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Juventus-Milan, è tempo di verità: ma Spalletti rischia molto più di Amorim. Perché l'esame dell'ex ct vale doppio rispetto al portoghese

Nella sfida tra le due deluse della scorsa stagione c'è maggiore pressione sui bianconeri, al tecnico portoghese si può ancora concedere più tempo visto che è arrivato da poco

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Sono state le due grandi delusioni della passata stagione: Juventus e Milan vedranno la Champions in tv la settimana prossima e dovranno accontentarsi della coppetta minore che prende il via tra 10 giorni. Ovvio che un altro anno fuori dall’Europa dei grandi sarebbe un fallimento e lo scontro diretto di domani all’Allianz è il primo spartiacque per capire il reale valore delle due grandi del Nord. Ma non si parte alla pari, chi rischia di più è Spalletti. Ecco perché.

L’esame per Spalletti

Madama ha vinto nelle prime due giornate ma convincere è un’altra cosa: gol sbagliati, confusione e rischi a Frosinone e qualche stento anche contro il Parma con l’ombra di un possibile rigore negato dopo l’intervento scomposto di Alajbegovic, in area, su Keita. A mercato finito la Juve è questa, con Sarr e Woltemade in più ma senza gli infortunati Yilldiz, Thuram ed Ekhator. Spalletti va dicendo che la squadra è più forte dell’anno scorso ma bisogna dimostrarlo. La sensazione che questo non sia stata la campagna acquisti che sognava è forte: sono arrivate le terze o le quarte scelte, ha deciso tutto o quasi Carnevali ma chi sta sulla panchina che scotta è Spalletti.

Le assenze di Yildiz e Thuram

L’anno scorso l’ex ct aveva l’alibi di essere entrato a stagione in corso ma ora ci si aspetta di vedere la sua mano. I rinforzi, piacciano o meno, sono arrivati. Sbagliare non si può più. La pressione però c’è e la Juve la sente, dover affrontare il Milan senza il suo uomo migliore, il talento turco, e senza l’unico tuttocampista come Thuram, con i nuovi arrivati che hanno fatto sì e no due allenamenti non è il massimo.

I progressi di Amorim

Non si può dire che il Milan non abbia nulla da perdere, questo no. Ma entro certi limiti Amorim arriva più deresponsabilizzato e più sereno al suo primo vero big match della sua avventura italiana. Cammino finora simile a quello della Juve: vittoria 2-1 a Torino con i granata e successo a San Siro per 2-0 sul Parma. Perché l’allenatore portoghese avrebbe meno pressioni? Perché a differenza di Spalletti è arrivato da pochi mesi e ha cambiato tanto, sta facendo esperimenti in serie (specie sui ruoli dei giocatori, da Loftus-Cheek a Rabiot), sta ridando fiducia a ex esuberi come Musah, sta lanciando giovani come Cisse, sta stravolgendo i movimenti della difesa. Un incidente nel percorso di crescita glielo si potrebbe ancora perdonare anche se è chiaro che, dopo i forti investimenti fatti sul mercato, anche Cardinale si aspetta risultati importanti a fine stagione.

E’ il momento in cui arriva la partitissima a lasciare sulla graticola soprattutto Spalletti. L’ex ct deve ritrovare i gol di Kolo Muani, una brillantezza di gioco, l’entusiasmo di chi è rimasto a sorpresa pensando che sarebbe andato via – da Douglas Luiz a Nico Gonzalez – e il cinismo sotto porta. Il Milan di Amorim è più avanti in questo ed ecco perchè l’esame vale doppio per don Luciano.

Juventus-Milan, è tempo di verità: ma Spalletti rischia molto più di Amorim. Perché l'esame dell'ex ct vale doppio rispetto al portoghese Ansa

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