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Italia ai Mondiali al posto dell'Iran, richiesta ufficiale dell'alto inviato alla FIFA con lo zampino di Trump

La mossa clamorosa di Paolo Zampolli, mediatore e plenipotenziario del presidente USA nella Penisola, cambia gli scenari: pressing su Infantino per il ripescaggio.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Dove finisce il calcio, comincia la politica. E la questione del possibile ripescaggio last minute dell’Italia ai prossimi Mondiali in programma negli Stati Uniti, Messico e Canada rischia di trasformarsi in un intrigo internazionale. Ad avanzare una richiesta ufficiale alla FIFA, con tanto di pressing serrato nei confronti di Gianni Infantino, è stato infatti un fedelissimo di Donald Trump, l’alto inviato del presidente statunitense in Italia: Paolo Zampolli. Il diplomatico, dalle chiare origini italiane e tifosissimo degli Azzurri, si è mosso in modo formale per garantire alla Nazionale guidata ad interim da Silvio Baldini la sua presenza nel torneo.

Italia ripescata ai Mondiali, la mossa di Zampolli

L’iniziativa – clamorosa e spregiudicata, in pieno stile Trump – è stata documentata da una fonte autorevole, il Financial Times. Zampolli, nel tentativo di ricurire i rapporti tra le diplomazie degli Stati Uniti e dell’Italia dopo le ultime frizioni proprio tra Trump e Meloni, ha suggerito lo scambio nell’organigramma dei Mondiali a Gianni Infantino, con l’avallo del tycoon, vero deus ex machina del torneo. La giustificazione addotta da Zampolli nel suo documento, sottoposto all’attenzione della FIFA? L’Italia ha vinto quattro titoli mondiali, per storia e tradizione avrebbe diritto più di tutti a prendere il posto dell’Iran, la cui partecipazione alla kermesse è a fortissimo rischio.

Italia al posto dell’Iran: pressing su Infantino e Trump

L’Italia, insomma, secondo l’alto inviato dovrebbe essere ammessa a tavolino al posto di Taremi e compagni, senza neppure la disputa di un playoff a quattro (con Danimarca, Emirati Arabi Uniti e Oman) o a sei squadre (con Danimarca, Polonia, Kosovo, Giamaica e Bolivia) da disputarsi prima dell’inizio della fase finale. “Confermo di aver suggerito a Trump e a Infantino che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali. Sono italiano di nascita e sarebbe un sogno vedere gli Azzurri in un torneo ospitato negli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno la tradizione per giustificare l’inclusione”, le parole di Zampolli riportate dall’autorevole testata americana.

Le ultime da Teheran: il governo vorrebbe partecipare

La mossa dell’alto inviato USA in Italia fa seguito a due giorni “schizofrenici”, con notizie di tenore radicalmente diverso giunte dall’Iran a proposito della possibile rinuncia della locale Nazionale, qualificata da oltre un anno alla kermesse ma la cui partecipazione è a rischio per lo stato di guerra con gli Stati Uniti e con Israele. Se il ministro dello Sport Donyamali si era mostrato piuttosto scettico e aveva lasciato intendere come la rinuncia fosse uno scenario più che plausibile, le ultime dichiarazioni della portavoce del governo Mohajerani sono state di diverso tenore, decisamente meno pessimiste. Ma nel frattempo, sono iniziate altre manovre politiche. E l’Italia continua a sperare.

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