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La classifica senza errori arbitrali: ventitreesima giornata

Errori determinanti a Napoli e Parma, ne approfittano Lecce e Lazio: fischietti salvati dal Var a Verona, Roma, Brescia e nel derby di Milano.

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La classifica senza errori arbitrali: ventitreesima giornata Fonte: Ansa

Due partite segnate da errori determinanti, altre condite da polemiche più o meno sterili, altre ancora in cui il Var ha mostrato tutta la sua efficacia. Giornata agrodolce, la quarta di ritorno, per il mondo arbitrale. Amarissima, soprattutto, per i tifosi di quelle squadre penalizzate da sviste evidenti dei fischietti, non riportati sulla retta via dai loro colleghi in sala video. In classifica generale – il regolamento lo trovate in calce – l’Inter vola addirittura a +11 sulla Juventus e a +12 sulla Lazio.

Il rigore di Napoli

Il Napoli si conferma la squadra più penalizzata dell’intero campionato. Dopo il rigore di Mertens a Firenze, solo sviste a sfavore degli azzurri. Contro il Lecce, ad esempio, manca un rigore solare per un calcio di Donati a Milik, sul punteggio di 1-2. L’arbitro Giua è ben posizionato, vede l’azione, ma ammonisce l’attaccante polacco per simulazione. Al Var c’è Abisso che richiama il giovane collega, ma il labiale è perentorio: “Ho visto io”. Che cosa abbia visto il fischietto di Olbia, però, non è chiaro.

E quello di Parma

Falsato anche il match del Tardini. Il Parma lamenta ben due rigori contro la Lazio. Al 13′ Cornelius cade a terra dopo aver lamentato una spinta da parte di Lucas Leiva, l’arbitro Di Bello lascia correre: episodio al limite. Non sembrano esserci dubbi, invece, sulla chiara trattenuta di Acerbi ai danni di Gagliolo, in pieno recupero. Il rigore per il Parma è trasformato dal direttore di gara in punizione per la Lazio, per un fallo di Bruno Alves su Jony. La domanda è: perché il Var non interviene?

Il derby dei millimetri 

Polemiche immancabili al termine di una sfida sentita e appassionante come il derby di Milano. Maresca, però, si disimpegna bene. Nessun dubbio in cinque dei sei gol del match. Le uniche perplessità sono relative alla marcatura del momentaneo 2-2, ma in questo caso è il Var a fare chiarezza: regolare la posizione di Sanchez, seppure di pochi millimetri, a causa del piedone di Conti che tiene in gioco l’attaccante cileno dell’Inter. 

Viva il Var

Quando entra in azione, del resto, il Var è benedetto. Anche a Verona, ad esempio, sono gli interventi dalla sala video a dirimere una serie di questioni brucianti. Al 21’ annullato giustamente il gol di Kumbulla, che è in fuorigioco. E a 5′ dal termine Fabbri segnala all’arbitro Massa il tocco di mano di Bonucci che determina il penalty in favore degli scaligeri contro la Juventus. Provvidenziali gli interventi Var anche a Roma, dove Guida non aveva ravvisato una trattenuta in area su Mkhitaryan vanificata però da una posizione di fuorigioco di Bruno Peres, e a Brescia dove Piccinini aveva assegnato erroneamente un rigore in favore dell’Udinese per un tocco con la faccia di Bisoli.  

La classifica senza errori arbitrali

Inter 59; Juventus 48; Lazio 47; Atalanta 44; Roma, Napoli 39; Verona 37; Bologna 36; Parma 33; Sassuolo 30; Torino, Milan, Cagliari 29; Fiorentina 27; Lecce, Sampdoria 23; Udinese 22;  Genoa 14; Spal, Brescia 13.

La classifica reale

Ed ecco invece la graduatoria “vera”, quella con i punti conquistati sul campo (e con gli errori arbitrali). Tra parentesi sono segnati proprio i punti in più o in meno accumulati da ciascuna squadra: Inter 54 (-5), Juventus 54 (+6); Lazio 53 (+6); Atalanta 42 (-2); Roma 39; Verona 34 (-3); Bologna 33 (-3); Parma 32 (-1), Milan 32 (+3), Cagliari 32 (+3); Napoli 30 (-9); Sassuolo 29 (-1); Torino 27 (-2); Fiorentina 25 (-2), Udinese 25 (+3); Sampdoria 23; Lecce 22 (-1); Genoa 19 (+5); Brescia 16 (+3); Spal 15 (+2).

IL REGOLAMENTO

Questa classifica è stilata sulla base di quello che avviene in campo, in occasione di episodi decisivi e che possono determinare direttamente il risultato, come i gol convalidati o annullati, i rigori concessi o non concessi, un’espulsione esagerata o ingiusta a tanti minuti dalla conclusione del match. Non sono considerate le variabili non direttamente determinanti, come i cartellini gialli, i falli veri o presunti avvenuti nell’azione precedente a quella che ha portato a un gol, le rimesse laterali, i corner contestati, un’espulsione contestata in zona Cesarini, ecc. 

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