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Juventus, il mancato acquisto di Bernardo Silva la scelta giusta: irriconoscibile al Mondiale col Portogallo

Il jolly del Real Madrid ha perso il posto da titolare nel Portogallo di Roberto Martínez. L'involuzione tattica e l'ascesa di João Neves e Vitinha salvano i bianconeri

5 min di lettura

Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

Da titolare fisso a riserva. Fino a pochi mesi fa era uno degli uomini imprescindibili del Portogallo e desiderio di mercato della Juventus ma oggi, invece, Bernardo Silva ha perso il posto fisso nell’undici titolare del ct Roberto Martínez. Cosa è successo all’attaccante dei Blancos?

La trattativa sfumata con i bianconeri

La trattativa tra la Juventus e Bernardo Silva ha fatto sognare i tifosi bianconeri tra la primavera e l’estate 2026, quando il portoghese era in uscita dal Manchester City a parametro zero. La Juventus ha provato concretamente a portarlo a Torino, arrivando a presentare una proposta pluriennale tramite il suo agente Jorge Mendes, pur di accontentare Spalletti.

Infatti, la dirigenza bianconera cercava un giocatore di livello internazionale che potesse alzare immediatamente la qualità tecnica della squadra senza pagare un cartellino. Bernardo Silva rappresentava il profilo ideale. Dalle fonti ufficiali, la Juventus era pronta a offrirgli un contratto triennale da circa 7-8 milioni di euro netti a stagione, con bonus e opzioni aggiuntive ma l’attaccante ha preferito andare al Real Madrid.

Dove avrebbe giocato nella Juventus

In una Juventus che cercava più creatività, l’idea era affidargli il ruolo di regista offensivo avanzato, lasciandogli libertà di muoversi tra centrocampo e attacco. Molti osservatori lo immaginavano come il giocatore capace di collegare il centrocampo agli attaccanti, qualcosa che i bianconeri cercavano da anni.

Tatticamente Bernardo Silva sarebbe stato utilizzato soprattutto come: mezzala offensiva in un centrocampo a tre; trequartista dietro la punta oppure esterno destro che si accentra, ruolo interpretato spesso anche al City.

Momento complicato per Bernardo Silva

Dopo essere partito dall’inizio nella prima gara del Portogallo al Mondiale, Bernardo Silva è stato sostituito all’intervallo da e, da quel momento, non è più tornato titolare. Il dato è significativo: nelle 20 partite disputate dal Portogallo dopo Euro 2024 in cui era stato convocato, il giocatore era partito titolare in 14 occasioni. Ora, però, gli equilibri della nazionale lusitana sembrano essere cambiati.

Alla vigilia della sfida contro la Croazia, il neo acquisto del Real Madrid ha affrontato l’argomento con grande serenità, senza alimentare alcuna polemica: “Se vi dicessi che sono un centrocampista, come ho giocato per tutta la stagione con il City, andrei contro la mia carriera. Il mio allenatore mi fa giocare anche fuori da quelle posizioni. Sono pronto. Certo, mi adatto meglio alle posizioni centrali, ma sono qui per dare il mio contributo.”

Una questione tattica, non di rendimento

L’esclusione di Bernardo Silva non dipende semplicemente dall‘impiego di João Félix o Pedro Neto sulle corsie offensive. La spiegazione è soprattutto di natura tattica. Negli ultimi mesi Roberto Martínez ha trovato un equilibrio che ruota attorno a Vitinha, João Neves e Bruno Fernandes, diventati il punto di riferimento del centrocampo portoghese. Con questa configurazione, per Bernardo si è ridotto notevolmente lo spazio.

Tomàs da Cunha, giornalista portoghese di DAZN e TSF Radio, ha spiegato così la situazione: “La situazione di Bernardo Silva è complessa ma allo stesso tempo semplice. Il motivo principale del suo ruolo ridotto è l’emergere di João Neves e Vitinha, che ora sono titolari indiscussi. Insieme a loro due e a Bruno Fernandes, altro titolare indiscusso nonostante la sua recente forma… questi sono i tre centrocampisti di Roberto Martínez.”

Contro la Croazia resta ai margini

Oggi il portoghese rende al meglio in posizione centrale, dove può gestire tempi e possesso, mentre da esterno non offre più l’uno contro uno e la brillantezza che lo avevano reso decisivo ai tempi del Monaco e nelle prime stagioni al Manchester City.

Nonostante il momento complicato, un ritorno nell’undici iniziale contro la Croazia non è escluso. Roberto Martínez ha lasciato intendere che potrebbero esserci alcune modifiche dopo la prestazione contro la Colombia e ha avuto diversi giorni per preparare la sfida. Tomàs da Cunha ritiene che il dibattito sia ancora aperto: “Ora il dibattito è se schierarlo sulla fascia destra o escluderlo dalla formazione titolare; questo è il dilemma principale per Roberto Martínez. Contro la Colombia, credo che Bernardo sia mancato molto come giocatore in grado di controllare il ritmo… ma ora è molto difficile inserirlo. Contro la Croazia sarà una partita a ritmo più lento, ma… niente è certo.”

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