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Juventus, bordate di Cobolli Gigli a Paratici e Sarri

"E' chiaro che l'eccesso paga, ma sono fatti loro a questo punto" ha detto l'ex presidente bianconero.

04-09-2019 15:03

Juventus, bordate di Cobolli Gigli a Paratici e Sarri Fonte: 123RF

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, l’ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli si è espresso su Maurizio Sarri: “E’ una cosa risaputa che non ho grande stima nei suoi confronti per le sue dichiarazioni. Come tecnico non posso nascondere abbia fatto bene a Napoli e Chelsea, ma c’erano altri allenatori che potevano essere presi se proprio doveva andare via Allegri. Guardiola, per dirne uno”. 

“Sono uno che non dimentica, ricordo dichiarazioni e gesti fuori luogo fatti da Sarri: mi sembra che abbia esagerato e non penso che possa cambiare, ha un’età e non succederà. Vedremo cosa farà come tecnico. Quella di Sarri mi è sembrata una conferenza stampa ben costruita, mi sembrava che avesse dimenticato tutto ciò precedentemente detto. Ancelotti al posto di Sarri? Avrei preferito fosse rimasto Allegri, come avevano detto Agnelli e Nedved. Ci sono stati errori di comunicazione fatti da personaggi della Juventus. Sarebbe stato meglio uno tra Guardiola e Deschamps, anche perchè Ancelotti non avrebbe lasciato Napoli”. 

Sul duro sfogo di Emre Can dopo l’esclusione dalla lista Champions: “Penso che il problema nasce da una sbagliata campagna di acquisti e cessioni fatti da Paratici, Marotta non avrebbe agito così. Mandzukic e Emre Can non possono essere esclusi e Dybala è stato inserito perché non sono riusciti a venderlo. Paratici e Andrea Agnelli hanno sbagliato, il secondo perché gli ha lasciato troppo margine di scelta. I giocatori sanno che se fanno buone prestazioni, possono trovare collocazioni anche a gennaio, magari più prestigiose. E’ chiaro che l’eccesso paga, ma sono fatti loro a questo punto. Lukaku poi è un grande smacco. Marotta è riuscito a sistemare Icardi perché ci sa fare, Paratici no”. 

L’ex presidente della Juventus si riferisce alle parole del centrocampista tedesco: “Sono scioccato e arrabbiato. La scorsa settimana il club mi aveva detto tutt’altro, poi ieri l’allenatore mi ha chiamato e in meno di un minuto mi ha detto che non sono in squadra. Proprio non me lo so spiegare, e ancora non mi hanno dato una motivazione per questa esclusione. Io però devo e voglio partecipare alla Champions League. L’allenatore non è stato sincero con me. Se l’avessi saputo prima, non avrei più giocato nella Juventus. Ora trarrò le mie conclusioni e parlerò con la società e il mio agente”.

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