Tra fragilità e riflessione, Jasmine Paolini ha superato non senza problemi l’ucraina Yastremska la quale ha agevolato il lavoro mentale oltre che fisico e tattico che la tennista toscana sta effettuando, in questi giorni non semplici. La migliore versione di sé non è sovrapponibile alla Jasmine vista in campo ieri, ma si sta ritrovando. L’auspicio è di poter ammirare quel carattere deciso, determinato con un tennis più aggressivo ovvero ciò che l’ha portata in Top 10.
- Il buon lavoro di Paolini a Parigi
- Il cambio mentale per vincere
- La prossima avversaria, chi è Solana Sierra
Il buon lavoro di Paolini a Parigi
“Penso di aver fatto un buon lavoro”, ha dichiarato in conferenza stampa Paolini. Il primo turno dello Slam rosso, l’ottavo in main draw per la numero 1 azzurra: “Penso che sia stato un primo turno davvero duro – ha detto la toscana riconsiderando il successo in due set sulla Yastremska – , lei sta giocando bene e non a caso ha vinto un torneo poche settimane fa (a Parma, ndr). Era un primo turno decisamente complicato, ma sono contenta di come ho gestito i momenti difficili e del livello del mio gioco”.
Il primo set, così tormentato, ha segnato il cambio di prospettiva di Jasmine che ha ammesso le difficoltà di concentrazione comprese nel corso del primo set: “Ho perso un po’ la concentrazione, ho fatto un po’ di game del cavolo, diciamo – con sincerità – . In quel momento mi sono detta: ‘rimani lì, rimani concentrata e lucida’ perché serviva lucidità per gestire questo match. Da quel momento credo di averlo fatto e di averlo fatto bene. Lei è una giocatrice difficile, molto potente, era fondamentale rimanere lucidi e fare le scelte tattiche giuste”.
“In alcuni momenti serve la pazienza, e così ho fatto, cercando di portarla sotto stress e di farle giocare sempre una palla in più. Quest’anno ci sono stati tanti match simili, ma che alla fine ho perso. Devo fare molta attenzione in quei momenti, devo rimanere lucida e ovviamente l’obiettivo è non avere più quei due game di calo che ho avuto oggi”. Forse anche vincere
comunque, senza un tennis spettacolare, teso, aggressivo occorre per imprimere una svolta oggi che la sua figura ha un profilo ispirazionale.
Per gli 80 anni del 2 giugno, l’ufficio del presidente della Repubblica ha promosso un’iniziativa I volti della Repubblica in cui ha chiesto a cittadini e cittadine di realizzare un breve video in cui raccontano che significato ha per loro la Repubblica italiana e che ha proprio Paolini come testimonial. Lei è il volto della nuova generazione di sportive e sportivi, capace di costruisce a piccoli passi la sua carriera, superare i pregiudizi per affermare il proprio talento in un’era segnata da un notevole gender gap.
Il cambio mentale per vincere
Per sua stessa ammissione, in questo Roland Garros, c’è la ricerca di sé e del tempo ritrovato per recuperare identità (tennistica), posizione e ranking dopo aver disputato finali come a Parigi e le Finals, obiettivo a cui Jas teneva moltissimo lo scorso anno.
“Penso di essermi messa un po’ di pressione addosso a inizio anno, però adesso onestamente mi sento molto più rilassata. Negli ultimi tornei ho giocato meglio: ho perso contro due grandi giocatrici, la Baptiste a Madrid ed Elise Mertens a Roma, penso che il mio livello ci sia, devo solo continuare a lavorare e rimanere concentrata tutto il tempo, perché a volte la mia concentrazione cala”.
Il timore di perdere concretezza, considerato poi il problema al piede, l’ha indotta a tirare una linea per consentire al suo fisico di recuperare e avanzare fin dove possibile nel tabellone singolare. Con Sara Errani ha già vinto qui e ora la necessità è di recuperare punti e posizioni.
“Sicuramente ora ho più controllo sugli orari di allenamento – spiega – ; quando giochi il doppio non sai l’orario in cui giochi, non sai quanto starai in campo. Invece la giornata di domani possiamo controllarla noi: prendere il campo all’ora che vogliamo, allenarci quanto vogliamo. Questa è la principale differenza. Ovviamente mi dispiace non poter giocare il doppio qui quest’anno, mi dispiace ancora di più per la storia che abbiamo avuto negli ultimi tre anni. Però sinceramente era la decisione giusta da prendere e quindi siamo tutti sereni. Per il futuro valuterò anche in base a come mi sento, però qui era la decisione da prendere”.
La prossima avversaria, chi è Solana Sierra
I risultati indicano come prossima avversaria l’argentina Solana Sierra: “L’ho vista giocare un po’ in United Cup dalla televisione, però non mi ci sono mai allenata – spiega – . Dovrò vedere un po’ di video, studiarla un po’, perché non la conosco bene e secondo me sulla terra può giocare un ottimo tennis, Di solito la terra rossa è una superficie su cui gli argentini si esaltano”.
Di chi si tratta? Classe 2004, proveniente dalla Rafa Nadal Academy, la giovanissima tennista, è passata alla storia per essere stata la scorsa stagione la prima lucky loser arrivata agli ottavi a Wimbledon, facendo il suo ingresso nel tennis delle top.
