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Se l'Iran rinuncia al Mondiale 2026 chi prende il suo posto e perché l’Italia può sperare

Cosa prevede il regolamento FIFA in caso di auto esclusione dal Mondiale di calcio? Quali sono i criteri per individuare il Paese subentrante? E l’Italia può essere ripescata senza giocare i play off?

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Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

L’ipotesi di un ritiro dell’Iran dai Mondiali 2026 apre uno scenario inatteso: chi prenderebbe il suo posto? E l’Italia potrebbe essere ripescata?

Il ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donjamali, ha annunciato la rinuncia all’imminente Coppa del Mondo, per la quale la nazionale aveva ottenuto il pass sul campo in modo agevole e convincente. “Dopo che questo governo corrotto ha ucciso il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di prendere parte ai Mondiali”. A distanza di ore è arrivata la replica di Donald Trump sul social Truth.

Ma cosa prevede il regolamento FIFA in seguito al ritiro di una nazionale? Chi subentrerebbe all’Iran e secondo quali criteri? Anche l’Italia potrebbe essere ripescata?

Perché l’Iran si ritira dai Mondiali 2026

Il conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio con Stati Uniti e Israele ha reso più che probabile la rinuncia dell’Iran al Mondiale di calcio del 2026: gli attacchi militari hanno portato alla morte della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. È questa la versione di Donjamali, che ha definito “malvagie” le azioni “compiute contro l’Iran: negli ultimi otto o nove mesi ci sono state imposte due guerre e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi.

Per questo motivo non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare”. Tutt’altro che secondaria la sede dell’evento, organizzato e ospitato proprio dagli Stati Uniti in collaborazione con Canada e Messico.

Quando e contro chi dovrebbe giocare l’Iran ai Mondiali 2026?

La nazionale iraniana si è qualificata ai Mondiali 2026 vincendo il proprio girone di qualificazione asiatico. Durante il sorteggio dello scorso 5 dicembre 2025, l’Iran è finita nel Gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. Giocherebbe tutte le partite negli Stati Uniti secondo il seguente calendario:

  • Nuova Zelanda – Iran, 15 giugno, SoFi Stadium (Los Angeles)
  • Belgio – Iran, 21 giugno, SoFi Stadium
  • Iran – Egitto, 26 giugno, Lumen Field (Seattle)

Medhi Taremi e la fake circolata in rete

Il calciatore più rappresentativo della nazionale iraniana è una conoscenza del calcio italiano, l’attaccante Mehdi Taremi, ex Inter e attualmente ingaggiato dall’Olympiacos, club greco con cui, per altro, è tornato protagonista (dieci reti e due assist in diciassette partite) dopo la parentesi incolore coi nerazzurri (un gol e due assist nella stagione 2024/25).

Lo stesso Taremi è stato di recente vittima di una fake news circolata in rete, diventata presto virale e poi smentita categoricamente dall’entourage e dal club greco.

Alcuni siti, infatti, hanno riportato la notizia infondata che il calciatore volesse smettere di giocare a calcio per tornare in Iran e combattere in difesa del suo Paese. Una colossale falsità.

Cosa succede se una squadra si ritira dai Mondiali FIFA

Il modo più facile e immediato per rispondere è che decide la FIFA a propria discrezione. Il regolamento della Coppa del Mondo 2026 definisce un paio di cose: la prima, sanzione economica.

Una federazione qualificata che si ritira entro 30 giorni dalla prima partita della fase finale viene multata per almeno 250mila franchi svizzeri, cifra che sale ad almeno 500mila franchi in caso di rinuncia più tardiva.

La seconda: concede autonomia in caso di ritiro di una squadra qualificata per il Mondiale di calcio e torna utile l’articolo 6, secondo cui, se una federazione partecipante si ritira o non può disputare le partite per cause di forza maggiore, l’organismo organizzatore può decidere liberamente quali misure adottare.

Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione.

E quali sono le due opzioni possibili in casistiche simili? Da un lato la possibilità di modificare il formato del torneo, dall’altro sostituire la squadra ritirata con un’altra nazionale.

Non riuscendo a individuare una terza possibilità, si ragiona sulle due appena enunciate: qualora l’Iran dovesse rinunciare al Mondiale 2026 si potrebbe decidere di lasciare il Gruppo G a tre squadre (scelta poco allettante e appetibile perché vorrebbe dire negare a un Paese in più di prendere parte alla manifestazione e rientrerebbe nella casistica della modifica del formato del torneo, a quel punto due squadre si qualificherebbero per la fase successiva e la terza verrebbe eliminata ai gironi) oppure di sostituire l’Iran con un’altra nazionale. La sostituta. E in che modo verrebbe individuata?

Quali squadre potrebbero sostituire l’Iran ai Mondiali

Questo è quanto accaduto nel girone asiatico di qualificazione al Mondiale, quello al termine del quale, appunto, l’Iran ha centrato la qualificazione alla Coppa del Mondo:

  • Uzbekistan qualificato come secondo (nota a margine: la nazionale uzbeka ha scelto Fabio Cannavaro quale Ct: sarà l’ex difensore a guidare l’Uzbekistan nel corso della Coppa del Mondo 2026)
  • Qatar qualificato nel turno successivo
  • L’Iraq ha vinto uno spareggio contro gli Emirati Arabi Uniti
  • L’Iraq deve disputare un playoff intercontinentale contro la vincente di Bolivia-Suriname per un posto ai Mondiali.

Qualora l’opzione individuata dalla FIFA fosse quella di sostituire la nazionale iraniana con una omologa asiatica, quella nazionale potrebbe essere

  • l’Iraq se dovesse perdere il playoff contro una tra Bolivia e Suriname
  • gli Emirati Arabi Uniti se l’Iraq dovesse vincere il playoff

La FIFA potrebbe scegliere una squadra fuori dall’Asia?

La FIFA potrebbe scegliere una nazionale non asiatica, certo: il regolamento non dà vincoli di alcun tipo, nemmeno geografici. Sarà una decisione dettata con ogni probabilità da buon senso e la stessa FIFA enuncerà i criteri che avranno portato all’ipotetica decisione. Ciò detto, svincolandoci da logiche continentali, ci sono altre due opzioni in campo cui viene facile pensare.

La prima è che il posto dell’Iran venga assegnato alla squadra perdente il playoff intercontinentale, quindi o Bolivia o Suriname. In quel caso, di conseguenza, salterebbe la finale dello spareggio e tanto l’Iraq quanto Bolivia o Suriname staccherebbero il pass per la Coppa del Mondo 2026.

Non va nemmeno dimenticato che il commissario tecnico dell’Iraq, Graham Arnold, ha già chiesto alla FIFA di rinviare il playoff previsto il 31 marzo in Messico a causa della chiusura dello spazio aereo e delle difficoltà logistiche causate dal conflitto. La proposta avanzata da Arnold e ripresa dall’Associated Press è la seguente:

Si lasci che Bolivia e Suriname giochino a marzo e, a una settimana dall’inizio della Coppa del Mondo, si potrebbe organizzare il match tra l’Iraq e la vincitrice direttamente negli Stati Uniti”.

Insomma, chi perde va a casa e chi vince resta. A questo punto, laddove la FIFA si pronunciasse nei prossimi giorni (ipotesi che non pare fondata), le soluzioni potrebbero essere di rinviare il playoff a una data successiva oppure qualificare direttamente l’Iraq. Non ci sono posizioni ufficiali da parte della FIFA, solo una dichiarazione del presidente Gianni Infantino, con cui ha ricordato le parole del presidente statunitense Donald Trump nei confronti della nazionale iraniana di calcio: “È la benvenuta a partecipare al Mondiale”.

La replica di Trump su Truth

Invece è arrivata a distanza di diverse ore la replica di Donald Trump alle dichiarazioni di Donjamali. Il presidente degli Stati Uniti ha usato Truth per rispondere alla presa di posizione dell’Iran:

La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza

L’Italia può prendere il posto dell’Iran al Mondiale 2026?

In teoria esiste una via perché il posto dell’Iran venga preso dall’Italia. È remota, forse non sarebbe nemmeno la più meritocratica se il lasso temporale della valutazione fossero gli ultimi anni e le recenti fasi di qualificazione. Qualora la FIFA, infatti, optasse per selezionare la nazionale con il ranking più alto tra quelle non qualificate, allora sì: entrerebbe in gioco la nazionale italiana perché l’attuale ranking vede gli azzurri in 13esima posizione (1702.06 punti) ma tutte le nazionali che precedono hanno centrato l’obiettivo Mondiale.

Quali sono le dodici nazionali che precedono gli azzurri nel ranking? Comanda la Spagna con 1877.18 punti. Seguono Argentina, Francia e Inghilterra. Al quinto posto il Brasile che precede Portogallo, Olanda, Marocco, Belgio, Germania, Croazia, Senegal.

L’Italia, sappiamo, ha mancato l’accesso diretto: solo con la vittoria al playoff giocherà la Coppa del Mondo.

Gli azzurri sono impegnati negli spareggi, già programmati. La nazionale di Rino Gattuso deve giocare – e vincere – una semifinale, poi l’eventuale finale. Il calendario del playoff A (quello dell’Italia):

  • Semifinale 1: Italia – Irlanda del Nord (26 marzo 2026)
  • Semifinale 2: Galles – Bosnia Erzegovina (26 marzo 2026)
  • Finale: vincente semifinale 1 – vincente semifinale 2 (31 marzo 2026)

Al momento l’unico modo per ritrovare l’Italia tra le nazioni partecipanti al Mondiale 2026 è che esca vincitrice dalla partita del 31 marzo.

L’altra cosa certa è che una tra Italia, Irlanda del Nord, Galles e Bosnia Erzegovina – ovvero la nazionale che vincerà la finale del playoff – già conosce il proprio girone perché, in sede di sorteggio, è stata inserita in fascia 2 del Gruppo B che include:

  • Canada
  • Vincitrice Playoff A
  • Qatar
  • Svizzera

A essere trasversali col ragionamento fino a includere davvero ogni scenario (anche i meno probabili), sarebbe anche possibile che la FIFA decida di ripescare la squadra tra le quattro europee che uscirà sconfitta dalla finale del 31 marzo e che, a quel punto, due tra Italia, Irlanda del Nord, Galles e Bosnia Erzegovina possano beneficiare dell’accesso al Mondiale. Una da vincitrice del playoff e l’altra da perdente.

Esistono precedenti di nazionali ritirate dai Mondiali?

Solo uno ma occorre tornare parecchio indietro nel tempo, all’edizione del 1950 andata in scena in Brasile dal 24 giugno al 16 luglio, dopo la sospensione di dodici anni per la Seconda guerra mondiale. Era la quarta edizione della competizione iridata per nazioni: Germania Ovest e Giappone, per le responsabilità del conflitto, furono escluse.

Non l’Italia: detentrice in carica del trofeo, sebbene anch’essa nazione responsabile delle aggressioni della Seconda Guerra, venne invitata a partecipare e, nonostante le perplessità iniziali dovute al momento difficile di un Paese in totale ricostruzione (ancora fresca la tragedia di Superga del 1949 in cui persero la vita i calciatori del grande Torino e provata, la Nazione, anche sul piano economico), la compagine italiana prese parte a quell’edizione del Mondiale beneficiando dell’offerta della FIFA, che spesò la trasferta alla delegazione azzurra.

La Coppa del Mondo brasiliana del 1950 venne disputata da 13 sole nazionali: ed è qui che introduciamo l’unica casistica della storia di una nazionale (in questo caso quattro) che ha autonomamente deciso di non partecipare al Mondiale pur avendone il diritto. A ritirarsi preventivamente – soprattutto per questioni finanziarie – furono India, Scozia, Turchia e Francia.

Archiviato questo capitolo, non vi sono altri precedenti identici mentre – ed è storia recentissima – è accaduto che al Mondiale per Club edizione 2025, la FIFA abbai escluso un club.

Il caso della Danimarca a Euro 1992, cosa decise la Uefa

Altro caso che segnaliamo per completezza di informazione è quello che ha riguardato la Danimarca. Il contesto è quello degli Europei di calcio del 1992: in quell’occasione la UEFA assegno un posto alla nazionale danese che rimpiazzò la Jugoslavia a dieci giorni dall’inizio del torneo, organizzato in Svezia. L’espulsione della nazionale jugoslava arrivò in seguito alle sanzioni delle Nazioni Unite dovute al conflitto militare nei Balcani. La coincidenza finita poi negli annali è che furono proprio i danesi ad aggiudicarsi la competizione.

Perché il Leon è stato escluso dal Mondiale per Club 2025

Il contesto è quello del nuovo Mondiale per Club a 32 squadre, edizione 2025. Il Club León è stato escluso per violazione delle norme sulla multiproprietà.

Il club messicano – dello stesso gruppo che controlla il CF Pachuca e anch’esso qualificato al torneo – non vi ha preso parte perché il regolamento FIFA non consente che due squadre con la stessa proprietà partecipino simultaneamente alla competizione. In quella circostanza la FIFA ha deciso di ammettere il Pachuca (che ha disputato il torneo, inserito nel gruppo H con Real Madrid, Al Hilal e Salisburgo) ed escludere il León, sorteggiato nel girone D con Chelsea, Flamengo ed ES Tunis.

Per rimpiazzare il Leon si è disputato uno spareggio tra Club América e Los Angeles FC, vinto dai nordamericani.

È possibile che i Mondiali di calcio del 2026 non si disputino?

No, questo è uno scenario impossibile a meno di escalation che col calcio e lo sport in generale c’entrano ben poco. Ad avvallare la tesi sono le parole del direttore operativo della Coppa del Mondo FIFA, Heimo Schirgi, il quale, intervenuto nel corso dell’International Broadcaster Center di Dallas ha negato tale opzione.

Le sue parole, riprese dall’agenzia Associated Press, sono in tal senso nette: “Stiamo lavorando con i partner federali e internazionali per valutare la situazione. Il Mondiale andrà avanti: è una manifestazione troppo grande e speriamo che tutti coloro che si sono qualificati possano partecipare. Si tratta di qualcosa di speciale e globale, in grado di riunire tutti”.

Entro quanto tempo la FIFA prenderà una decisione

Non è dato saperlo e, anche in questo caso, pare logico che la FIFA scelga di non avere alcuna fretta. Prendere tempo, insomma, per capire in che modo si evolverà il conflitto. Alcune fonti citate da ESPN avrebbero confermato che la FIFA è disposta ad attendere la risoluzione della situazione in Iran prima di muovere qualunque passo.

Diventa assolutamente plausibile pensare che, a meno di una escalation del conflitto, tutti i playoff si giochino regolarmente: resta da capire se con qualche deroga alle date originarie oppure no. Il prossimo Congresso FIFA è in calendario il 30 aprile: che quella possa essere una data importante per capire qualcosa di più va da sè.

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Novakid

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