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Juventus, e adesso? La Champions è un miraggio, Michele Padovano in esclusiva: “Una sola certezza, John Elkann”

Abbiamo parlato della delicata situazione in casa bianconera con chi conosce il club dall’interno: Padovano, dal 1995 al 1997 alla Juve, ha vinto l'ultima Champions League nella finale del 1996

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Alessio Lento

Alessio Lento

Giornalista

Cresciuto a pane e calcio, dal 2008 vivo il giornalismo sportivo raccontando storie, emozioni e protagonisti. Specializzato nel calciomercato, seguo trattative e retroscena con passione. Amo le interviste che svelano il lato umano del gioco.

Pensi a Michele Padovano e ritrovi la Juventus sul tetto d’Europa: c’era anche lui nella finale di Roma del 1996, quando la vittoria dei bianconeri contro l’Ajax valse la seconda e ultima Champions vinta dalla Vecchia Signora.

Sono momenti decisamente difficili quelli che sta vivendo la Juventus. Il 2-0 interno patito ieri contro la Fiorentina di Paolo Vanoli ha messo praticamente fine, a meno di clamorosi colpi di scena, alla possibilità di raggiungere l’obiettivo quarto posto e conseguente qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

La squadra di Luciano Spalletti si è sciolta come neve al sole nelle ultime giornate, a niente è servita la vittoria contro il Lecce di settimana scorsa: questo stop contro i rivali di sempre, viste le vittorie di Roma, Milan e Como, fa scivolare i bianconeri al sesto posto in classifica. I punti che li separano dalla quarta piazza sono due, a 90 minuti dalla fine del campionato di Serie A e con il derby della Mole da giocare.

“Almeno siamo in Europa League”

A fine partita è scoppiata la contestazione di una frangia di tifosi e anche le parole di Spalletti non hanno entusiasmato i sostenitori e gli addetti ai lavori: “Siamo dentro l’Europa League, potevi essere fuori anche da quella. Dal mio punto di vista è stato fatto un percorso in cui si è visto che la squadra ha reagito e ha creato i presupposti di poter ambire anche a giocare a livelli più alti”, ha detto il tecnico toscano.

Ne abbiamo parlato con uno che la Juve la conosce bene dall’interno come Michele Padovano, dal 1995 al 1997 in bianconero e con l’ultima Champions conquistata in bacheca, contro l’Ajax nella finale dello stadio ‘Olimpico’ di Roma del 1996.

“La rosa è incompleta, manca esperienza”

“La sensazione è che questa squadra ogniqualvolta doveva dimostrare di esserci, quindi di fare una partita di livello importante e di vincerla, non ci è mai riuscita. Lo dico da inizio anno, mancano giocatori esperti, è una rosa incompleta. Addirittura, all’interno della stessa partita abbiamo visto due squadre diverse: primo tempo eccezionale, secondo in balia degli eventi”.

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Bastano pochi click

Adesso, come detto, con ogni probabilità ci si dovrà misurare con l’Europa League nella prossima stagione, visto il sesto posto in classifica alle spalle dei lariani di Cesc Fabregas: “Già un quarto posto poteva sembrare riduttivo, figuriamoci il sesto cosa può significare nella testa dei tifosi. Quando si arriva alla Juventus, arrivare secondi è una sconfitta. Tutto quello che viene dopo è negativo”.

“Non mi stupirei dell’ennesima rivoluzione”

In attesa di finire l’annata nel miglior modo possibile, all’orizzonte si intravede una nuova rivoluzione, l’ennesima, nello staff dirigenziale e non solo. L’amministratore delegato Damien Comolli è in bilico, meno Giorgio Chiellini. Francois Modesto è già diretto verso l’uscita, mentre resta da capire cosa succederà anche con Spalletti, fresco di rinnovo contrattuale fino al 2028.

“Aspettiamo l’ultima di campionato, ma non mi stupirei se a fine stagione ci fosse una ulteriore rivoluzione. La Juventus ci ha ormai abituati a questi continui cambiamenti, allenatori che vanno e vengono. La Juve non ha mai fatto cose di questo genere, ci vuole pazienza e affidarsi alla guida sicura di John Elkann. Le sue parole, personalmente, mi hanno tranquillizzato e da lui si deve ripartire. Prima o poi si ricostruirà un club importante che possa tornare alla vittoria e dare le soddisfazioni che meritano ai tifosi”, le parole di Padovano a Virgilio Sport.

Da chi deve ripartire la Juventus

Infine, abbiamo chiesto all’ex bomber se questa stagione si possa considerare fallimentare e da chi, parlando di giocatori e staff tecnico, si dovrebbe ripartire nella prossima.

“Il fallimento, secondo me, nello sport non esiste mai. Da annate negative, si deve sicuramente prendere spunto per migliorare e crescere. Questo è sicuro. Da chi ripartire è difficile dirlo, visto che neanche chi è lì tutti i giorni ha capito molto bene quella che è la strada da perseguire”.

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