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La Germania rinasce con Klopp, arriva il sì: o lo ami o lo odi, chi è il nuovo ct tedesco

L'ex manager di Liverpool e Borussia Dortmund prenderà il posto di Julian Nagelsmann, che si è dimesso dopo la precoce eliminazione dai Mondiali 2026: la storia del prossimo ct

5 min di lettura

Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

La Germania riparte da Jurgen Klopp. Dopo la fine dell’era Julian Nagelsmann, la Federazione tedesca ha deciso di affidare la panchina della Nazionale a uno degli allenatori più iconici e carismatici del calcio mondiale. Una scelta destinata a far discutere, ma anche ad alimentare grandi aspettative: Klopp è infatti un tecnico che non lascia mai indifferenti. O lo ami o lo odi.

Jurgen Klopp nuovo ct della Germania: la storia dell’ex allenatore del Liverpool

Classe 1967, nato a Stoccarda, Klopp ha costruito la sua carriera partendo dal Mainz, club con cui ha ottenuto una storica promozione in Bundesliga. La consacrazione è arrivata però al Borussia Dortmund, dove ha rivoluzionato il calcio tedesco vincendo due campionati consecutivi, una Coppa di Germania e raggiungendo la finale di Champions League nel 2013, persa nei minuti finali contro il Bayern Monaco.

Il salto definitivo lo ha compiuto al Liverpool. Sulla panchina dei Reds è diventato una leggenda, riportando il club inglese sul tetto d’Europa con la Champions League del 2019 e interrompendo un digiuno lungo trent’anni conquistando la Premier League nella stagione 2019-2020. Nel suo palmarès figurano anche FA Cup, Coppa di Lega, Supercoppa UEFA e Mondiale per Club.

Il marchio di fabbrica di Klopp è il celebre “gegenpressing“, un calcio intenso e aggressivo basato sul recupero immediato del pallone e sulla continua pressione sugli avversari, intesa come riaggressione alta per riconquistare subito il pallone e andare a far male in zona gol. Uno stile che ha influenzato un’intera generazione di allenatori e che potrebbe rappresentare la chiave per rilanciare una Germania reduce da anni complicati tra Europei e Mondiali, nonché alle prese con un ricambio generazionale solo parzialmente riuscito.

Il carisma di Klopp unisce

Oltre agli aspetti tattici che aiutano a tracciarne il profilo, Klopp è conosciuto per il suo straordinario carisma. Il suo rapporto con tifosi e giocatori è sempre stato uno dei punti di forza della sua carriera. Empatico, passionale e coinvolgente, riesce a trasformare squadre competitive in autentiche famiglie, entrando in perfetta simbiosi con spogliatoio ed ambiente. È successo a Mainz, a Dortmund e a Liverpool. Tre indizi fanno una prova, non può essere un caso.

La scelta della Federazione punta proprio su queste qualità. Dopo il ciclo di Julian Nagelsmann, la Germania cerca un commissario tecnico capace di restituire identità, entusiasmo e mentalità vincente a una Nazionale che negli ultimi anni ha faticato a ritrovare continuità ai massimi livelli.

L’arrivo di Klopp rappresenta molto più di un semplice cambio in panchina. Rischia di diventare il “Sir Alex Ferguson” della nazionale tedesca. È un nuovo punto di partenza per una delle Federazioni più titolate della storia del calcio, con l’obiettivo di tornare protagonista nelle grandi competizioni internazionali. Le aspettative sono altissime e la pressione sarà inevitabile, ma se c’è un allenatore abituato a convivere con sfide di questo livello è proprio Jurgen Klopp. Per la Germania inizia una nuova era, nel segno di un tecnico che ha sempre fatto della personalità e del coraggio le proprie doti migliori.

Klopp è pronto: “Sono più che carico”

Sono pronto. Basterebbe questo inciso per capire cosa significa allenare la Germania per Jurgen Klopp. Solo la nazionale poteva fargli cambiare idea e imporgli un passo indietro rispetto al mondo Red Bull, la bolla che aveva scelto per isolarsi e allontanarsi dalle pressioni, una volta chiuso il ciclo con i Reds.

Alla tv della Telekom, che lo ha ingaggiato come opinionista in occasione dei Mondiali 2026, Klopp ha confermato la trattativa con la Federazione, senza troppi giri di parole: “Le trattative sono effettivamente iniziate e penso che sia giusto che io, la persona di cui si è parlato molto ultimamente, dica qualcosa al riguardo. Vorrei farlo qui perché non è una situazione facile. Ho un datore di lavoro, la Red Bull, per cui mi piace molto lavorare. Ho un team con cui collaboro a stretto contatto. Persone che ho imparato a conoscere molto bene in quasi due anni. E non si rinuncia a una cosa del genere, o almeno io non lo farei. Dall’altra parte, – ha aggiunto – c’è un compito molto, molto allettante e molto importante, quello di allenatore della nazionale. Non posso fare a meno di dire: sono decisamente interessato. Sono anche interessato a parlarne, ma ovviamente, la situazione attuale è tale che Oliver Mintzlaff (ad di Red Bull progetti e investimenti) è il mio primo punto di riferimento. Loro devono dare il consenso e credo lo faranno”.

La Germania rinasce con Klopp, arriva il sì: o lo ami o lo odi, chi è il nuovo ct tedesco Ansa

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