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La classifica senza errori arbitrali: ventiseiesima giornata

Soltanto quattro partite giocate: manca un rigore per il Napoli, ma nessuno dei match disputati è stato condizionato da sviste dei fischietti.

02-03-2020 10:35

La classifica senza errori arbitrali: ventiseiesima giornata Fonte: Ansa

Probabilmente stavolta gli errori principali non sono degli arbitri, ma di chi governa il calcio italiano. La decisione di rinviare sei partite su dieci per l’emergenza coronavirus, impedendo che si giocassero a porte chiuse, crea problemi di calendario non indifferenti e costituisce un pericoloso precedente: adesso quale squadra “accetterà” di giocare eventualmente senza tifosi sugli spalti nei prossimi giorni, dal momento che l’allarme sanitario non si esaurirà certo nel prossimo fine settimana? E quando si recupereranno le partite rinviate, soprattutto dato che è quasi certo se ne aggiungeranno altre? Un bel pasticcio, decisamente.

Le quattro partite giocate

Nessuna delle quattro partite giocate è stata condizionata in negativo dalle scelte dei fischietti. Qualche decisione controversa nelle sfide di Roma e Napoli, non tale però da alterare il risultato del campo. Poche polemiche, invece, nei match domenicali di Lecce e Cagliari.

Le sfide del sabato

I due gol annullati al Bologna, dopo consulto Var, hanno caratterizzato la sfida dell’Olimpico, arbitrata da Abisso. Nel primo episodio, dopo la respinta del portiere della Lazio, Denswil tocca prima il pallone col braccio, poi con la testa: rete giustamente da annullare. Millimetrica, poi, la posizione di fuorigioco di Palacio in occasione della marcatura di Tomiyasu, correttamente fatta notare da Rocchi in sala Var al collega in campo. A Napoli, poi, un solo errore per l’arbitro Mariani, che al 30′ sorvola su un’evidente trattenuta in area di Bremer ai danni di Milik, fischiando addirittura fallo in attacco. Inspiegabile anche il mancato intervento dalla sala Var.

E quelle della domenica

Nessun episodio controverso in Lecce-Atalanta, diretta da Massa e vinta largamente dagli orobici. Corretta, poi, la decisione dell’arbitro Di Bello in Cagliari-Roma di assegnare un calcio di rigore alla formazione di casa negli ultimi minuti del match per un tocco di mano in area di Smalling. L’arbitro per sicurezza decide di consultare le immagini, l’infrazione del difensore giallorosso era apparsa netta anche in tempo reale.

La classifica senza errori arbitrali

Questa la classifica al netto di sviste e svarioni dei fischietti: Inter** 59; Lazio 56; Juventus *54; Atalanta* 50; Napoli 46; Roma 45; Verona** 38; Bologna 37; Parma** 36; Milan* 33; Fiorentina* 31; Sassuolo** 30; Torino*, Cagliari* 29; Lecce 26; Udinese* 24; Sampdoria** 23; Genoa* 17; Brescia* 14; Spal* 13.

N.B. Con l’asterisco (*) le partite in meno.

La classifica reale

Ed ecco invece la graduatoria “vera”, quella con i punti conquistati sul campo (e con gli errori arbitrali). Tra parentesi sono segnati proprio i punti in più o in meno accumulati da ciascuna squadra: Lazio 62 (+6); Juventus* 60 (+6); Inter** 54 (-5); Atalanta* 48 (-2); Roma 45; Napoli 39 (-7); Milan* 36 (+3); Verona** 35 (-3), Parma** 35 (-1); Bologna 34 (-3); Cagliari* 32 (+3); Fiorentina* 29 (-2), Sassuolo** 29 (-1); Torino* 27 (-2), Udinese* 27 (+3); Lecce 25 (-1); Sampdoria** 23; Genoa* 22 (+5); Brescia* 16 (+2); Spal* 15 (+2).

N.B. Con l’asterisco (*) le partite in meno.

IL REGOLAMENTO

Questa classifica è stilata sulla base di quello che avviene in campo, in occasione di episodi decisivi e che possono determinare direttamente il risultato, come i gol convalidati o annullati, i rigori concessi o non concessi, un’espulsione esagerata o ingiusta a tanti minuti dalla conclusione del match. Non sono considerate le variabili non direttamente determinanti, come i cartellini gialli, i falli veri o presunti avvenuti nell’azione precedente a quella che ha portato a un gol, le rimesse laterali, i corner contestati, un’espulsione contestata in zona Cesarini, ecc. 

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