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L'Italvolley ritrova i titolari e regola l'Argentina: che festa a Trento per Giannelli, Romanò, Russo e Balaso

A Trento, l'Italia ritrova tutti i titolari (tranne Michieletto) e batte 3-1 in amichevole l'Argentina. Prova di qualità degli azzurri, anche dei giovani che dimostrano di meritare fiducia. Ora si vola a Osaka

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Sono tornati tutti i titolari, e sebbene ancora un po’ arrugginiti un modo per rendere come si deve l’hanno saputo trovare. Con l’Italia che saluta Trento con una bella vittoria su un’Argentina (al solito) coriacea e combattiva, che obbliga gli azzurri a spingersi oltre il semplice compitino per avere la meglio e omaggiare il caloroso pubblico accorso alla BTS Arena. Sul 3-1 finale c’è la firma in calce di tutti i big tornati all’ovile, pronti a immergersi negli appuntamenti di fine VNL e soprattutto verso gli Europei da giocare in Italia a settembre.

Riecco i big: De Giorgi si gode la “sua” bella Italia

Se De Giorgi voleva un test attendibile, di sicuro ha trovato quello di cui andava in cerca. E lo dimostrano i parziali di un match mai banale: 36-34, 22-25, 25-19, 25-22 a favore degli azzurri, bravi soprattutto a tenere i nervi a posto in coda a un primo set chilometrico, dove l’Argentina può recriminare sulle tante (troppe) battute sbagliate, ma dove l’Italia è rimasta sempre attaccata al punteggio, trovando il modo per risolvere la questione a proprio favore.

Argentina che a muro ha fatto valere le sue qualità tecniche e fisiche, ma che a lungo andare ha pagato dazio al maggiore tasso tecnico degli azzurri, che anche quando Fefè ha mischiato le carte, inserendo praticamente i titolari delle prime due week di VNL, ha trovato (se possibile) ulteriori conferme sulla bontà delle scelte operate.

Insomma, un pomeriggio che ha seminato ottimismo, col ritorno in campo dall’inizio della diagonale composta da Giannelli e Romanò, di Russo e Galassi al centro, di Lavia accanto a Bottolo di banda e Balaso libero. Gianelli, Romanò, Russo e Balaso mancavano dalla finale di Manila dello scorso settembre contro la Bulgaria, ma per loro il tempo è come se si fosse fermato. E al netto di qualche sbavatura dettata anche dall’inattività delle ultime settimane, la sensazione è che davvero tutti si siano divertiti a ritrovare la maglia azzurra.

Argentini duri a morire, ma questa Italia è da battaglia

Il chilometrico primo parziale (45’ di durata) prende la via italiana grazie a un attacco in free ball di Bottolo, dopo che invero sul 31-30 per qualche istante l’Italia aveva già potuto festeggiare (erano già entrati in campo i giocatori della panchina per il riscaldamento: un videocheck richiesto dagli argentini ha vanificato la chiamata arbitrale).

Un set sicuramente ”allenante”, che l’Italia ha tenuto in mano per lunghi tratti, ma che nel finale aveva visto il rientro della formazione sudamericana, brava a risalire da -4 (20-16) e a costringere gli azzurri a faticare più del previsto, trovando anche due palle set non sfruttate.

Nel secondo però gli argentini ripartono a spron battuto, mettendo pressione soprattutto a muro e obbligando l’Italia a una rimonta di nervi. Sul 13-10 il parziale sembrerebbe indirizzato, ma gli ospiti risalgono la corrente con tante difese di qualità e sul 19-18 mettono la freccia. Entra anche Bovolenta per Romanò, ma la sostanza non cambia: inerzia albiceleste e set che scivola via sul 25-22.

Anche le “seconde linee” di Fefè non scherzano

A seguire i compagni c’è chiaramente anche Alessandro Michieletto, arruolato da De Giorgi ma indisponibile in questa fase della preparazione. Il CT lascia in campo Bovolenta che lo ripaga ispirando il primo allungo nella terza frazione, seguito da Lavia che trova un po’ di continuità. L’Italia scappa sul 12-7 e poi sul 16-9, con Mati e Sanguinetti che rilevano Russo e Galassi al centro.

Proprio Mati rimette in carreggiata i compagni con un ace dopo un timido tentativo di rimonta argentina, e nel finale di set non c’è nulla di cui aver timore. Nel quarto entra anche Laurenzano per Balaso, ma l’Italia è sul pezzo e riparte forte (8-4). Quando Sbertoli rileva Giannelli, rintuzzando la contro replica sudamericana (9-9) e poi guidando quella azzurra dopo l’ultimo vantaggio dell’albiceleste (12-13), la partita prende la sua piega: al servizio Sani incide, Bovo e Mati fanno la differenza in attacco ed è proprio il centrale di Modena a suggellare una prova di valore mettendo giù l’ultimo pallone per il 3-1 finale.

Ora 4 giorni di lavoro a Cavalese, poi nel fine settimana partenza per Osaka, tappa numero 3 della VNL (contro Giappone, Belgio, Argentina e Cuba).

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