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Disastro Juventus, giù le mani da Spalletti: i colpevoli ci sono, ma vanno cercati altrove. Prendetevela con Comolli, Yildiz ed Elkann

Sarebbe un errore cambiare ancora allenatore senza la qualificazione in Champions League: i veri colpevoli sono altri, guai a cambiare ancora tecnico

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Via Sarri, dentro Pirlo, via Pirlo dentro Allegri, via Allegri dentro Thiago Motta, via Motta dentro Tudor, via Tudor dentro Spalletti. Stop. Prima di dire via Spalletti, Champions o non Champions, fate un lungo respiro e riflettete. Dall’ultimo scudetto (vinto soprattutto grazie al Covid che frenò una Lazio in condizioni super) l’ex ct è il sesto allenatore di una Juve che in questi anni ha vinto solo coppe Italia e Supercoppa. Dov’è l’errore?

La grande illusione

Spalletti aveva illuso tutti, è vero. Giocatori ritrovati, un gioco più convincente ma alla fine ha fallito per i risultati con le medio-piccole: 1-1 col Sassuolo (con rigore decisivo sbagliato da Locatelli), 1-1 col Verona retrocesso e 0-2 con la Fiorentina. Tutte e tre in casa. Sette punti persi che fanno la differenza tra l’Inferno e il Paradiso. E sicuramente l’ex ct ha le sue colpe, ma tra tutti è forse il meno colpevole.

Il mercato sbagliato

La squadra non l’ha fatta lui, ha cercato di aggiustarla come si poteva ma era ed è lacunosa. Chi ha preso Openda e David spendendo vagonate di milioni? Chi ha scambiato Zhegrova con Garrincha? Solo per parlare dei tre flop più clamorosi ma la verità è che da anni la Juventus fallisce sul mercato. E le colpe di ieri erano di Giuntoli così come quelle di oggi sono di Comolli che da quando è arrivato non ne ha indovinata una. E le colpe di sempre di chi li ha presi, cioè John Elkann.

Senza dimenticare i giocatori: in campo ci vanno loro e più sei forte e più hai responsabilità. Ecco perché è colpa anche di Yildiz, precocemente battezzato leader e campione. E come lui degli altri che sono quelli che scendono in campo. Dalla delusione Di Gregorio allo stesso Bremer che pare stia pensando più a dove andarsene che a dare il massimo.

Si riparta da Spalletti

Elkann inconterà uno Spalletti contrito e deluso, non è escluso che il tecnico gli ponga sul piatto le dimissioni ma guai ad accettarle. Se c’è qualcuno che può far rinascere la Juve, anche questa Juve a mercato ridotto che si prospetta, quello è Spalletti. Si riparta da lui e a pagare sia qualcun altro.

Disastro Juventus, giù le mani da Spalletti: i colpevoli ci sono, ma vanno cercati altrove. Prendetevela con Comolli, Yildiz ed Elkann Ansa

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