Rivoluzione Juve, ci siamo. Si erano già incrociati in passato, ma questa volta saranno dalla stessa parte: Luciano Spalletti e Marco Ottolini hanno inaugurato il nuovo corso juventino con un incontro operativo alla Continassa. Un summit vero e proprio, utile a fare il punto sul mercato di gennaio e sulle esigenze della squadra, con il nuovo direttore sportivo già pienamente immerso nel lavoro.
- Le priorità tecniche: regista e attaccante ibrido
- I nomi sul tavolo e le opportunità da cogliere
- L’idea Chiesa: suggestione e opportunità
Le priorità tecniche: regista e attaccante ibrido
Dal confronto sono emerse due necessità principali: individuare un regista capace di dare ordine alla manovra e valutare un profilo offensivo definito “nove e mezzo”, un giocatore in grado di muoversi tra trequarti e attacco. Un eventuale rinforzo sulla fascia destra sarebbe un valore aggiunto, ma non una condizione imprescindibile.
Nel complesso, Spalletti si è mostrato soddisfatto del gruppo attuale, come ha ribadito anche pubblicamente: “Sono contento dei giocatori che ho, ho visto quello che volevo vedere nel miglioramento in questi mesi. Se succederà qualcosa, sarà Marco che verrà a dirci ‘C’è la possibilità di…”».
I nomi sul tavolo e le opportunità da cogliere
Per ora non esiste un budget prestabilito: tutto dipenderà dalle eventuali uscite. Spalletti ne era consapevole già al momento della firma e il dialogo con Ottolini sarà costante. La Juventus si prenderà il tempo necessario, senza farsi guidare dalla fretta, valutando solo profili in grado di aumentare il valore complessivo della rosa.
Tra i centrocampisti monitorati restano, intanto, vive le piste che portano a Guido Rodriguez, Xaver Schlager e Adrian Bernabé per il ruolo di play. Davide Frattesi, pur non essendo un regista puro, resta un profilo molto apprezzato da Spalletti. In attacco piacciono Alexander Sorloth e Lazar Samardzic. Sulla fascia destra, Joao Cancelo resta un sogno complicato, con Barcellona e Inter molto attivi.
L’idea Chiesa: suggestione e opportunità
Tra le ipotesi più affascinanti c’è quella di un ritorno di Federico Chiesa. L’esterno del Liverpool è stimato sia da Spalletti sia da Giorgio Chiellini e non esclude un rientro a Torino qualora si creassero le condizioni giuste. L’addio dell’estate 2024, vissuto come una separazione forzata, non ha mai reciso del tutto il legame con la Juventus.
Non c’è ancora una trattativa formale, ma i segnali bianconeri sono arrivati anche in Inghilterra. Chiesa sta trovando spazio limitato ad Anfield (soli 404 minuti complessivi) e, pur apprezzando la Premier League, sa che a Torino ritroverebbe fiducia, conoscenze e un ambiente favorevole.
Il vero ostacolo resta la formula: la Juventus punterebbe a un prestito secco, soluzione che il Liverpool al momento non sembra privilegiare, anche in attesa di chiarire il futuro di Salah. Intanto, il tecnico bianconero lo considera una pedina duttile, utilizzabile su entrambe le fasce, come falso nove o alternativa a Yildiz. Un rinforzo pronto subito, con tempi di ambientamento azzerati.
