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Italia ripescata ai Mondiali, la Fifa respinge la richiesta dell’Iran: cosa succede ora

Resta sul tappeto l’intricata vicenda legata alla nazionale iraniana per via del conflitto con gli Usa, quattro sono le strade ancora praticabili

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Mancano esattamente due mesi al Mondiale, che partirà con la gara inaugurale Messico-Sudafrica, giovedì 11 giugno alle ore 21 al Mexico City Stadium, il vecchio Azteca, ma resta ancora l’incertezza sulla 48esima partecipante. L’Iran ancora non sa se potrà partecipare alla kermesse ma ha avuto la tanto attesa risposta dalla Fifa sull’ipotesi di giocare in Messico le partite del girone anziché negli Usa.

La Fifa dice no all’Iran

Le partite della nazionale iraniana ai Mondiali 2026 non saranno spostate dagli Stati Uniti al Messico. E questo nonostante la guerra in Medio Oriente. La FIFA ha alla fine deciso di dire «no» all’Iran. Lo ha dichiarato la presidente messicana Claudia Sheinbaum. «La FIFA ha infine deciso che le partite non potevano essere spostate dalle loro sedi originarie. Comprensibile il motivo ufficiale, ci sarebbe voluto «un enorme sforzo logistico». La FIFA si era sin da subito mostrata riluttante di fronte alla richiesta dell’Iran, «auspicando che tutte le squadre partecipanti disputino le partite secondo il calendario annunciato il 6 dicembre 2025».

C’era anche la paura che in caso di qualificazione agli ottavi della nazionale iraniana il problema delle sedi si sarebbe potuto riproporre. Da qui il no secco. Secondo il programma l’Iran dovrebbe giocare con la Nuova Zelanda, martedì 16 giugno (ore 3), al Los Angeles Stadium, contro il Belgio domenica 21 giugno (ore 21), sempre in California al Los Angeles Stadium e contro l’Egitto sabato 27 giugno (ore 5) al Seattle Stadium. Tutte location ad alto rischio.

Si decide tutto il 30 aprile

Cosa succede ora? La Fifa ha lasciato la scelta finale all’Iran nella speranza che la guerra finisca e che non sia costretta a prendere una decisione impopolare o antisportiva ma il tempo stringe. A Vancouver verrà presa la decisione più importante di questa lunga e tormentata vigilia: il 30 aprile il settantaseiesimo Congresso Fifa ratificherà il quadro delle 48 squadre iscritte. Sarà dunque quella la data in cui si saprà definitivamente se l’Iran prenderà parte al Mondiale e dipenderà dalla scelta di accettare o meno la sede nelle cittadine degli Usa per le gare del girone.

Le tre ipotesi se l’Iran sarà esclusa

In caso di esclusione si aprono altre tre strade. La prima, quella più probabile, prevede il ripescaggio degli Emirati Arabi che prenderebbero il posto dell’Iran in quanto appartenenti alla stessa confederazione, quella asiatica, per mantenere così invariata la proporzione tra continenti. Resta sullo sfondo anche il ripescaggio dell’Italia, un cavillo consentirebbe di qualificare gli azzurri, sconfitti ai play-off in Bosnia ma con il migliore piazzamento nel ranking Fifa (12° posto) tra le escluse.

C’è poi una terza via. In linea teorica, sarebbe possibile l’organizzazione di uno spareggio per decidere chi sostituirà eventualmente l’Iran. C’è un precedente del Mondiale per club Fifa 2025, dove l’esclusione dei messicani del Leon per la questione delle multiproprietà portò allo spareggio tra Club America, squadra messicana col ranking più alto, e LAFC, che era stata sconfitta dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. La soluzione sarebbe un format con le squadre eliminate ai playoff.

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