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Juventus: Yildiz l'unica certezza nel caos di Tudor e arriva anche la carezza di Del Piero

Per il talento turco le parole più importanti arrivano dal suo più grande sponsor. Nel turnover di Tudor non è contemplato riposo per il numero 10

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Anche nel caos, soprattutto nel caos, occorre trovare dei punti fermi ai quali aggrapparsi. Nel caso della Juventus di Igor Tudor l’unica certezza è costituita da Kenan Yildiz. Tutti ruotano, nessuno è insostituibile ma il turco è la sola fiammella sempre accesa che significa speranza nel presente e nel futuro. La stanchezza c’è ma a 20 anni si può e si deve andare oltre, specialmente se l’incoronazione arriva da un certo Alex Del Piero.

Il duello con Pulisic tra i temi di Juve-Milan

Juventus-Milan è una sfida che regala tanti temi e spunti di riflessione. Il ritorno di Max Allegri a Torino è certamente quello mediaticamente più rilevante ma tra gli incroci in campo il dualismo Yildiz-Pulisic può essere una delle chiavi del match. Ad accomunarli c’è l’estro, quello che li differenzia dalla massa. Dal punto di vista anagrafico la differenza è notevole e infatti l’americano è più avanti anche e soprattutto per la concretezza sotto porta. Il futuro, però, è dalla parte del turco dotato di una classe innata che può portarlo davvero lontano se incanalata sui giusti binari.

Tutto ruota attorno al turco

Se con Thiago Motta ogni tanto anche Kenan Yildiz si sedeva in panchina in nome di un cervellotico turnover, con Igor Tudor ciò non avviene. Ci sarà sicuramente qualche occasione in cui anche il turco dovrà riposarsi, ma per ora tutt’al più è lecito concedersi una sostituzione a poco dalla fine. Troppo importante il 20enne di Ratisbona per il gioco della Juve: quasi tutto, infatti, passa dai suoi piedi fatati. Talvolta questo può essere anche un limite, specialmente se il gioiellino non è in palla come capitato ad esempio nella trasferta di Villarreal.

L’incoronazione di Alex sul suo erede

Ecco, la gestione degli attaccanti è uno principali banchi di imputazione rivolti al tecnico croato. Pure Alex Del Piero sull’argomento ha una visione opposta rispetto a quella dell’ex compagno di squadra e alla Gazzetta dello sport dice: “E’ chiaro che non avere continuità non sia del tutto positivo. Quando giochi quattro-cinque partite consecutivamente ti abitui a certe situazioni, quindi puoi essere più pronto“.

Dove c’è invece condivisione di vedute è proprio attorno alla figura di Yildiz. Quest’ultimo può davvero raccogliere l’eredità che fu del Pinturicchio di Gianni Agnelli, seppur l’epoca attuale sia chiaramente differente e consenta meno chance di creare delle bandiere. “Per quello che ho visto fino a oggi, sia in campo che fuori, non ha bisogno di consigli“, racconta Alex parlando del turco.

Che poi aggiunge: “È un ragazzo serio, che ama lavorare sodo, che vuole diventare un simbolo di questa società e avere successo, giustamente. Lo sta facendo secondo me nella maniera più giusta. È ovvio che ci saranno momenti di difficoltà, momenti più o meno positivi e lì dovrà affidarsi alle persone giuste. Spero che abbia sempre attorno le persone giuste che possano dirgli ciò che avrà bisogno di sentirsi dire in quel momento“.

Juventus: Yildiz l'unica certezza nel caos di Tudor e arriva anche la carezza di Del Piero Ansa

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