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Mondiali, nessuno vuole giocare con l’Iran: solo il Gambia arriva in soccorso. Mourinho contro il ripescaggio dell’Italia

Il Team Melli continua la sua marcia di avvicinamento verso la Coppa del Mondo con grandi difficoltà mentre Mourinho gela le speranze dell’Italia: “Una cosa è la politica, un altro lo sport”

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Manca ormai pochissimo al calcio d’inizio dei Mondiali. Una marcia di avvicinamento che è stata decisamente travagliata per l’Iran che a meno di un mese dalla partita inaugurale ancora vive una fase di forte dubbio e di grandissima difficoltà. Ma le speranze di un ripescaggio dell’Italia si riducono di giorno in giorno.

Le difficoltà dell’Iran

La guerra in Medio Oriente rischia di cambiare tutti gli scenari anche per quanto riguarda il mondo del calcio. La presenza dell’Iran, coinvolto nel conflitto con Stati Uniti e Israele, alla fase finale della Coppa del Mondo è stata più volte messa in dubbio. Ma se la politica gioca la sua partita, il calcio iraniano ne gioca un’altra. Il Team Melli continua a pensare solo a quello che deve fare nel girone G che lo vedrà opposto a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. Di certo la situazione internazionale non rende semplice riuscire a preparare al meglio un evento del genere. Da tempo la squadra si allena in Turchia ma nell’ultimo periodo ha fatto tanta fatica a trovare una nazionale con cui organizzare un’amichevole. Dopo tanti tentativi falliti, l’aiuto è arrivato dal Gambia contro cui dovrebbe scendere in campo il prossimo 28 maggio ad Antalya.

Nelle scorse settimane era stato lo stesso ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, a rivelare che per organizzare un’amichevole per la nazionale si è fatto ricorso anche alla politica sostenendo di aver dovuto utilizzare la “diplomazia sportiva” e negoziati con nazioni amiche e alleate per riuscire ad assicurare un’avversaria per le amichevoli della nazionale iraniana.

Mohammadi: “Vogliamo fare la storia”

Chi non vuole sentir parlare di ipotetiche rinunce alla Coppa del Mondo sono proprio i giocatori iraniani che anzi continuano ad affermare la loro volontà non solo di essere presenti ma anche protagonisti. Una delle stelle del team è Milad Mohammadi che nel corso di un’intervista a Sharar ha rivelato: “Nel nostro girone non ci sono squadre deboli, tutte le nazioni che si sono qualificate lo hanno meritato. Noi lotteremo con tutto quello che abbiamo per rendere felici e orgogliose gli iraniani, per innalzare il nome del nostro paese nella Coppa del Mondo e per provare a fare la storia”.

Mourinho gela le speranze dell’Italia

Negli ultimi giorni, anzi forse settimane, a rilanciare le possibilità di un’Italia ripescata ai Mondiali 2026 è stato Paolo Zampolli. Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali sta facendo un vero e proprio lavoro di lobbying presso la Fifa per provare a raggiungere questo traguardo. Ma con il passare dei giorni le possibilità di vedere gli azzurri (in questo momento anche senza commissario tecnico) ai Mondiali si fanno sempre più striminzite. E a gelare le “rivendicazioni” italiane ci pensa anche José Mourinho che a modo suo chiude la vicenda: “Una cosa è la politica e una cosa è lo sport. I giocatori iraniani si sono qualificati per la Coppa del Mondo, dove non ci saranno anche squadre importanti, e si sono meritati il diritto di giocarla”.

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