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Juventus, Comolli all’angolo come Ranieri: la mossa di Spalletti delegittima l’ad e l’attacco di Cobolli Gigli

Dopo la sconfitta con la Fiorentina che allontana i bianconeri dalla Champions, il tecnico ha annunciato che parlerà con Elkann: perché non confrontarsi con l'ad?

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

A 90 minuti dalla fine del campionato e con la qualificazione in Champions League ormai quasi sfumata dopo il passo falso allo Stadium contro la Fiorentina, Comolli si ritrova con le spalle al muro. Una situazione che ricorda, per certi versi, quella vissuta da Ranieri alla Roma. Il dirigente francese scelto la scorsa estate da Elkann per rilanciare la Juventus rischia di diventare il simbolo di un nuovo fallimento. Le parole di Spalletti, lette come un messaggio che delegittima l’ad, e l’attacco frontale dell’ex presidente Cobolli Gigli, che si somma alla contestazione dei tifosi, rendono il clima sempre più pesante: sull’era Comolli sembra già calare il sipario.

Juventus, Spalletti delegittima Comolli

Dopo la sconfitta con la Fiorentina, Spalletti si è assunto le colpe di un ko che può costare almeno 70 milioni alla Juventus. Poi, però, si è lasciato andare a una riflessione che getta ombre sulla figura di Comolli: “In settimana parlerò con John Elkann. Sarà un’analisi di me stesso, devo presentare qualcosa di più di ciò che ho presentato oggi (ieri, ndr)”. Perché rivolgersi direttamente alla proprietà e non citare oppure confrontarsi con l’amministratore delegato e riferimento dell’area tecnica del club?

Del resto, è stato Comolli a guidare le operazioni di mercato del post Giuntoli, rinviando la nomina di un ds. Sempre sua la decisione di ingaggiare il connazionale François Modesto come direttore tecnico e successivamente Marco Ottolini come direttore sportivo. E di chiamare in corso d’opera Spalletti al posto di Tudor, rimasto in estate per mancanza di alternative (i rifiuti di Conte e Gasperini) più che per reale volontà della società di proseguire insieme. Eppure, nel momento in cui è calato il buio, il tecnico di Certaldo ha ‘ignorato’ il CEO, volgendo sguardo e pensieri solo a Elkann.

Comolli all’angolo come Ranieri: il precedente Gasperini

Il caos che si sta scatenando in casa Juventus ricalca quanto successo di recente alla Roma, con la rottura tra Gasperini e l’ex senior advisor Ranieri. Dietro la sfuriata di ‘sir Claudio’ in diretta tv c’erano motivi legati proprio al rapporto tra il braccio destro dei Friedkin e l’allenatore di Grugliasco.

Mercato e infortuni sì, ma anche il filo diretto tra Gasp e la proprietà americana, con Ranieri puntualmente scavalcato. La scelta della società è stata chiara: fuori il consulente, avanti con il tecnico che ora ha il quarto posto in pugno. Ebbene, anche Comolli si ritrova ai margini, isolato. E senza Champions l’epilogo è scontato: sarà addio.

L’attacco dell’ex presidente Cobolli Gigli

Il progetto Comolli, oggi alla Continassa con Chiellini per un confronto con la squadra, è a un passo dal naufragio. Elkann aspetterà il derby col Toro che chiuderà il campionato, poi deciderà. Intanto da un ex presidente bianconero arriva un duro attacco dei confronti dell’ad.

Secondo Cobolli Gigli, intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, Spalletti non dovrebbe parlare con Elkann ma “con l’ad e il presidente, altrimenti saltano tutte le gerarchie ed è proprio questo uno degli equivoci all’interno della Juve”. Per l’ex numero “i dirigenti mancano di autorevolezza. Comolli non esiste, non si è mai visto, non ha mai detto niente. L’ho solo visto in tribuna a Lecce con la moglie al suo fianco”.

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