Ma davvero si continua a parlare di Italia ripescata ai Mondiali? Una suggestione rilanciata più da ambienti extracalcistici (leggasi Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente USA, Donald Trump) che dai vertici dello sport italiano che sommessamente e vergognosamente non osano candidarsi. Il tormentone nato subito dopo la guerra all’Iran, con il rischio di forfait della nazionale iraniana, non si è ancora concluso ma davvero pensiamo che sia possibile prendere parte ai Mondiali in Usa, Canada e Messico?
Cosa spinge per il sì
E’ possibile che un ripescaggio degli azzurri possa essere visto di buon occhio dalla Fifa: meglio una nazionale 4 volte campione del mondo che gli Emirati Arabi considerando che le squadre dallo scarso appeal già abbondano (Curacao, Haiti, Australia, Panama, Nuova Zelanda, Uzbekistan, Giordania, Qatar solo per citarne alcune) ma anche ipotizzando l’esclusione dell’Iran e bypassando le soluzioni più logiche (un’altra asiatica o spareggi tra le escluse ai playoff) sono due i grossi dubbi relativi all’Italia.
Chi sarebbe il ct?
Il primo è di carattere etico: con che coraggio potremmo presentarci visto che da tre edizioni non ci qualifichiamo? Nessuna vergogna? Ma è il secondo punto quello davvero decisivo. Quale nazionale andrebbe ai Mondiali e chi sarebbe il ct? Solo il 22 giugno, a Mondiali abbondantemente iniziati, ci sarà un nuovo presidente federale e solo dal giorno dopo (nella migliore delle ipotesi) potrebbe essere nominato il ct chiamato a prendere la triste eredità di Gattuso.
La scelta obbligata, in caso di ripescaggio, sarebbe quella di andare ai Mondiali con Silvio Baldini – il ct dell’under 21. Definirlo un azzardo e dire poco. Ma poi con quali giocatori? Con quelli che hanno fallito sul campo? Su quelli da richiamare dalle vacanze? Con i giovani dell’Under? E con quali prospettive?
Dove trovare la sede negli Usa
Dal punto di vista della logistica organizzativa neanche a parlarne, andrebbe trovato in fretta e furia una sede-base, presumibilmente in California visto che due delle tre gare del girone (con Nuova Zelanda martedì 16 giugno alle ore 3 italiane e col Belgio , domenica 21 giugno alle ore 21) sarebbero in programma a Los Angeles mentre la terza si giocherebbe a Seattle, sabato 27 giugno alle ore 5. Insomma un pasticcio che, a prescindere dalla fattibilità dell’operazione, presenta troppi buchi. Meglio guardarli in tv i Mondiali e concentrarci su riforme serie e concrete per rinascere entro 4 anni ed andarci a buon diritto ai Mondiali 2030 in Spagna-Marocco-Portogallo.
