Correva l’anno 2020, il mondo era nella morsa del Covid, la Juventus aveva appena vinto uno Scudetto estivo targato Maurizio Sarri e l’inflazione non era ancora a livelli stellari. Sei anni fa, non ere geologiche.
- Juventus, un crollo lungo sei anni
- Juventus, da Arthur a Openda
- Juventus, tanti flop di mercato
- Elkann mette Comolli nel mirino
- Juve, Chiellini al centro del villaggio
Juventus, un crollo lungo sei anni
Eppure gli ultimi sei anni della Juventus raccontano di 99 punti di distacco che i bianconeri hanno racimolato dalle squadre che hanno vinto lo Scudetto: una media di 16,5 punti a campionato, più o meno il distacco che i bianconeri infliggevano agli altri durante il novennio scudettato. Poi Pirlo, il ritorno di Allegri che portò in dote l’addio di Cristiano Ronaldo, tre anni difficili (tra cui quello funestato dall’inchiesta plusvalenze), il fallimentare progetto Thiago Motta, l’interregno di Tudor e l’approdo a Spalletti.
Juventus, da Arthur a Openda
Nel mezzo, la rivoluzione societaria che ha esautorato la dirigenza targata Andrea Agnelli riportando John Elkann al comando, e una serie di scelte di mercato rivelatesi fatalmente fallimentari. A cominciare dalla prima, quando venne imbastito con il Barcellona lo scambio tra Pjanic e Arthur, pagato 80 milioni e primo di una lunga carrellata chiusa dai 44 milioni spesi per Openda. Nel mezzo, una Supercoppa e una Coppa Italia vinta con Pirlo, una Coppa Italia targata Allegri, e qualificazioni in Champions strappate per il rotto della cuffia. Cosa che quest’anno potrebbe non accadere.
Juventus, tanti flop di mercato
Tra Arthur e Openda, tanti altri arrivi e la somma di 875 milioni spesi. La classica montagna che partorisce il topolino. Dušan Vlahović nel gennaio 2022 è stato acquistato per 70 milioni+bonus, fra poco sarà libero a zero. Douglas Luiz (2024, 38 milioni più i cartellini di Iling e Barrenechea) rischia di diventare un caso: prestato prima al Nottingham Forest e poi all’Aston Villa, il club da dove lo aveva acquistato la Juve. Quasi 60 milioni per Koopmeiners, quasi 30 per Nico Gonzalez.
Elkann mette Comolli nel mirino
Senza contare i vari Zhegrova, Di Gregorio, Cabal, David: il solo Kalulu non ha deluso, Kelly è andato in crescita mentre Thuram ha fatto vedere solo in parte il suo potenziale. Una gestione tecnica deludente, oltre che economicamente troppo dispendiosa. Elkann ha puntato tutto su Comolli, che però non è uomo di campo e l’addio alla Champions potrebbe costringere la proprietà a varare un altro aumento di capitale per compensare i mancati introiti (l’Europa League vale circa 14,5 milioni).
Juve, Chiellini al centro del villaggio
Un prezzo molto alto da pagare, e il primo a farlo potrebbe essere proprio il dirigente francese: al suo posto verrebbe promosso in pectore Chiellini, che assumerebbe un ruolo più centrale in diretta connessione con Spalletti per le scelte sul mercato. Il nipote dell’Avvocato Agnelli metterà tutto sulla bilancia nel summit con i consiglieri più stretti in programma martedì prossimo: di sorprese potrebbero arrivarne tante.
