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Juve sull'orlo dell'implosione: Sarri gode di una fiducia a tempo

Dopo il Lione e in vista dell'Inter, cresce l'ansia e gli interrogativi sulla compatibilità tra società, giocatori e tecnico

Che ne sarà del sarrismo e delle sorti di questa Juventus aggregata sotto la bandiera di un tecnico distante, non è cosa di semplice definizione. La commistione tra quell’allenatore, Maurizio Sarri, illuminato ex bancario dedicato al calcio delle serie minori, e la società-azienda è una storia forse già sfiorita sotto la pressione delle dichiarazioni, confuse e infelici, di quanti avrebbero potuto preservare la compattezza, dopo l’amara sconfitta raccolta a Lione. L’attesa per la svolta si è tramutata in ansia. E l’ansia ha mostrato le deformità, anche a quanti hanno difeso fino alla trasferta francese le scelte del club e, dunque, di Pavel Nedved e di Fabio Paratici.

La Juve che perde 3 delle ultime 7 gare

Sono 3 le partite perse nelle ultime 7, la sensazione di una squadra con giocatori intristiti e una identità tecnica ancora da comprendere, da vedere, aggrappata all’idea del ritorno di Chiellini e Khedira. La Champions è un ideale che non c’è e le affermazioni di Bonucci sono più pesanti il giorno dopo.

Le parole di Bonucci e le frasi a Matuidi

“Undici titolari un po’ spenti” nel riscaldamento prima della partita di Champions a Lione: “Non c’era l’elettricità giusta per partite così”, ha spiegato il capitano juventino che ha richiamato all’ordine anche Matuidi.

Sarri che non convince e che non si aiuta

Poi ci sono le parole fragili di Sarri che sembrano un modo, poco elegante e poco in stile con la società, per trovare responsabilità in altri: “Non riesco a capire perché ci alleniamo alla grande e poi in partita la palla viaggia così lenta: faccio troppa fatica a fare passare a questa squadra il concetto di muovere la palla velocemente”.

Gli schemi non vengono interiorizzati a dovere? La preparazione è stata pianificata in modo scorretto? Quale operazione di mercato ha scompaginato la Juve perfetta (sulla carta) delle prime presentazioni? La Juve è assai poco convincente e c’è chi, per ragioni di logica e di contratto, già intravede il ritorno dell’ex Massimiliano Allegri che, proprio a causa della Champions fiorata e mancata, ha detto addio a un quinquennio di esaltanti risultati.

Prospettiva Inter e l’ombra di Conte

E poi c’è anche l’Inter. E Antonio Conte che torna allo Stadium per completare un quadro non proprio esaltante. E le frasi di Andrea Agnelli che dichiara di sostenere Sarri, ma non disdegna un rapporto cordiale e di simpatia con Pep Guardiola che da privato è divenuto pubblico.

Il ritorno di Allegri e il sogno Guardiola

La fiducia di cui gode Sarri sarebbe inevitabilmente a tempo, con una previsione di rendimento che non permette di scivolare nell’epilogo più cupo, come avvenuto a Lione. Si può recuperare, certo. Anche Cristiano Ronaldo lo afferma con una certa convinzione. “Può succedere – ha detto CR7 a Sky Sport – la Champions è la competizione più difficile che ci sia, ma abbiamo fiducia per il ritorno, quando giocheremo davanti ai nostri tifosi. Siamo sereni e concentrati, adesso pensiamo a vincere le prossime partite poi penseremo alla Champions”. Un passo alla volta. Per non perdere almeno di vista gli obiettivi imminenti.

VIRGILIO SPORT | 28-02-2020 17:45

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