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Juventus e Roma, penalizzazione in arrivo per violazione del fair play finanziario? "Se ne sono fregati"

La denuncia social di Paolo Ziliani: i due club avrebbero dovuto fare un mercato a saldo zero, invece hanno sforato di oltre 100 milioni. E ora rischiano provvedimenti.

3 min di lettura

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Juventus e Roma rischiano sanzioni pesanti per non aver rispettato l’accordo siglato con l’UEFA sul fair play finanziario. I giallorossi, in particolare, a fronte della promessa di un mercato a saldo zero avrebbero chiuso la sessione estiva con un rosso di 106 milioni di euro, mentre i bianconeri addirittura di 138. Per entrambe, il deficit nel triennio è aumentato a dismisura, in aperta violazione dei paletti imposti dalla commissione finanziaria del massimo organismo calcistico europeo. Cosa potrebbe succedere ai due club italiani? Chi può dirlo: vero che l’UEFA con altri club si è mostrata piuttosto clemente, ma lo ha fatto quando ha ravvisato in loro un pizzico di buona volontà.

Juve e Roma, violato il patto: niente mercato a saldo zero

A denunciare la doppia violazione, con un corposo post social, è stato il giornalista del Fatto Quotidiano, Paolo Ziliani. Secondo cui, lo scorso 19 luglio, tanto la Roma quanto la Juve avrebbero garantito all’UEFA di sistemare i conti entro la chiusura del mercato attraverso due cessioni pesanti: Koné per i giallorossi, due calciatori dal cartellino “pesante” per i bianconeri. Promesse clamorosamente disattese. “Sono passati 40 giorni, il mercato ha chiuso ieri i battenti e cos’hanno fatto Roma e Juventus? Nulla di quanto gli accordi con l’UEFA imponevano loro”, la rivelazione del cronista. “I due club hanno fatto carta straccia del Settlement con l’UEFA spendendo e spandenso come se non ci fosse un domani”.

Il precedente del Chelsea e la decisione dell’UEFA sui Blues

I due club, insomma, “se ne sono fregati” dell’accordo con Nyon. “A naso direi che Roma e Juventus hanno capito qual è il giro del fumo, si sono fatte forti del precedente ‘UEFA-Chelsea’ del 2025 e hanno deciso di fottersene dei regolamenti fiduciose di non incorrere in conseguenze particolarmente penalizzanti”, è la sensazione di Ziliani. “Il club inglese venne sanzionato con una multa di 80 milioni di cui 20 incondizionati e immediati e 60 eventualmente scontabili a condizione di rientrare nei paletti fissati dall’UEFA nelle successive tre stagioni (ancora in corso). L’UEFA impose però al Chelsea rigide restrizioni di mercato, le stesse a cui Roma e Juventus avrebbero dovuto attenersi”.

Il rischio (ponderato) di Juventus e Roma: cosa rischiano

Se i Blues hanno mostrato segnali di ravvedimento, Roma e Juventus non l’hanno fatto. “Non sono state in grado di chiudere una sola vendita degna di questo nome contravvenendo in pieno all’obbligo di concludere il mercato a saldo positivo o zero, ossia senza spendere un euro in più della somma incassata con le cessioni. Una condizione che invece Milan e Inter, più brillantemente il Diavolo, più faticosamente la Beneamata, erano riusciti a soddisfare nel tortuoso sentiero del Settlement percorso per anni”. Insomma, sia i Friedkin sia Elkann probabilmente pensano di potersela cavare con una multa o con limitazioni alla lista UEFA. Ma se così non fosse? Se la sanzione consistesse con una penalizzazione afflittiva, l’esclusione dalle coppe europee?

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