SPORT
  1. Home
  2. CALCIO
  3. SERIE A

La furia degli arbitri: "Picchiati 100 di noi quest'anno"

I direttori di gara minacciano lo sciopero: "Sembra l'inizio di una nuova Calciopoli"

Il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi tuona contro la possibile nuova riforma della Federazione, che potrebbe privare gli arbitri del voto agli arbitri in Consiglio Federale e nelle assemblee elettive: "Vogliono indebolire il peso politico degli arbitri e questo significa minare la nostra indipendenza, la nostra forza, aprire scenari nefasti di un passato ancora da dimenticare. Potrebbe essere l'inizio di una nuova Calciopoli", le sue parole a Radio Rai.

Secondo il capo dei fischietti, c'è il richio di uno sciopero: "Sto cercando di evitare lo sciopero ma si sappia che se un giorno qualcuno arriva al campo e non trova l'arbitro, non resti sorpreso. Le sezioni non ce la fanno più. Io cercherò di evitare lo sciopero ma i riconoscimenti sono dovuti, anche all'estero gli arbitri partecipano all'elezione federale".

"Mettere le mani sugli arbitri significa che ognuno dice la sua nelle designazioni e nel modo di arbitrare. Calciopoli è nata proprio perché c'era gente che metteva bocca in cose che non gli competevano". 

"E non dimentichiamo gli episodi di violenza: ci costringeranno a rimanere a casa perché i genitori non vorranno più mandare i figli ad arbitrare. Quest'anno ci sono stati già 100 arbitri picchiati, le famiglie non ce la fanno più e non possono più finanziarli per andare ad arbitrare".

La VAR: "E' uno strumento che funziona, migliorabile e ormai voluto e accettato da tutti. Ci sono occasioni in cui si deve andare al monitor e altre in cui non c'è bisogno. Ma a decidere è sempre l'arbitro in campo, questo deve rimanere un caposaldo. In Italia c'è una organizzazione che funziona, tutti gli altri ci stanno seguendo. Non ho sensazioni di contrarietà al VAR, ma anzi si chiede di migliorarla e ora si va in campo più sereni: dai protagonisti in campo, ai tifosi. È uno strumento che fa giustizia".

Le parole di Buffon: "A certi livelli bisogna stare attenti a cosa si dice perché ci sono i ragazzi che ascoltano. Se fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. Poi ci sono gli organi che devono giudicare".

 

SPORTAL.IT | 16-04-2018 08:50

La furia degli arbitri: 'Picchiati 100 di noi quest'anno' Fonte: Getty Images

TAG:

SPORT TREND