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Jodar, il “Sinner spagnolo” da record che ha fatto scordare Alcaraz a Madrid: dopo Fonseca Rafa punta Jannik

Senza Alcaraz la Spagna a Madrid ha trovato il suo nuovo beniamino, la rivelazione del 2026 Rafael Jodar, che dopo aver battuto Fonseca punta ad affrontare Sinner, con il quale ha molti aspetti in comune

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Domenica 26 aprile al Masters 1000 di Madrid è andato in scena il primo confronto tra i due giovani prospetti più interessanti del circuito, ovvero i classe 2006 Joao Fonseca e Rafael Jodar. Se del primo si parla da tempo ormai, il secondo (e vincitore del confronto) è invece la rivelazione di questo inizio di stagione, dove a suon di risultati e record sta catalizzando l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati, anche a Madrid, dove sta riuscendo nell’impresa di rendere più indolore l’assenza del beniamino Carlos Alcaraz. Scopriamo di più sul fenomeno iberico possibile avversario ai quarti di finale di Jannik Sinner, col quale condivide parecchie similarità.

Jodar impressiona e allevia il dispiacere spagnolo per Alcaraz

Nato a Madrid il 17 settembre 2006, un anno fa Jodar occupava la posizione n°687 del ranking. Oggi invece, a nemmeno 19 anni, è già n°34 al mondo nella classifica live. Un balzo incredibile, figlio di una serie di risultati sorprendenti impressionanti, che lo hanno portato a essere uno dei giocatori più attesi alla vigilia del Masters 1000 di Madrid.

L’impatto di Jodar col circuito maggiore è stato senza precedenti. Rafa (nome che nel tennis spagnolo sembra portare un gran bene) ha infatti vinto la bellezza di 17 dei suoi primi 25 match (al momento siamo a 18 su 26) tra i “grandi”, superando in questa speciale classifica mostri sacri come il suo omonimo Nadal (15), Novak Djokovic (12), Roger Federer (11) e gli attuali dominatori del tennis Alcaraz (14) e Sinner (12). Certo, rispetto a molti di loro è arrivato un po’ più maturo nel circuito maggiore, ma ciò non toglie che questa sia una statistica abbastanza incredibile.

Incredibile come i suoi risultati in campo, visto che a 19 anni può già vantare un titolo ATP (il 250 di Marrakech conquistato cedendo solo un set), una semifinale in un “500” (persa a Barcellona dando non poco filo da torcere al futuro vincitore del torneo Arthur Fils), un successo su un top-10 e un ottavo a livello “1000”. Questi ultimi due traguardi sono peraltro arrivato a Madrid, dove è ancora in corsa e sta riuscendo nell’incredibile impresa di non far sentire troppo la mancanza di Alcaraz al suo pubblico.

Jodar e le similarità con Sinner

Per quanto la nazionalità e l’exploit da così giovane potrebbero portare a paragonarlo a Nadal e Alcaraz, Jodar sembra (per quanto ovviamente ancora molto acerbo) essere molto più simile a Sinner, anche più del suo coetaneo Fonseca, che in patria viene soprannominato Sinnerinho. Come Jannik anche Rafa ha nel rovescio a due mani il fondamentale col quale si trova più a suo agio, sapendo però far male anche con le accelerazioni di dritto, con le quali è capace di trovare angoli incredibili. Come Sinner da più giovane anche Jodar al momento pecca un po’ a livello tattico e per trovare il punto sembra affidarsi più che altro a impressionanti vincenti dall’alto tasso di rischio, aspetto che però migliorerà senza dubbio maturando.

Un altro aspetto del gioco di Rafa che ricorda molto quello di Jannik è la risposta. Nonostante i soli 19 anni lo spagnolo ha mostrato di avere un tempismo incredibile nel ribattere i servizi altrui (Fonseca ne sa qualcosa) e un’ottima capacità di anticipazione. Il dettaglio che però più di tutti lo rende simile a Sinner è la mentalità. Jodar spicca infatti per solidità mentale, capacità di reggere la pressione e non montarsi la testa, accettando anche situazioni che si complicano senza demoralizzarsi e, soprattutto, di essere focalizzato più sulla crescita dei risultati, mostrando un’incredibile mentalità vincente come già lo aveva descritto il suo allenatore ai tempi del college, Andres Pedroso: “Era un giocatore completo, ma soprattutto un competitivo maturo, un vincente”.

Se a tutto ciò ci aggiungiamo le somiglianze fisiche, entrambi sono molto longilinei e – stando alle statistiche dell’ATP – alti esattamente uguali (191cm), il fatto che utilizzino lo stesso modello di racchetta Head e che entrambi siano dei casi anomali per le scuole tennistiche delle rispettive Nazioni avendo mosso i primi passi sul cemento e non sulla terra, la sensazione non può che essere amplificata.

Dopo Fonseca Jodar mette nel mirino Sinner

Anche per questo motivo un possibile confronto tra i due, che a Madrid appare tutt’altro che remoto, sarebbe estremamente affascinante. Dopo aver battuto Fonseca infatti per Jodar si sono aperte le porte per i quarti di finale, dove potrebbe affrontare Sinner (che già è andato a “spiarlo” in occasione del trionfo su Alex de Minaur) in caso di vittoria su Vit Kopriva, contro cui parte senza dubbi favorito, esattamente come Jannik contro Cameron Norrie.

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