Via Sarri, dentro Pirlo, via Pirlo dentro Allegri, via Allegri dentro Thiago Motta, via Motta dentro Tudor, via Tudor dentro Spalletti. Stop. Prima di dire via Spalletti, Champions o non Champions, fate un lungo respiro e riflettete. Dall’ultimo scudetto (vinto soprattutto grazie al Covid che frenò una Lazio in condizioni super) l’ex ct è il sesto allenatore di una Juve che in questi anni ha vinto solo coppe Italia e Supercoppa. Dov’è l’errore?
La grande illusione
Spalletti aveva illuso tutti, è vero. Giocatori ritrovati, un gioco più convincente ma alla fine ha fallito per i risultati con le medio-piccole: 1-1 col Sassuolo (con rigore decisivo sbagliato da Locatelli), 1-1 col Verona retrocesso e 0-2 con la Fiorentina. Tutte e tre in casa. Sette punti persi che fanno la differenza tra l’Inferno e il Paradiso. E sicuramente l’ex ct ha le sue colpe, ma tra tutti è forse il meno colpevole.
Il mercato sbagliato
La squadra non l’ha fatta lui, ha cercato di aggiustarla come si poteva ma era ed è lacunosa. Chi ha preso Openda e David spendendo vagonate di milioni? Chi ha scambiato Zhegrova con Garrincha? Solo per parlare dei tre flop più clamorosi ma la verità è che da anni la Juventus fallisce sul mercato. E le colpe di ieri erano di Giuntoli così come quelle di oggi sono di Comolli che da quando è arrivato non ne ha indovinata una. E le colpe di sempre di chi li ha presi, cioè John Elkann.
Senza dimenticare i giocatori: in campo ci vanno loro e più sei forte e più hai responsabilità. Ecco perché è colpa anche di Yildiz, precocemente battezzato leader e campione. E come lui degli altri che sono quelli che scendono in campo. Dalla delusione Di Gregorio allo stesso Bremer che pare stia pensando più a dove andarsene che a dare il massimo.
Si riparta da Spalletti
Elkann inconterà uno Spalletti contrito e deluso, non è escluso che il tecnico gli ponga sul piatto le dimissioni ma guai ad accettarle. Se c’è qualcuno che può far rinascere la Juve, anche questa Juve a mercato ridotto che si prospetta, quello è Spalletti. Si riparta da lui e a pagare sia qualcun altro.
