Aurelio De Laurentiis ha scelto Vincenzo Italiano. Salvo clamorosi colpi di scena dell’ultimo minuto, sarà il tecnico che ha vinto una storica Coppa Italia col Bologna a raccogliere l’eredità di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Gli azzurri si preparano così a una nuova rivoluzione tattica. Se l’ultima stagione, complici anche i numerosi infortuni, è stata caratterizzata dalla difesa a tre, con il 48enne nato a Karlsruhe si tornerà al 4-2-3-1, sistema già visto ai tempi di Rafa Benitez. Italiano ha deciso di salire sul treno che lo porterà per la prima volta alla guida di un top club: ecco come potrebbe giocare il suo Napoli.
- Italiano al Napoli: contratto, cifre e mercato
- Italiano all’esame top club: nuovo modulo per il Napoli
- La sfida Hojlund, De Bruyne e quel difetto da correggere
- Italiano e il turnover: pregio o difetto?
- Come giocherà il Napoli di Italiano
Italiano al Napoli: contratto, cifre e mercato
Dopo l’incontro andato in scena ieri nella Capitale con De Laurentiis e il ds Manna, si attende soltanto la fumata bianca. Italiano ha sorpassato Allegri proprio all’ultima curva: per lui è pronto un contratto biennale con opzione per la terza stagione da 2,5 milioni di euro a stagione più bonus.
Rispetto all’era Conte, però, gli investimenti sul mercato saranno più contenuti. Il budget per la campagna acquisti potrebbe aggirarsi attorno ai 50 milioni, mentre il nuovo allenatore avrà la possibilità di valutare anche i numerosi calciatori di rientro dai prestiti. Su tutti: Noa Lang, Lucca, Marianucci, Rafa Marin e Hasa.
Italiano all’esame top club: nuovo modulo per il Napoli
Italiano arriva al Napoli per meriti. A differenza di altri, la gavetta l’ha fatta tutta: prima da calciatore, poi da allenatore. Dalla Serie D con Vigontina San Paolo e Arzignano, passando per la Serie C col Trapani e la Serie B con lo Spezia, fino all’approdo in Serie A con i liguri e alle esperienze con Fiorentina e Bologna, culminate con una Coppa Italia che nel capoluogo emiliano mancava da 51 anni. Alle falde del Vesuvio, Italiano riporterà quel 4-2-3-1 basato su idee, intensità, gioco offensivo, baricentro alto e verticalità. Un calcio propositivo e aggressivo, costruito anche sulla valorizzazione dell’intera rosa.
Meticoloso ma vulcanico, per atteggiamento e carattere il feeling con il Maradona potrebbe nascere immediatamente. La curiosità è inevitabile: il livello si alza e bisognerà capire se il tecnico di origini siciliane saprà reggere il peso delle pressioni di una piazza calda, passionale ed esigente come quella partenopea. Una piazza che vuole tornare protagonista non solo in Serie A, ma anche in Champions League, competizione in cui Conte ha fallito.
La sfida Hojlund, De Bruyne e quel difetto da correggere
I concetti chiave del calcio di Italiano sono appunto baricentro alto e verticalità. L’ex Fiorentina non ama l’attendismo: le sue squadre pressano, recuperano palla e cercano immediatamente la profondità. È anche per questo motivo che la linea difensiva resta molto alta, esponendosi però a ripartenze potenzialmente pericolose. Un limite emerso anche nelle esperienze precedenti: è così che ha perso una Conference che aveva in pugno. Rrahmani e Buongiorno, ad esempio, non hanno nella velocità la loro qualità principale ed è per questo che il Napoli potrebbe aver bisogno di un centrale rapido e aggressivo, un profilo “alla Gila”, per intenderci.
Al contrario, con Italiano l’asse De Bruyne-Hojlund potrebbe diventare devastante. Al belga il compito di garantire qualità e rifinitura come ai tempi del City, mentre il danese ritroverà le caratteristiche viste ai tempi dell’Atalanta: meno gioco spalle alla porta e più attacco della profondità. Tradotto: non giocherà più alla Lukaku. Sarà interessante capire come Italiano gestirà Hojlund, primo centravanti top allenato dal tecnico siciliano. Finora, infatti, né a Firenze né a Bologna ha mai avuto a disposizione un attaccante da oltre 20 gol stagionali.
Italiano e il turnover: pregio o difetto?
Con Italiano non esiste un undici titolare fisso. Lo ha dimostrato nel corso delle sue avventure al timone di squadre impegnate nelle coppe europee, dove ha fatto ricorso a un turnover ampio, forse eccessivo.
Ma è una caratteristica che di sicuro De Laurentiis non disprezza. Inutile elencare i meriti di Conte nel suo biennio, ma il prezzo pagato per arrivare al successo è che diversi calciatori hanno trovato pochissimo spazio e altri sono stati costretti a lasciare il Napoli. Da Raspadori a Simeone, passando per Lang, Lucca, Beukema e Meret: a Castel Volturno non sono mancati i musi lunghi.
Come giocherà il Napoli di Italiano
Nessun dubbio sul sistema di gioco: sarà 4-2-3-1. Basandosi sull’attuale rosa, qualora dovessero restare sia Milinkovic-Savic sia Meret, l’alternanza tra i pali potrebbe essere più frequente. In difesa, da destra verso sinistra, spazio a Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno e uno tra Spinazzola e Gutierrez, con Olivera destinato all’addio.
A centrocampo va decifrato il ruolo di Lobotka: nello schieramento a due le qualità del regista slovacco rischiano di essere soffocate e non è escluso che possa essere lui, più che Anguissa, il sacrificato sul mercato. In ogni caso, uno dei due agirà accanto a McTominay. Sulla trequarti, invece, De Bruyne sarà il riferimento centrale, supportato dalla velocità e dall’imprevedibilità di Alisson Santos e Neres sulle corsie laterali, mentre Hojlund sarà il terminale offensivo del nuovo Napoli targato Italiano.
