Le speranze di un ripescaggio dell’Italia ai prossimi Mondiali sono sempre state ridotte al lumicino ma ora anche l’ultima fiammella sembra spegnersi. L’Iran ha già preparato le valigie e domani si unirà in un abbraccio con i suoi tifosi a Teheran prima di partire con destinazione Turchia e poi verso la Coppa del Mondo negli Stati Uniti. Ma questo non significa che i problemi sulla partecipazione alla Coppa del Mondo siano di colpo spariti.
La festa a Teheran
Altro che rinuncia al Mondiale, in Iran non vedono l’ora di vedere il Team Melli in campo nella competizione più importante del mondo del calcio. Nella serata di mercoledì piazza Eghelab nella capitale potrebbe diventare lo scenario di una festa di “saluto” incredibile con migliaia di persone pronte a scendere in piazza per dare l’ultimo in bocca al lupo alla nazionale. L’evento dovrebbe anche ospitare il momento in cui verranno svelate anche le maglie che l’Iran indosserà nel corso della competizione.
La cerimonia è in programma alle 20.30 ora locale e vedrà la presenza dei giocatori, dello staff tecnico, dei dirigenti della Federazione molte istituzioni del mondo della politica e del mondo dello sport. Poi sarà il momento della partenza della squadra in direzione della Turchia dove ultimerà la preparazione prima di volare negli Stati Uniti.
Il braccio destro di Trump all’attacco
I Mondiali negli Stati Uniti (oltre che in Canada e Messico) rappresentano una grande opportunità ma allo stesso tempo una fonte di preoccupazione. Il presidente Trump ha attuato una linea molto dura sul tema immigrazione e non ha intenzione di fare passi indietro neanche in questa situazione. E da Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force che si occupa dell’organizzazione della Coppa del Mondo arrivano degli avvertimenti molto netti, soprattutto in virtù dopo la lista di richieste arrivata dall’Iran: “Nelle mie conversazioni con Infantino e il suo team, il piano è sempre stato che l’Iran venisse a giocare le sue partite. Il presidente Trump è stato molto chiaro nell’invitarli”.
Qualche giorno fa il segretario di Stato Rubio era stato altrettanto diretto e poco amichevole: “Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi nel nostro paese e pretendere che siano giornalisti o preparatori atletici”. E Giuliani gli fa da sponda: “Effettueremo controlli di sicurezza su giocatori, allenatori e personale a supporto della squadra. E tutti devono superare questi controlli, ogni decisione sui visti è legata alla sicurezza che rimane il nostro obiettivo primario”.
Le speranze dell’Italia in fumo
La possibilità di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 non è mai stata sul punto di concretizzarsi ma allo stesso tempo non è stato nemmeno una completa utopia. La situazione politica che riguarda l’Iran renderà comunque complessa la presenza della nazionale mediorientale negli Stati Uniti. Le richieste delle istituzioni iraniane hanno fatto molto discutere e difficilmente verranno tutte accettate. La Fifa però ha sempre mantenuto la linea della presenza della nazionale iraniana al Mondiale, con i piani alternativi che non sono mai davvero partiti. L’Italia sarà costretta a guardare da casa la fase finale della Coppa del Mondo, e forse è anche meglio così.
