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Kevin Kampl chiude la sua carriera a 35 anni per assistere il padre dopo la morte del fratello: una scelta che merita rispetto

Il centrocampista ha perso suo fratello maggiore a ottobre e vuole assistere il padre, a sua volta molto provato: la sua decisione ha commosso i tifosi

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Kevin Kampl chiude la sua carriera a 35 anni per assistere il padre dopo la morte del fratello: una scelta che merita rispetto ANSA

Ci sono scelte obbligate, dettate e accresciute dalla consapevolezza che il tempo a nostra disposizione è contingentato, che una seconda occasione potrebbe non esserci. Per Kevin Kampl, calciatore talentuoso ma arrivato a 35 anni con addosso la maglia del Lipsia e un fardello da portare pesante, non c’è stato da riflettere.

Il centrocampista sloveno ha deciso di rescindere il contratto con il club tedesco non per una questione di età, ma per fare ritorno a casa e stringersi alla sua famiglia, devastata da un doppio dramma.

La perdita del fratello

Lo scorso ottobre, la morte del fratello maggiore Seki a soli 51 anni ha gettato nello sconforto Kampl e i suoi cari che hanno subito una perdita devastante, consumata nel pieno della malattia che sta colpendo il padre del giocatore. Due persone vicine, tra gli affetti imprescindibili e che hanno indotto il centrocampista a valutare. A prendere una decisione ferma, ma altrettanto delicata.

“L’improvvisa perdita di mio fratello mi ha fatto capire quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante trascorrerlo con le persone che ci sono più care”, ha scritto in un toccante messaggio ai tifosi del Lipsia.

Una scelta che merita rispetto per l’uomo, per quel ragazzo che coltivava un sogno e che oggi è in grado di accantonare quel pallone che lo ha accompagnato, da sempre. Per compiere l’unico gesto possibile, l’unico segno tangibile di affetto, riconoscenza e gratitudine nei riguardi di suo padre.

La decisione di stare vicino al padre in un messaggio

“Dopo tutti questi anni, ho capito che è giunto il momento di tornare a casa, anche perché mio padre non sta bene di salute. È tempo che non tornerà più”.

La società tedesca, ricevuta la richiesta, ha compreso la tragedia umana che sta attraversando il calciatore con i suoi familiari e ha valutando, accogliendola, la domanda di risolvere il contratto, decisione che arriverà a fine mese.

Dieci anni da leader

Kampl lascia dopo un decennio da protagonista: arrivato nel 2017, ha collezionato 283 presenze, 13 gol e 23 assist, vincendo due Coppe di Germania e una Supercoppa, oltre a raggiungere una semifinale di Champions.

Marcel Schäfer, AD del club, lo ha salutato con onore: “La sua decisione di concentrarsi sulla famiglia merita il massimo rispetto e sottolinea il suo carattere impeccabile”.

Chiuderà davanti al suo pubblico, il 17 gennaio prossimo anche se la partita contro il Bayern Monaco potrebbe non essere l’ultima.

“Tornare in campo un giorno? Al momento sembra assolutamente irrealistico”, ha dichiarato pur non escludendo l’eventualità di poter giocare in un campo, domani. Quando sarà la serenità a riavvicinarlo al calcio.

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