La maledizione delle piccole rischia di lasciar fuori la Juve dalla Champions. L’Empoli non era stato un episodio, il pari interno col Verona già retrocesso ha messo a nudo le fragilità di una Juventus che ha paura di diventare grande. E domani al via del Mare c’è un Lecce a cccia di punti salvezza. Spalletti non ha digerito ancora l’1-1 con l’Hellas ma prova a spronare l’ambiente anche se nella conferenza di vigilia sembra tornato ai tempi in cui faceva il ct dell’Italia a livello di comunicazione.
Quando Spalletti parla così vuol dire che è nervoso
In sala stampa Spalletti è sempre stato logorroico, a Roma come all’Inter o al Napoli, ma quando inizia ad avvitarsi sui concetti, ad arzigogolare, a fare lunghissimi giri di parole è segnale che qualcosa che non va c’è. Il verbo è la sua arma segreta per caricare la squadra ma anche il sintomo di disagio quando inizia a dire cose tipo: ” Il carattere viene fuori da quel qualcosa che non ti viene bene e devi ribaltare”, oppure:”Quando il calcio è a basso punteggio è determinato dall’episodio. Noi siamo di un livello dove la pressione è naturale. Però sono questi momenti di questi episodi che poi diventa fondamentale. Queste finestre durano pochi secondi” e ancora: “A far la differenza è sempre un’intenzione. Noi dobbiamo consumare quel pallone lì, usarlo, ribaltare quel campo. Percezione o non percezione dobbiamo fare cose forti che spacchino la monotonia, il ritmo, la gestione ogni tanto. Ci vuole gas a tavoletta e dei ragionamenti che bisogna prendersi dei rischi e convivere con i ritmi alti, con il rischio della partita, c’è soltanto da esprimere, non c’è da gestire”
Da dove riparte la Juve
Una cosa Spalletti la sa: “Noi vogliamo ripartire da quella che è stata la fine della partita precedente, perché se uno stadio come l’Allianz, abituato a vincere, applaude vuol dire che non è tutto da buttare via. Il nostro pubblico ci ha riconosciuto impegno e qualità perciò noi vogliamo riproporre delle cose che sono state fatte bene e non hanno avuto l’esito che volevamo”.
Fiducia in Vlahovic
Vlahovic giocherà dal 1′ (“Può essere la sua partita da titolare. Poi vediamo se tutto procederà in maniera normale da qui a domani sera. Non dobbiamo caricarlo di troppe pressioni”) ma Spalletti vuol vedere soprattutto la responsabilità: “E’ la sofferenza che ti dà il senso della responsabilità. Noi in questa settimana abbiamo sofferto. La certezza è l’impegno che ho visto mettere a questi ragazzi da quando sono arrivato. Quando non si vincono le partite in questo spogliatoio si sta male, questa squadra prova un dolore che se rifletti bene ti insegna delle cose. Io sono convinto che ci metteranno qualcosa in più rispetto all’ultima partita”.
Gli chiedono di un paragone con l’Inter campione, Spalletti svicola: “Fare un paragone con l’Inter non lo so fare. Loro sono costruiti in maniera corretta, nel senso che questa esperienza e forza mentale caratteriale gli si sono riconosciute negli anni. A noi meno. Ci vuole poi anche esperienza secondo me noi abbiamo una squadra dove ci si ha potenzialità di crescita, abbiamo fatto passi in avanti importanti, abbiamo la possibilità di un futuro. Secondo me molta di questa squadra rimarrà la stessa, quindi devono essere convinti di far parte del futuro e non vuol dire rimanerci perchè ci mancano, noi dobbiamo trovare le cose che abbiamo dentro più forti e complete di quelle che abbiamo fatto vedere. Non possiamo stravolgere totalmente la squadra, abbiamo diritti e doveri. Se ne parlerà poi a fine anno”.
Ultima riflessione su Openda: “È uno degli errori che ho fatto, ma che non avete detto. Openda si sta impegnando bene e il ragazzo è micidiale da un punto di vista della serietà. Tutti i ragazzi gli vogliono bene. Io non l’ho fatto giocare perché pensavo che gli altri potessero dare di più”.
