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Joshua, è lo scoppio di uno pneumatico la causa dell'incidente in Nigeria. Tyson Fury prega per le vittime

Emergono nuovi particolari sull'incidente che ha portato alla morte di due persone dello staff del pugile britannico, in ospedale ma senza particolari ferite. E il match con Fury ora è a rischio

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Emergono nuovi particolari legati al tragico incidente che ha avuto per protagonista Anthony Joshua nei dintorni di Lagos, in Nigeria, dove si trovava assieme alla famiglia e ad alcuni amici per trascorrere un periodo di vacanza. Nell’impatto tra il SUV Lexus e il camion parcheggiato ai lati della corsia opposta sono morte due persone (Sina Ghami e Latif Avidele, entrambi facenti parte dello staff del pugile britannico), mentre l’ex campione dei pesi massimi ha riportato alcune ferite che ne hanno consigliato il trasferimento in ospedale per ricevere le cure del caso.

La ricostruzione: lo scoppio dello pneumatico a causa della velocità

La polizia locale ha fatto sapere che la causa dell’incidente, salvo diversa comunicazione, deve essere attribuita all’eccessiva velocità del veicolo nel quale viaggiano Joshua e gli altri passeggeri, che a causa dello scoppio di uno pneumatico avrebbe invaso la corsia opposta, divenendo di fatto incontrollabile e causando il terribile impatto.

Babatunde Akinbiyi, il comandante della polizia della zona, ha riferito la tesi ai giornalisti che hanno raccolto le novità relative alle indagini per stabilirla dinamica dell’incidente, tuttora in corso. Lo scoppio di uno pneumatico è certamente all’origine del sinistro, e probabilmente è stato dovuto alla velocità eccessiva del SUV Lexus su un tratto di strada particolarmente accidentato”, ha dichiarato alla stampa. Che ha confermato anche come ci siano voluti diversi minuti prima di riuscire a estrarre Joshua e l’autista del mezzo (unici sopravvissuti all’interno dell’abitacolo), dal momento che entrambi erano incastrati tra le lamiere.

Adesso si trovano presso l’ospedale di Sagamu, ma entrambi sono stati dichiarati fuori pericolo. Inoltre, Akinbiyi ha confermato le voci riguardanti i due passeggeri che sono rimasti vittime dello scontro, dichiarati morti sul colpo non appena i primi soccorritori sono accorsi sul luogo dell’incidente.

Le ferite “nell’anima” di Joshua: troverà la forza per tornare?

Reduce dal successo ottenuto nel match “esibizione” di Miami contro Jake Paul, Joshua dovrà ora ristabilirsi prima di poter fare ritorno a casa. Ma certo l’incidente segna un durissimo colpo per la sua carriera: Sina Ghami, oltre che amico fidato da sempre, era il suo preparatore atletico, una persona troppo cara per non poter pensare che un simile evento possa avere un impatto enorme sul proseguo della sua vita da atleta.

Resta da capire inoltre che tipo di danno fisico abbia subito il pugile britannico, che tra gli obiettivi per il 2026 aveva in mente quello di provare a salire sul ring contro Tyson Fury (un match che da anni nel Regno Unito avrebbero voluto vedere) e addirittura cercare di riguadagnare una card per provare a tornare a sfidare Oleksandr Usyk per le maggiori cinture dei pesi massimi.

Fury prega per le vittime: il match evento del 2026 è a forte rischio

Proprio Fury è stato tra i primi a rivolgere un pensiero al rivale: “È così triste ciò che è successo, che Dio dia loro un buon letto in paradiso”, ha commentato il Gipsy King, postando una foto con le due persone scomparse. Chiaro che a questo punto il match a lungo sospirato (e con una borsa del valore di 100 milioni di sterline ciascuno) rischia di non vedere mai la luce: il promoter di Joshua, Eddie Hearn, aveva fatto sapere che era tutto pronto per cominciare a discutere dell’incontro che nelle intenzioni si sarebbe dovuto disputare la prossima estate a Wembley.

Vero è che Joshua, almeno dalle prime foto arrivate dalla Nigeria, è stato mostrato in piedi una volta estratto dall’auto, seppur scosso evidentemente da quanto successo. Insomma, a livello fisico magari i traumi potrebbero rivelarsi solo passeggeri, ma è l’aspetto mentale quello che preoccupa maggiormente gli appassionati e i suoi più grandi sostenitori, convinti che la scomparsa degli amici Sina e Latif potrebbe sconvolgerne completamente le routine e convincerlo ad abbandonare il mondo del pugilato. Una domanda alla quale oggi è impossibile dare risposta.

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