Dal non aver vinto ancora un titolo importante sulla terra, all’aver conquistato tutti i Masters 1000 che si disputano sul rosso in circa un mese e mezzo. Il cambio di passo di Jannik Sinner su quella che era considerata la superficie a lui meno congeniale è stato incredibile e per certi versi inaspettato, ma non certamente casuale. Il numero 1 azzurro condivide infatti alcune caratteristiche che hanno fatto la fortuna del miglior giocatore di sempre sulla terra rossa, quel Rafael Nadal a cui Sinner somiglia sempre più.
- Sinner, il non terraiolo che domina il rosso come il miglior Nadal
- Le incredibili similarità tra Sinner e Nadal
- Con Sinner l’esito del Roland Garros sarà scontato come ai tempi di Rafa?
Sinner, il non terraiolo che domina il rosso come il miglior Nadal
Chi l’avrebbe mai detto che a eguagliare la miglior stagione sul rosso a livello di Masters 1000 di Nadal sarebbe stato uno specialista dei campi veloci? Probabilmente nessuno, nemmeno il più grande fan di Sinner, perché al netto degli incredibili risultati ottenuti dall’azzurro in precedenza, nessuno avrebbe mai potuto sperare in un filotto di vittorie così incredibili sul rosso da parte di un giocatore che prima di questa stagione non aveva mai vinto un torneo importante sulla terra.
Eppure, ad analizzare bene i due giocatori, Sinner appare effettivamente come il più simile a Nadal, tanto da poter essere accostato anche alla miglior versione di Rafa, quella dei record del 2010, e non solo per i risultati.
Le incredibili similarità tra Sinner e Nadal
Ovviamente, a vederli giocare, si direbbe che Nadal e Sinner hanno ben poco in comune. Rafa era mancino e aveva colpi molto più arrotati e a volte anche “sporchi”, che più si adattano alla terra rossa. Jannik invece ha un gioco più regolare, classico di chi si esprime meglio sul cemento: colpi più piatti, con meno margine sopra la rete, ai quali va aggiunta una prestanza fisica che, per quanto incredibile, non è ancora al livello di quella del miglior Rafa.
Al netto di queste evidenti differenze, Nadal appare però il più simile dei Big3 a Sinner, come ci conferma l’atteggiamento dei rivali, che sia quando si trovavano ad affrontare Rafa ai tempi sulla terra (ma anche su altre superfici) e oggi Jannik appaiono entrare in campo già sconfitti, anche se sono il terzo giocatore migliore al mondo, come capitato ad Alexander Zverev a Madrid.
Sul terreno di gioco Sinner e Nadal non hanno punti deboli e sembrano avere la risposta a qualunque piano tattico o colpo degli avversari, i quali non possono nemmeno sperare in un calo del rendimento del proprio avversario, perché come Rafa anche Jannik è in grado di giocare ogni singolo punto – dal primo del torneo al championship point – con la massima concentrazione, indipendentemente da chi sia il loro avversario e il punteggio dell’incontro. Una qualità incredibile, che toglie certezze agli avversari che in breve assumono un atteggiamento arrendevole e che richiede una forza mentale disumana che, per intenderci, Alcaraz per esempio ha dimostrato solo a tratti di avere. Inoltre i due condividono un atteggiamento in campo molto simile, senza mai un atteggiamento sopra le righe. Un aspetto secondario, ma che dimostra anche quanto le loro energie mentali siano sempre focalizzate solamente sul tennis giocato.
Con Sinner l’esito del Roland Garros sarà scontato come ai tempi di Rafa?
Tutto questo discorso ci porta a interrogarci sul Roland Garros che ci attende e a domandarci se l’esito dell’edizione 2026 del French Open sarà scontata come lo erano quelle ai tempi di Rafa. Per quanto tra i due ci sia ancora distanza sulla terra rossa (Nadal è, e salvo sorprese rimarrà a lungo, il miglior giocatore di sempre su questa superficie), paragonare questo Jannik a Rafa appare come il parallelo più naturale che possa esserci attualmente.
Prima di Sinner infatti solamente Nadal nel 2010 era riuscito a conquistare Montecarlo, Madrid e Internazionali d’Italia nella stessa stagione. Un risultato incredibile, arrivato senza nemmeno troppe complicazioni, che di fatto stende un velo rosso a Jannik verso Parigi, dove – salvo imprevisti – sembra destinato a compiere l’ultimo passo per ripercorrere a pieno le orme del miglior Rafa, che nel 2010 dopo il trittico di Masters 1000 conquistò anche il Roland Garros senza perdere nemmeno un set. Il tutto per buona pace dei rivali, che – incrociate le dita per finire nel lato di tabellone opposto rispetto a quello di Sinner – faranno a gara per il secondo posto.
