti, in Messico e in Canada non è mai stato così vicino. Arrivano novità clamorose a proposito della possibile mancata partecipazione dell’Iran, che spianerebbe la strada agli Azzurri verso la fase finale di un torneo a cui mancano dal 2014, quando la Nazionale di Prandelli uscì fuori al primo turno dal Mondiale brasiliano. I delegati persiani, infatti, sono rimasti fuori dal congresso FIFA di Vancouver e la motivazione è surreale: il presidente della Federcalcio di Teheran, Mehdi Taj, è stato infatti ritenuto vicino a un’organizzazione terroristica.

Congresso FIFA in Canada: Iran non ammesso

Secondo quanto riportato da diverse testate iraniane, Taj e due accompagnatori, che avrebbero dovuto rappresentare l’Iran nel 76mo congresso del massimo organismo calcistico continentale, sono stati bloccati in aeroporto dalla polizia di frontiera. In particolare, a Taj sarebbe stata contestata la vicinanza al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, un gruppo che nel 2024 in Canada è stato designato come terroristico e di cui il presidente federale era stato membro. Già a dicembre le autorità degli Stati Uniti avevano negato il visto a Taj per assistere al sorteggio dei gironi a Washington. La storia si è ripetuta a fine aprile e la partecipazione dell’Iran al torneo, a questo punto, è sempre più avvolta nell’incertezza.

Incidente in aeroporto, il presidente Taj vola via

Al presidente Taj, al segretario generale e all’altro altro membro della delegazione iraniana era stato inizialmente concesso da Ottawa un permesso di soggiorno temporaneo, che avrebbe dovuto consentir loro di entrare in territorio canadese e di prendere parte al congresso, sia pur con precise e dettagliate limitazioni. All’aeroporto di Toronto, però, qualcosa è andato storto. Fonti iraniane scrivono di “comportamento inappropriato dei funzionari dell’immigrazione”, con tanto di “insulto a uno degli organi più onorevoli delle forze armate iraniane“. Fatto sta che la delegazione di Teheran, già lunedì sera, ha fatto ritorno in Turchia.

Mondiali, quando è attesa la decisione sull’Iran

Non è chiaro se a Taj e altri componenti la delegazione iraniana il visto sia stato revocato all’arrivo, magari in seguito a ulteriori controlli, o se il dietrofront sia stato dettato proprio dalla reazione al comportamento giudicato inappropriato dei poliziotti. Fatto sta che l’Iran è rimasto escluso dalla partecipazione a un congresso al via nella serata italiana di giovedì 30 aprile e che ha, tra gli ordini del giorno, proprio la discussione su temi organizzativi e logistici legati a una federazione “sensibile” come quella iraniana. La decisione definitiva sull’ammissione o meno di Taremi e compagni è attesa per l’11 maggio, a un mese esatto dall’inizio del torneo.

L’indizio: annullati i test con Macedonia e Angola

Il clamoroso “incidente diplomatico” in Canada indubbiamente fa diminuire le possibilità che l’Iran prenda parte ai Mondiali. Chi accompagnerà la squadra in Nord America? A tutti i calciatori saranno concessi i visti? E ai membri della delegazione e dello staff? Per non parlare dei tifosi, dei giornalisti, di tutto ciò che fa da contorno a una spedizione così importante. Dubbi che crescono con l’avvicinarsi dell’inizio del torneo. Nel frattempo da Teheran è arrivata un’altra conferma ufficiale: le previste amichevoli di preparazione ai Mondiali con Macedonia del Nord e Angola sono state annullate. Un altro indizio, forse.

Chi al posto dell’Iran? Italia da subito o dopo i playoff

A questo punto torna prepotentemente d’attualità il dibattito su chi possa prendere il posto dell’Iran in caso di – sempre più probabile – esclusione, volontaria o imposta, dalla fase finale del torneo. L’alto inviato di Trump, Zampolli, briga da tempo per “suggerire” l’ammissione dell’Italia per benemerenze sportive. In realtà il piano B della FIFA preferirebbe la disputa di un playoff, per lasciare comunque voce in capitolo al campo nella designazione della Nazionale ripescata. Due le ipotesi: spareggi a quattro (Italia, Danimarca, Emirati Arabi Uniti e Oman) o a sei (Italia, Danimarca, Polonia, Kosovo, Bolivia e Giamaica). Gli Azzurri di Baldini, in entrambi i casi, avrebbero un’ultima, clamorosa chance.

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