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La classifica senza errori arbitrali: trentunesima giornata

A sette turni dal termine situazione incertissima in chiave scudetto e Champions: per il titolo è corsa a tre fra Juventus, Inter e Atalanta.

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La classifica senza errori arbitrali: trentunesima giornata Fonte: Ansa

Si fa sempre più appassionante la corsa allo scudetto del nostro campionato “scremato” dagli errori arbitrali. L‘Inter aggancia in vetta la Juventus, ma alle spalle della coppia regina spinge l’Atalanta, a una sola lunghezza di distanza. Grande incertezza anche in zona Champions, dove il quarto posto è ormai una questione tra Lazio e Napoli, divise da due punticini. Più delineata la situazione in coda, dove Brescia, Genoa e Spal sembrano ormai condannate. Piccolo commento a margine: visto com’è strano il calcio e quanto possono incidere le incertezze dei fischietti?

L’incomprensibile svista dell’Olimpico

Un solo errore determinante nella dodicesima giornata di ritorno: quello dell’Olimpico che falsa il risultato di Roma-Parma. Il minuto è il numero 27 del secondo tempo, i giallorossi conducono 2-1: Su un calcio di punizione Mancini salta col braccio molto largo e in posizione innaturale, aumentando il volume corporeo e riuscendo ad anticipare Kucka, pronto a colpire di testa. L’arbitro Fabbri non vede, ma viene chiamato ad analizzare le immagini da Mazzoleni. Incredibilmente, conferma la prima decisione. Così l’ex arbitro Marelli commenta l’episodio: “Credo che il campionato di Fabbri sia quasi finito: dopo essere naufragato nell’ultima mezz’ora di Lazio-Fiorentina, torna in campo per buona volontà di Rizzoli che viene ripagato con questa…non so manco come definirla. Diciamo ‘cosa’…”.

Il big match di San Siro

Tante discussioni anche per la direzione di Guida in Milan-Juventus, soprattutto in merito al rigore concesso dopo on field review che ha innescato la clamorosa rimonta rossonera, ma la decisione del fischietto di Torre Annunziata appare corretta. Sul colpo di testa di Rebic, Bonucci allunga chiaramente il braccio sinistro verso il pallone e lo devia, anche se tenta immediatamente di ritirare il braccio. Troppo tardi: il contatto c’è ed è passibile della massima punizione. Bravissimo, poi, Guida quando concede vantaggio al Milan nell’azione del 3-2 nonostante un fallo da ammonizione di Rugani su Rebic: Leao trova il gol e giustamente al difensore della Juve, da regolamento, è risparmiato il giallo.

Lecce-Lazio e le altre gare

Grandi proteste di marca laziale per l’operato di Maresca nel match di Lecce, anche se il direttore di gara non sbaglia nulla. Non c’è rigore per un contrasto Calderoni-Caicedo al 21′, anzi è giusta l’ammonizione all’ecuadoriano per simulazione. Non c’è certezza del tocco di mano di Falco, invece, al 37′ sul tiro di Jony: neppure Abisso al Var, dopo 3′ di consultazioni, riesce a chiarire l’episodio e dunque è giusto non procedere con la concessione del penalty. Pochi dubbi, invece, sul rigore al Lecce: il fallo di mano di Patric è netto. Nelle altre partite, corretta la decisione di Mariani di annullare il gol di Elmas in Genoa-Napoli: Manolas tocca col braccio e per le regole attuali, la rete non è convalidabile. Nessuna sbavatura neppure per Irrati in Verona-Inter.

La classifica senza errori arbitrali

Questa la classifica al netto di sviste e svarioni dei fischietti: Inter, Juventus 69; Atalanta 68; Lazio 60; Napoli 58; Roma 49; Sassuolo, Milan 46; Verona 44; Parma 43; Bologna 42; Fiorentina 38; Cagliari 37; Torino 36; Udinese 32; Sampdoria 31; Lecce 30; Brescia, Genoa 21; Spal 15.

La classifica reale

Ed ecco invece la graduatoria “vera”, quella con i punti conquistati sul campo (e con gli errori arbitrali). Tra parentesi sono segnati proprio i punti in più o in meno accumulati da ciascuna squadra: Juventus 75 (+6); Lazio 68 (+8); Atalanta 66 (-2); Inter 65 (-4); Napoli 51 (-7), Roma 51 (+2); Milan 49 (+3); Sassuolo 43 (-3), Verona 43 (-1); Bologna 41 (-1); Cagliari 40 (+3); Parma 39 (-4); Fiorentina 35 (-3), Udinese 35 (+3); Torino 34 (-2); Sampdoria 32 (+1); Lecce 28 (-2); Genoa 27 (+6); Brescia 21; Spal 19 (+4).

IL REGOLAMENTO

Questa classifica è stilata sulla base di quello che avviene in campo, in occasione di episodi decisivi e che possono determinare direttamente il risultato, come i gol convalidati o annullati, i rigori concessi o non concessi, un’espulsione esagerata o ingiusta a tanti minuti dalla conclusione del match. Non sono considerate le variabili non direttamente determinanti, come i cartellini gialli, i falli veri o presunti avvenuti nell’azione precedente a quella che ha portato a un gol, le rimesse laterali, i corner contestati, un’espulsione contestata in zona Cesarini, ecc. 

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