Quindici giorni al massimo e sapremo tutto. La data cardine per sapere se l’Iran parteciperà o meno ai Mondiali è quella del 30 aprile, quando a Vancouver il settantaseiesimo Congresso Fifa ratificherà il quadro delle 48 squadre iscritte. La situazione resta in stand-by, con la Fifa che ha rigettato la richiesta – per motivi di sicurezza – della federazione iraniana di poter disputare in Messico le sue gare del girone. Troppo difficile riorganizzare. Se l’Iran vuole partecipare alla kermesse dovrà accettare di giocare negli Usa, a Los Angeles e a Seattle. Ma cosa succederà se l’Iran si chiamerà fuori? A fare chiarezza è il telecronista della Rai Alberto Rimedio.
La spiegazione di Rimedio
Tante le ipotesi che stanno venendo fuori in questi giorni, dal ripescaggio dell’Italia tout court basandosi sul ranking degli azzurri ad una sorta di playoff tra le nazionali eliminate fino alla “promozione” di un’altra asiatica (gli Emirati Arabi) che vada a prendere il posto dell’Iran.
Poche speranze per gli azzurri
A margine del ‘Festival della Comunicazione’ alla Sapienza di Roma la voce ufficiale Rai dell’Italia dal 2014, Alberto Rimedio (come si legge su Fanpage), ha spento ogni possibile entusiasmo: “Portare l’Iran al Mondiale sarebbe una straordinaria vittoria anche per Gianni Infantino, lo sport, il calcio in particolare, che unisce i popoli come strumento di condivisione e non di separazione. Ma se anche non dovesse essere l’Iran, che ripeto la FIFA in questo momento considera ancora l’Iran l’ipotesi principale, ci sarebbero delle alternative che sarebbero rappresentate non dall’Italia, non dagli spareggi, ma in prima istanza dalla sostituzione di un’asiatica con un’altra asiatica. E cioè in particolare con gli Emirati Arabi Uniti, che sono la prima delle asiatiche non qualificate perché hanno perso lo spareggio con l’Iraq. La realtà è questa”.
Cosa prevede del resto il regolamento? L’articolo 6 comma 7 del regolamento parla di massima discrezionalità alla FIFA sulla squadra da ripescare ma tutto lascia pensare che il criterio che guiderà la scelta sarà quello di lasciare invariato il numero di posti riservati a ogni confederazione continentale. L’Asia ha nove squadre (otto dalle qualificazioni, l’Iraq dal playoff vinto sulla Bolivia) e tali rimarranno, con gli Emirati Arabi in pole.
Il rimpianto di Rimedio
Lo stesso Rimedio pochi giorni fa, intervistato dal Corriere della Sera, aveva manifestato il suo rammarico per non essere mai riuscito a commentare l’Italia in un mondiale nonostante segua gli azzurri da 12 anni, affermando di sentirsi “un po’ come Barella”.
Come finirà la telenovela però è tutto ancora da decifrare e lo scopriremo al massimo tra due settimane.
