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Italia, il “tradimento” di Ancelotti: la scelta col Brasile lo elimina dalla corsa alla successione di Gattuso

L’allenatore italiano resterà alla guida della Seleçao fino al 2030: rinnovato il contratto con un ingaggio super. La Figc dovrà rinunciare al sogno di affidargli gli azzurri

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Non è ancora ufficiale, ma il “tradimento” di Carlo Ancelotti nei confronti dell’Italia è ormai cosa certa: l’allenatore emiliano ha prolungato il suo contratto con il Brasile, uscendo dal lotto dei possibili successori di Rino Gattuso al ruolo di c.t. della Nazionale.

Ancelotti rinnova col Brasile fino al 2030

Carlo Ancelotti non sarà c.t. dell’Italia, né ora, né – molto probabilmente – mai. Il tecnico di Reggiolo, 66 anni, ha infatti prolungato il suo contratto col Brasile fino al 2030: manca ancora l’ufficialità, ma secondo Espn Brasil l’accordo è ormai cosa fatta. La Confederação Brasileira de Futebol è pazza dell’allenatore italiano al punto di aver proposto ad Ancelotti un rinnovo fino al 2030 con un aumento del già ricco ingaggio del c.t.: restando alla guida della Seleçao il tecnico passerà da 7,5 milioni di euro l’anno più bonus a 10 milioni di euro.

L’impatto di Ancelotti sul Brasile

Ancelotti si è guadagnato il rinnovo dopo appena 10 partite sulla panchina del Brasile: lo scorso 6 giugno il suo esordio nello 0-0 di Guayaquil con l’Ecuador, partita a cui seguirono le vittorie con Paraguay e Cile che hanno aiutato la Seleçao a migliorare la sua classifica nelle qualificazioni e di fatto a ipotecare il pass per i Mondiali 2026. Complessivamente lo score di Ancelotti col Brasile parla di 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte tra qualificazioni mondiali e amichevoli.

Ma a spingere la Cbf a puntare su Ancelotti è stata anche il modo in cui il tecnico s’è immerso nella cultura e nella vita della società brasiliana, oltre che l’autorevolezza con cui ha gestito casi spinosi come, ad esempio, l’esclusione dalla Seleçao di Neymar, a cui comunque il c.t. non ha chiuso definitivamente la porta.

Fuori dal post-Gattuso

La notizia proveniente dal Brasile cancella automaticamente Ancelotti dal lotto dei possibili successori di Rino Gattuso come c.t. dell’Italia: un sogno portato avanti soprattutto dai tifosi, che speravano di vedere il guru di Reggiolo alla guida degli azzurri dopo i Mondiali 2026. Ma il prolungamento fino al 2030 rischia di cancellare definitivamente la possibilità di vedere Ancelotti commissario tecnico della Nazionale anche in futuro: al termine del contratto col Brasile, infatti, l’allenatore avrà 71 anni e potrebbe non avere più voglia di sedere in panchina. Che si tratti di quella dell’Italia o di qualunque altra squadra.

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