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Antropova, addio Scandicci: perché lascia l'Italia (non per soldi), mentre dalla Turchia scoppia una polemica

Kate vola all'Eczacibasi e dice addio al club dove è diventata una stella: "Non avrei saputo in quale altra squadra di A1 andare". Clamoroso attacco del presidente turco Ustundag.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

La stagione dei club di volley femminile si è chiusa con la Final Four di Istanbul, che ha consacrato il trionfo delle formazioni turche. Il Vakifbank si è preso la Champions laureandosi campione d’Europa, l’Eczacibasi si è piazzato secondo. E le italiane? Conegliano terza e Scandicci quarta. L’ultimo atto dell’esperienza in Toscana (e in Italia) di Kate Antropova non è stato premiato da un risultato di prestigio, il che ha reso ulteriormente malinconico il saluto dell’opposta di origini russe alla Savino Del Bene. Era approdata a Scandicci quattro anni fa, la lascia che è diventata una stella di prima grandezza del panorama italiano e internazionale.

Kate Antropova e l’emozionante addio a Scandicci

Dalla prossima stagione anche Kate giocherà in Turchia, all’Eczacibasi, andando ad aggiungersi ad Alessia Orro e Myriam Sylla, le stelle della Nazionale di Velasco che nobilitano la Sultanlar Ligi. Commovente e appassionato il messaggio a compagne di squadra, staff, società e tifosi nell’ultima reunion al PalaBigMat prima del rompete le righe. “Se quando arrivai qui a 19 anni mi avessero detto che questo sarebbe stato il mio percorso a Scandicci non ci avrei mai creduto. È stato un qualcosa di incredibile e sono davvero felice di essere riuscita a portare un contributo a questa squadra e quest’anno di vincere un trofeo importante come il Mondiale per club“.

Nessun tradimento: “In A1 non avrei giocato altrove”

Quindi sul futuro, con tanto di dichiarazione di “fedeltà” a Scandicci: “Andare all’Eczacibasi è un cambiamento, anche perché in Italia mi sono interrogata e non avrei saputo dove andare una volta essere venuta via da qua. C’è tantissima curiosità di scoprire altro perché ho 23 anni e voglio vedere il mondo e confrontarmi con altri ambienti. Sto veramente bene qui a Scandicci ma la mia è stata solo una ricerca di nuove sfide, sportive e personali“. Insomma, i soldi non c’entrano. Anche se, a proposito di soldi, dalla Turchia è rimbalzata una surreale polemica, alimentata dalle dichiarazioni del presidente della federazione Mehmet Akif Ustundag.

Volley, la surreale polemica Turchia-Italia di Ustundag

L’alto dirigente, in una trasmissione tv su TRT Spor, ha risposto a muso duro a delle dichiarazioni attribuite al presidente della Lega Volley Mauro Fabris su giocatrici trattate come “rock star” in Turchia: “Non mandate queste rock star nel nostro paese, tenetele nel vostro”. Quindi ha lanciato una stilettata a Conegliano: “Dite che crescete le giocatrici, ma acquistate stelle come tutti“. Infine ha attaccato la CEV per il riconoscimento di miglior palleggiatrice della Final Four negato alla stella del Vakif, Cansu Ozbay, a vantaggio di Asia Wolosz: “Mi chiedo su quali basi sia stata presa questa decisione”. Insomma, nel suo nuovo campionato Antropova troverà un bell’ambientino.

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