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Kitzbuhel, il superG è svizzero: Odermatt beffa von Allmen. Franzoni indietro, Casse e Innerhofer prenotano l'Olimpiade

Il supergigante sulla Streif non regala grosse soddisfazioni agli italiani: l'attesissimo Franzoni chiude 12esimo, Casse, Paris e Innerhofer in top ten. Vince il solito Odermatt, che beffa von Allmen

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Colonizzare l’Austria? Ok, lo stai facendo nel modo giusto. Anche se poi quando si parla di sci e batti bandiera rossocrociata non deve risultare tanto difficile: Marco Odermatt e Franjo von Allmen hanno deciso che Kitzbuhel dovesse diventare un feudo elvetico e puntualmente hanno messo le punte degli sci davanti a tutti, col leader di Coppa del Mondo risultato vincitore per soli tre centesimi sul compagno di squadra. Gli austriaci si sono dovuti accontentare del podio di Babinsky e del “legno” di Haaser, e a conti fatti nel supergigante della Streif chi avrebbe sperato di fare un pelino meglio erano gli italiani, con Casse, Paris e Innerhofer (tutti in top ten) che hanno fatto meglio pure di Franzoni.

Milano-Cortina, arriviamo: le parole di Casse e Innerhofer

Proprio Innerhofer è probabilmente il più felice di tutti: il decimo tempo di giornata (a 57 centesimi da Odermatt) gli vale un pass quasi certo per far parte della squadra olimpica di Milano-Cortina, che a 41 anni è una soddisfazione mica da poco per il finanziere di Brunico. Che pure sa essere al solito anche autocritico con se stesso.

Senza un paio di sbavature avrei potuto essere ancora più vicino al podio, ma la cosa importante è che mi sento bene come forse non lo sono più stato da 7 anni a questa parte. Ho il coraggio di rischiare, ma purtroppo quando spingi al limite ci può stare di commettere qualche errore. Sono felice e non vedo l’ora di correre la discesa domani. Le olimpiadi? Aspettiamo e vediamo, ma ripeto, ciò che conta è che sto veramente bene”.

Il migliore degli italiani è stato però Mattia Casse, sesto assoluto a 4 decimi dal vincitore. “So che posso essere ancora più veloce, anche se la prova che ho fatto è stata solida e questo mi fa ben sperare per i prossimi appuntamenti. Se riuscissi ad andare un po’ di più in alcuni tratti riuscirei anche a mettere insieme tutti i pezzi, ma per ora va bene così”.

Paris e Franzoni, piccoli errori che alimentano tanti rimpianti

I “delusi” di giornata, anche se forse definirli “delusi” è un po’ troppo, sono Dominik Paris e Giovanni Franzoni. Paris ha chiuso ottavo, ma sa perfettamente dove s’è giocato il podio. “Dovevo essere più preciso al LarchenScuss, è lì che mi sono giocato quanto di buono avevo fatto sopra. Sulla traversa mi sono fatto un po’ sorprendere e ho perso velocità, e quei tre decimi in fondo mi sono costati un piazzamento migliore, magari anche tra i primi tre (Babinsky, terzo, ha fatto meglio per soli due decimi). La neve era bella, non c’erano grosse difficoltà, quindi è naturale essere tutti ravvicinati. Speriamo però di far meglio domani”.

Quando anche Franzoni proverà a ripetere gli exploit delle prove, chiuse entrambe al comando. “Fino a metà gara mi sentivo a posto, dopo l’Hausberg ho sbagliato direzione e lì ho buttato la gara. C’era un solo passaggio tattico e l’ho sbagliato, è questa la cosa che mi fa rabbia. Domani però sarà un’altra storia”.

Sejersted, che numero sul salto: rimane dentro per miracolo

Domani però ci sarà da fare i conti ancora con Odermatt, che ha beffato von Allmen per soli tre centesimi in virtù della velocità di punta (oltre 145 km/h) portata nello schuss finale. Una vittoria di prestigio che pure non può ancora soddisfare completamente il campione di Engadina, che a Kitz non ha mai vinto in discesa e che pertanto nel mirino ha messo soprattutto la gara di domani.

Gli austriaci recriminano non tanto per il terzo posto di Babinsky, quanto soprattutto per l’errore con il quale Haaser ha compromesso la sua gara prima della traversa, lasciando sulla neve non meno di 3 decimi (e ha chiuso a 33 centesimi…).

Il “miracolato” di giornata è il norvegese Sejersted, autore di un numero da circo col quale ha evitato una caduta che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti sul salto posto a inizio tracciato (è atterrato su uno sci soltanto!), chiudendo quinto a un solo decimo dal podio. Domani la discesa si preannuncia ancora una volta molto combattuta: il meteo dovrebbe confermarsi favorevole, e al solito sarà tutti contro Odermatt.

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