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La verità di Gasperini su Bergamo e la discussa Valencia-Atalanta

Le parole del tecnico dell'Atalanta, Gasperini, toccano i lettori e inducono a riflettere

Quanto è accaduto, e in parte si sta ancora consumando, a Bergamo durante l’emergenza scaturita dal Covid-19 lascerà un segno nella memoria dei bergamaschi e di Gian Piero Gasperini, il tecnico dell’Atalanta.

La verità sul dramma di Bergamo

“È successo qualcosa di incredibile, non spiegabile a parole — dice il tecnico in un’intervista al Guardian —. La città è stata al centro di questo virus terribile. Ha colpito duramente, provocando moltissime vittime. Non dimenticherò mai le continue sirene delle ambulanze”.

La verità che restituisce Gasp ai lettori è fatta di paura, assurdità, quasi incoscienza. E dà una lezione importante: “Farò leva sull’aspetto emozionale di questa dura esperienza. I miei giocatori hanno un profondo legame con Bergamo e la sua gente. Che ha molto sofferto. E sarà il momento di farla sorridere nuovamente”.

“Quando arrivammo in Spagna, trovammo una città piena di gente che festeggiava per le strade (Valencia, ndr) e fuori dallo stadio, mentre dall’Italia arrivavano le prime indicazioni che il contagio stava diventando critico. Quanto siamo tornati abbiamo capito immediatamente che in soli due giorni tanto era cambiato. Siamo passati dall’euforia della vittoria alla paura nell’arco di 48 ore“, la drammatica ricostruzione di quelle ore.

La chiave di gioco dell’Atalanta e di Gasperini

L’intervista , poi, tocca temi più calcistici, come la sua filosofia di gioco che ha consentire di realizzare il sogno Atalanta. “Non importa come ti schieri, ma l’importante è che tutti partecipino alla fase difensiva e a quella offensiva. Io seguo un proverbio cinese del 500 avanti Cristo: difendere ti rende invincibile, ma se vuoi vincere, devi attaccare. Questo riassume lo spirito e la mentalità che deve avere la mia squadra. Che devono essere rafforzati anno dopo anno. Come l’identità. Che deve crescere giorno dopo giorno”.

Ovviamente tramite anche l’allenamento. E quelli del Gasp sono tra i più duri in circolazione”. A Zingonia i miei giocatori, durante le sedute, devono combattere. Io ho paura di chi non è abituato a lavorare, perché è dal sudore e dalla fatica che nascono le vittorie. Se non corri in allenamento, come puoi pensare di farlo durante la partita? Poi, certo, è importante divertirsi, perché dal divertimento arriva la qualità del gioco”. Che magari può non bastare. Ma il tecnico non conosce la parola sconfitta: “Non perdiamo mai, perché o vinciamo o impariamo. Impariamo a diventare una squadra ancora più tosta da affrontare”.

I singoli

Qual è il segreto dell’Atalanta? “Quando un calciatore capisce che la fatica porta a risultati, allora quella fatica non la sente più”. Uno dei più importanti è Ilicic. “Quando lo abbiamo convinto ad aumentare gli sforzi in allenamento da “nonna” è diventato “professore”. Ha capito che ci si può divertire anche in allenamento ed è rinato. Come dimostrano i cinque gol in Champions”. Chi, invece, l’ha capito da un po’ è il Papu. “Ed è diventato uno dei migliori giocatori d’Europa”. “Trovare spazio è fondamentale per quello che dico a tutti, specialmente al nostro capitano: “Guarda l’arbitro, lui non è mai marcato ed è sempre nella posizione perfetta per capire il gioco””.

VIRGILIO SPORT | 22-05-2020 09:41

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