Non è passata inosservata l’esultanza al bacio di Jonas Vingegaard, il più atteso sul Monte Blockhaus, cima evocativa nella storia del Giro d’Italia. Un gesto distintivo, per il corridore danese a cui ci ha abituati on la costanza del riferimento alla sua compagna, nonché moglie, a cui ha rivolto la dedica per la fatica, la soddisfazione premiata in una delle tappe più intense di questa edizione della Corsa Rosa. Ha vinto nonostante Pellizzari, nonostante il vento che ha raggiunto con raffiche violente fino ai 50 km/h. Ma si tratta dell’unico, vero antagonista per l’assente Pogacar in questo ciclismo.
La dedica sul Monte Blockhaus di Vingegaard
Vingegaard si è abbandonato, svelando una componente privata, riservata ma non certo nascosta del suo privato che lo vede sereno, appagato accanto alla sua compagna la quale lo ha affiancato e difeso, nel recente passato. Un bacio al dito dove porta la fede, segno evidente dell’amore e della costruzione di un rapporto che reputa fulcro della sua vita personale e anche della sua carriera.
Trine Marie Hansen, sua moglie, l’ha incontrata quando entrambi erano nel Team Coloquick con ruoli differenti: la professionista, classe 1986, si occupava del marketing e della comunicazione.
Jonas Vingegaard
Il conflitto con la Visma
Hansen era stata al centro di un caso nazionale, in Danimarca, per via dei contenuti di alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano Politiken, in cui sottolineava lo stress accumulato dal marito, durante l’ultima edizione del Tour:
“Direi che la Visma lo sta spingendo decisamente troppo. Ho paura che Jonas abbia acceso la candela da entrambi i lati e che la stia bruciando in fretta. Per rendere al meglio Jonas ha bisogno di ricaricarsi. Per la squadra l’obiettivo principale è che vinca il Tour, e la pianificazione gira tutto intorno a questa corsa. La cosa comprende anche lunghi ritiri in altura, ma Jonas non si ricarica quando sta 3 settimane in ritiro. Per farlo preferirebbe stare a casa con noi in Danimarca”.
La replica del team fu pacata ma ferma, poiché si alludeva al possibile burnout del corridore e alle possibili pressioni subite in un’edizione decisiva della corsa a tappe. Pace fatta, e superato anche il grave infortunio patito, Vingegaard ha sempre manifestato gratitudine, riconoscenza nei confronti della moglie, madre delle loro due bambine.
La centralità della famiglia
Le priorità, comunque, rimangono le stesse di sempre: sua moglie e le due bambine nate dalla loro relazione. Per il corridore la famiglia è sopra ogni altro tassello della sua esistenza, anche la carriera va letta in questa ottica: il corridore della Jumbo-Visma è stato immortalato al termine di più tappe del Tour e prima ancora al Giro del Delfinato mentre bacia l’anulare, così come oggi al Giro sul Blockhaus.
