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Italia ripescata ai Mondiali, la rinuncia dell'Iran e la data fissata dalla FIFA: il regolamento parla chiaro

Spunta una deadline: ecco quando la federazione persiana deve dare comunicazione della propria volontà di partecipare o meno ai Mondiali, pena un aggravamento della sanzione.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

La circostanza più grottesca legata al possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali è che della questione si è cominciato a discutere ancor prima che gli Azzurri mancassero la qualificazione sul campo, quasi ci fosse la convinzione di un probabile fallimento. La faccenda è stata studiata con attenzione dai legali della FIGC dal momento stesso in cui è iniziata la campagna militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Le attenzioni degli esperti federali si sono spostate in quel momento dalle possibili, vacue dichiarazioni di federazioni come quella spagnola o tedesca di “boicottare” il Mondiale di Trump alle più consistenti possibilità di rinuncia, spontanea o forzata, della Nazionale persiana.

Mondiali, ripescaggio Italia: Iran sempre in bilico

Se è nota la data d’inizio dell’ennesimo tormentone destinato a seguire l’ormai “abituale” flop degli Azzurri nelle qualificazioni, quale sarà la data in cui si conoscerà l’esito della vicenda? In altre parole: quando si saprà con esattezza se l’Iran parteciperà oppure no alla Coppa del Mondo negli Stati Uniti, in Messico e in Canada? Ci sono novità in tal senso. Perché sulla federazione di Teheran pende una deadline fissata dalla stessa FIFA. Un termine perentorio entro il quale sarà necessario comunicare le proprie intenzioni, pena un possibile aggravamento delle sanzioni previste in caso di rinuncia.

La deadline per il ritiro: regolamento e sanzioni

Il regolamento a riguardo è piuttosto chiaro. La materia è disciplinata dall’articolo 6.2 del regolamento dei prossimi Mondiali, che recita testualmente: “Qualsiasi federazione membro partecipante che si ritiri dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 entro e non oltre trenta giorni prima della prima partita della fase finale sarà sanzionata con una multa di almeno 250mila franchi svizzeri da parte della Commissione Disciplinare dellaa FIFA. Qualsiasi federazione che si ritiri a meno di trenta giorni prima della prima partita della fase finale sarà sanzionata con una multa di almeno 500mila franchi svizzeri”.

Che succede se l’Iran si ritira a torneo in corso

L’inizio dei Mondiali è fissato per l’11 giugno col match inaugurale tra Messico e Sudafrica, la data limite – dunque – sarebbe fissata nel 12 maggio. Un’ulteriore postilla disciplina le sanzioni in caso di ritiro a torneo in corso e prescrive che “se una Federazione membro partecipante non è ammessa, viene esclusa o si ritira dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 dopo l’inizio del torneo, la Commissione Disciplinare FIFA può imporre ulteriori misure disciplinari“. E ancora: “Le sanzioni possono includere l’esclusione della Federazione interessata dalle successive competizioni FIFA e/o la sostituzione della stessa con un’altra federazione“.

E se l’Iran dovesse ritirarsi senza alcun preavviso?

C’è un altro caso limite: la mancata partecipazione dell’Iran al match inaugurale contro la Nuova Zelanda (16 giugno, ore 3 italiane) senza alcun preavviso. In quel caso si applicherebbe l’articolo 16 del Codice Disciplinare FIFA, che prescrive la sanzione di almeno 10mila franchi svizzeri per la squadra responsabile e che rimanda a “ulteriori misure disciplinari nei confronti della federazione o del club interessati”. Si tratta forse dell’ipotesi più remota tra tutte quelle possibili: il problema principale per l’Iran è l’ottenimento dei visti necessari a entrare in territorio statunitense. Una volta avuto il via libera, sembra poco plausibile che Taremi e soci possano decidere di non scendere in campo.

Italia ripescata: conta il ranking o la confederazione?

L’ultima questione, già più volte affrontata, riguarda la squadra subentrante al posto dell’Iran: si prenderebbe in considerazione il criterio geografico, promuovendo un’altra Nazionale della confederazione asiatica (gli Emirati Arabi Uniti), oppure – visto che i posti riservati all’Asia per i Mondiali, grazie alla vittoria dei playoff da parte dell’Iraq, sono stati tutti assegnati – si prenderebbe in considerazione il ranking, premiando la Nazionale meglio piazzata tra tutte le escluse ai playoff? In questo caso l’Italia sarebbe quella messa meglio. Ma tra esperti e addetti ai lavori il dibattito è apertissimo. Di certo c’è che la decisione spetterebbe in modo insindacabile alla FIFA, come indicato dall’articolo 6.7 del regolamento dei Mondiali.

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