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All'Itzulia cadute all'ordine del giorno: un'auto medica abbatte Landa, Seixas "dribbla" un tifoso a terra

Negli anni il Giro dei Paesi Baschi si è fatto la nomea di corsa pericolosissima: dopo 3 tappe già due ritiri eccellenti, con Landa speronato dall'auto medica e Del Toro caduto nella pancia del gruppo

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Ormai è una costante: si scrive Itzulia, ma si legge “caduta”, perché al Giro dei Paesi Baschi non passa anno nel quale non c’è qualche “vittima illustre” (in senso buono) che finisce con gomiti e ginocchi a terra, e che per questo si vede costretta a ritirarsi dalla corsa. E anche l’edizione 2026 non fa eccezione: nulla a che vedere con quella disgraziata del 2024, quando Vingegaard, Roglic ed Evenepoel caddero tutti e tre assieme nella stessa curva, riportando danni importanti che finirono per condizionarne buona parte della stagione. Ma a pagarne le spese quest’anno sono stati (per ora) Landa e Del Toro, costretti a ritirarsi prima ancora di raggiungere la metà delle 7 tappe previste.

Del Toro costretto al ritiro: è caduto all’inizio della terza tappa

Isaac Del Toro ieri aveva faticato e nemmeno poco a tenere le ruote dei migliori, soprattutto di uno scatenato Paul Seixas che in salita ha dato distacchi pesanti a tutti i big della generale. Ma da qui a pensare che la sua Itzulia sarebbe terminata a metà della terza frazione un po’ ce ne passava.

Tutta colpa di una caduta avvenuta nelle fasi iniziali della tappa, dalla dinamica ancora un po’ avvolta nel mistero, ma che di fatto è costata al messicano già una decina di minuti di attesa prima di riprendere la strada, anche se poi dopo qualche chilometro la decisione è stata quella di abbandonare la corsa.

Non era in grandissima condizione, Del Toro, che aveva fatto benissimo nelle prime corse a tappe della stagione alle quali aveva preso parte (UAE Tour e Tirreno Adriatico, entrambe vinte), ma che evidentemente in questa fase era un po’ in calando, consapevole che per lui il focus si sarebbe spostato sul trittico delle Ardenne (dove avrebbe comunque corso da capitano nell’Amstel, poi da gregario di Pogacar sia nella Freccia che alla Liegi), oltre che sul Tour de France nel quale debutterà a luglio. A questo punto però il trittico è a rischio, anche perché prima bisognerà capire l’entità dell’infortunio.

Landa, che beffa: caduto per colpa dell’auto… medica

Martedì era toccato a Mikel Landa alzare bandiera bianca, ma qui però la sfortuna c’entra poco: a buttare giù lo scalatore iberico della Soudal Quick Step è stata addirittura l’auto medica al seguito della corsa, che in un tratto in discesa dopo la salita di San Miguel de Aralar ha tentato un improvvido sorpasso su una curva stretta, causando la collisione e la relativa caduta del corridore.

Il quale questa mattina ha preferito non ripartire, pur se i primi esami ai quali si è sottoposto non hanno rilevato particolari danni. “Quel che è successo è incomprensibile”, ha detto Jurgen Foré, manager della Soudal. “Parliamo tanto di sicurezza, poi assistiamo a cose sconcertanti, con la direzione gara che non si è nemmeno scusata per quanto è avvenuto. Landa era a 10 secondi dai big: dove voleva andare quell’auto? Come squadra paghiamo le conseguenze di tutto ciò, pur senza averne colpa”.

Landa all’Itzulia aveva detto di sentirsi bene, concentrato nel percorso di preparazione verso il Giro d’Italia, dove sarà capitano della squadra belga, con l’obiettivo di provare a inserirsi nella lotta per le posizioni che contano, sebbene pensare di insidiare Vingegaard in questo momento sembrerebbe un po’ azzardato (a maggior ragione dopo la caduta di ieri).

Seixas deve fare lo slalom per evitare il tifoso pancia a terra

E chi ha rischiato grosso nell’ascesa all’ultima salita di giornata ieri è stato pure Paul Seixas, che mentre volava verso l’arrivo per poco non veniva azzoppato da un tifoso, rimasto a terra dopo essere stato speronato (anche in questo caso) da un’auto dell’organizzazione. Un episodio che alla fine s’è chiuso senza alcuna conseguenza, perché il francesino è stato lesto a schivare l’uomo non appena l’ha visto sdraiato davanti a sé.

Ma un fatto che ancora una volta getta una luce sinistra sulla corsa basca, come pronunciato in diretta durante la telecronaca di Eurosport da Riccardo Magrini: “Qui in Spagna succedono sempre cose strane”. Una battuta con un fondo di verità piuttosto ampio.

Intanto la terza frazione l’ha vinta Axel Laurance della Ineos Granadiers, con la fuga di una decina di uomini che è andata in porto. Nessun cambio di sorta in classifica generale, con Seixas che ha già 2’ di vantaggio su Roglic e Lipowitz.

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