Virgilio Sport

Italia ripescata ai Mondiali: il piano di Gravina per non dimettersi e rimanere presidente FIGC

La speranza del boss della federazione: l'ammissione in extremis alla fase finale in sostituzione dell'Iran. Gli Azzurri tra le non qualificate hanno il miglior ranking.

Pubblicato:

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

“Se è ‘solo’ per aver mancato la qualificazione ai Mondiali, guardate che alla fase finale potremmo andare comunque“. È questa la sintesi, parola più parola meno, del discorsetto ripetuto ossessivamente a tutti quelli che, dopo la disfatta di Zenica, chiedono ossessivamente la testa del presidente federale. Gabriele Gravina, nonostante le pressioni dei tifosi e gli inviti della politica, non è affatto intenzionato a mollare la poltrona. Rumors e indiscrezioni lo vogliono trattare minuziosamente la sua buonuscita, altre voci invece lo indicano arroccato in difesa di una carica che “sente” di meritare ancora.

L’amarezza di Gravina e la voglia di non mollare

Per quanto possa sembrare folle, Gravina è convinto di aver operato bene. I buoni risultati delle nazionali giovanili, a tutti i livelli, dimostrerebbero che il materiale c’è, che l’Italia continua a sfornare ragazzi di talento. Ma allora, perché poi si perdono? Perché non giocano nei club, non trovano spazio in Serie A, sono lanciati tardi e spesso male, oppure solo in seguito a clamorose contingenze dettate dall’emergenza? In attesa delle riforme invocate e mai attuate, il numero 1 della FIGC sta vivendo con maggior amarezza le esortazioni che gli arrivano da ogni dove a dimettersi che il mancato approdo ai Mondiali.

Il piano FIGC: dossier alla FIFA per il ripescaggio

L’ultimo (folle) piano per salvare Nazionale, faccia e carica è in un cassetto dell’ufficio di Gravina a Roma. Un dossier da inviare in FIFA per chiedere l’ammissione dell’Italia al posto dell’Iran, la selezione che – causa guerra – potrebbe rinunciare al posto ottenuto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Gli ultimi aggiornamenti in tal senso vanno in direzione contraria alle speranze di Gravina. Infantino in persona si sta spendendo per garantire la sicurezza e la presenza di Taremi e compagni che, a differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, dovrebbero giocare regolarmente le tre partite del girone in territorio statunitense, senza spostamenti o cambi di programma (all’inizio avrebbero voluto essere spostati in Messico).

Rinuncia dell’Iran: cosa dice il regolamento FIFA

Insomma, le già poche speranze di ripescaggio dell’Italia sembrano sul viale del tramonto, ma in FIGC ci credono comunque. Gravina e i suoi avvocati hanno studiato con attenzione il regolamento FIFA. C’è un cavillo, l’articolo 6.7, che recita questo: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione“. Insomma, non ci sarebbero pregiudiziali su confederazione di appartenenza, avversarie eliminate o di altro tipo.

La vittoria dell’Iraq sulla Bolivia dà speranze a Gravina

I risultati del playoff intercontinentale hanno in qualche modo dato vigore alle residue speranze del presidente federale. L’Iraq ha battuto la Bolivia, garantendo un’altra qualificazione mondiale all’AFC, la confederazione asiatica. In caso di forfait dell’Iran, l’Asia non perderebbe il numero minimo di rappresentanti garantite ai Mondiali. Dando ancor più credito alle chance di ripescaggio italiane. Tra tutte le non qualificate, la Nazionale azzurra è quella messa meglio nel ranking e vanta una storia e una tradizione che le altre pretendenti (Jamaica e Bolivia o Danimarca, Kosovo e Polonia, eliminate ai playoff) non hanno. Anche il “peso” dei tanti italiani in America si farebbe sentire, su un’eventuale decisione last minute della FIFA.

Dimission impossible: il presidente prende tempo e spera

Insomma, il piano di Gravina è prendere tempo. Aspettare che le acque si calmino. E lavorare sotto banco per cercare di garantire all’Italia un posto per la porta di servizio al primo Mondiale a 48 squadre, in cui è riuscita a non qualificarsi sul campo. In fondo, tutti gli rimproverano “soltanto” questo: aver fallito per due volte l’obiettivo mondiale. Nella prima qualificazione mancata, nel 2017, c’era ancora Tavecchio, che proprio dopo quel flop targato Ventura rassegnò le dimissioni. Gravina di flop ne ha vissuti due, il primo con Mancini e il secondo con Gattuso, ma non intende mollare. C’è ancora speranza. L’Italia ai Mondiali può ancora essere ripescata.

Leggi anche:

Enel

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...