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L'ultimo tedoforo di Milano-Cortina, totonomi: Sinner fuori dai Giochi, Tomba, Compagnoni o l'outsider

Il rosso di San Candido non accenderà la torcia, spazio alle ipotesi più papabili come Tomba e Compagnucci, ma resistenza uno scenario top-secret

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Luca Di Loreto

Luca Di Loreto

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di sport ma calcio e tennis restano un capitolo ineguagliabile. Ho capito che il calcio è una cosa seria quando ho pianto nel giorno in cui Del Piero ha smesso di giocare. Ho scoperto che dopo Federer e Nadal il tennis ha vita ancora lunga quando un giovanissimo italiano fulvo di 19 anni - era il 2019 - esultava a Sofia per la prima volta in carriera

Chi accenderà il braciere olimpico di Milano-Cortina 2026? È la domanda che rimbalza prepotentemente in questi giorni, mentre il conto alla rovescia verso la cerimonia d’apertura entra nella sua fase più calda. Una scelta simbolica, pesantissima, che racconta l’identità di un’Olimpiade chiamata a unire passato glorioso e presente vincente dello sport italiano. Milano-Cortina 2026, venerdì si accende il braciere: ultimo tedoforo, parte il conto alla rovescia. Sinner fuori, Tomba e Compagnoni in pole, ma l’outsider intriga.

Un nome blindatissimo

Il nome resta blindatissimo, ma il toto-nomi corre veloce. E tra certezze che tramontano e suggestioni che prendono corpo, uno scenario sembra ormai definito: Jannik Sinner non sarà l’uomo della torcia finale. Il volto più riconoscibile dello sport italiano contemporaneo, simbolo di un’Italia vincente e giovane, non rientra nei piani per l’atto conclusivo della cerimonia. Una scelta legata al contesto dei Giochi invernali, al racconto che Milano-Cortina vuole costruire e anche alla collocazione temporale dell’evento, che rende poco compatibile la presenza del campione azzurro.

L’esclusione di Jannik e una strada da esplorare

Escluso Sinner, la strada porta dritta verso le leggende dello sport invernale. Il nome che accende subito l’immaginario è quello di Alberto Tomba. Carisma, popolarità trasversale, un passato olimpico che ha fatto epoca. Tomba è molto più di un ex campione: è un’icona capace di parlare a generazioni diverse, di rappresentare lo spettacolo e la passione che hanno reso grande lo sci italiano. Affidargli l’ultimo tratto della staffetta significherebbe legare Milano-Cortina a una pagina indelebile della memoria sportiva nazionale.

Il giallo sull’assenza di Sinner

Non ci sarà Jannik Sinner alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il numero uno del tennis italiano ha scelto di non prendere parte allo spettacolo di apertura in programma allo stadio San Siro, privilegiando il proprio percorso agonistico in una fase cruciale della stagione.
La decisione è legata al calendario post Australian Open: Sinner volerà infatti direttamente a Doha, dove lo attende l’Atp 500, evitando pause o impegni extra che potrebbero incidere sulla preparazione. Una rinuncia che non nasce da disinteresse verso l’evento olimpico, ma da una pianificazione sportiva precisa, condivisa con il suo staff. La sua assenza toglie uno dei volti più rappresentativi dello sport italiano contemporaneo, ma non ridimensiona l’attesa per una cerimonia che si annuncia spettacolare, ricca di ospiti, simboli e messaggi, pronta a dare il via ufficiale all’avventura a cinque cerchi di Milano-Cortina, chiamata a presentarsi al mondo con una serata di grande impatto mediatico.

Il volto femminile

Altissima anche la quotazione di Deborah Compagnoni, volto simbolo dell’eccellenza olimpica azzurra. Tre ori, cinque medaglie complessive, una carriera costruita su talento, eleganza e rigore. La Compagnoni rappresenterebbe una scelta di grande spessore istituzionale, capace di raccontare i valori più autentici dello sport e delle Olimpiadi: sacrificio, continuità, rispetto della storia.

Non sono esclusi colpi di scena

Ma attenzione alla variabile che rende il finale ancora più affascinante: l’outsider. Le cerimonie olimpiche, spesso, amano sorprendere. E Milano-Cortina potrebbe decidere di rompere gli schemi affidando la torcia a una figura simbolica, magari legata al territorio, al mondo paralimpico o a un messaggio che va oltre il risultato sportivo. Inclusione, resilienza, futuro: parole chiave che potrebbero trovare un volto inatteso. La scelta finale resta top secret fino all’ultimo secondo, come tradizione impone, ma una cosa è certa che l’ultimo tedoforo non sarà solo un nome, sarà un messaggio. Racconterà che Olimpiade sarà Milano-Cortina 2026 e quale Italia vorrà presentarsi al mondo. Insomma tra due giorni, quando la fiamma si accenderà, non sarà solo l’inizio dei Giochi, ma l’inizio di una storia. E chi stringerà quella torcia entrerà, per sempre, nella leggenda olimpica.

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