Achille Polonara a bordo campo, alla prima uscita pubblica dopo l’intervento di trapianto al midollo e le complicazioni che per poco non lo hanno sottratto all’affetto dei propri cari e del mondo del basket. È questa, in sostanza, l’unica bella notizia della serata di Tortona, dove l’Italia di Luca Banchi debutta nel peggiore dei modi nelle qualificazioni ai mondiali 2027, cedendo all’Islanda e vedendo subito complicarsi il cammino. Una sconfitta per 81-76 figlia di qualche errore di troppo e anche dell’atteggiamento decisamente all’altezza della formazione scandinava, trascinata dai 29 punti di Elvar Fridriksson (gioca in Polonia, a Wrozlavek).
- Achille, che emozione: ma i suoi compagni in campo deludono
- Baldasso e Procida prima fanno, poi disfano
Achille, che emozione: ma i suoi compagni in campo deludono
L’era Banchi, insomma, comincia con una battuta d’arresto subito piuttosto pesante. Nella notte della Cittadella dello Sport, all’inizio tutti gli occhi sono rivolti all’indirizzo di Achille Polonara, che ritrova molti ex compagni e pure il suo ex coach, salutato dall’ovazione del pubblico presente (5.000 spettatori, sold out abbastanza scontato). È anche la serata del ritorno in azzurro dopo tre anni di Amedeo Della Valle, che con Tessitori, Procida, Casarin e il debuttante Ferrari (che gioca in A2, trascinatore dell’Italia Under 20 agli ultimi Europei) prova subito a mettersi in ritmo, pescando un paio di buoni canestri in avvio e arrivando a toccare sul 12-5 il massimo vantaggio di serata con 6’ sul cronometro del primo quarto.
Da quel momento in poi, però, l’Islanda cambia volto, marcia e pure l’inerzia della gara: Fridriksson comincia a trovare la retina con continuità e sul 19-18 arriva il primo vantaggio ospite (alla prima sirena il risultato è di 21-21). Un parziale islandese di 5-0 costringe Banchi a fermare il match dopo 2’ del secondo quarto, e fino alla tripla di Baldasso che vale il -1 (34-35) la fatica che fa l’Italia a trovare la via del canestro è lampante e va all’intervallo lungo sotto di 4 punti (34-38).
Baldasso e Procida prima fanno, poi disfano
Tutti si aspettano che la ripresa porti consiglio, o che fornisca all’Italia le chiavi per rimettere la freccia e tornare avanti nel punteggio. Eppure l’Islanda fa le cose semplici e per bene, mentre quella azzurra è una macchina per lo più ingolfata. ADV si accende a intermittenza, Casarin è l’unico che spinge ma quando commette il quarto fallo a metà del terzo quarto (dopo aver segnato 18 punti) la partita degli azzurri prende una piega indesiderata, e anche imprevista.
Baldasso firma la nuova parità a quota 49, ma è un parziale di 9-0 a rimettere l’Italia all’angolo, anche se in qualche modo la sveglia la suona Procida, che con due triple riaccende i compagni e firma anche il 68-64 che a 6’ dalla fine fa pregustare una fuga ormai imminente. In realtà la partita si fa nervosa, ma quando Baldasso firma il 74-70 con 3’20” da giocare il più pare fatto. Invece Fridriksson trova il modo per ribaltare le cose (76-77), con Tonut che sbaglia la ripartenza del sorpasso e Baldasso la tripla sulla sirena. Domenica in Lituania non ci saranno già margini di errore: servirà vincere per evitare di dover scalare poi un’autentica montagna.
