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La Vuelta parla spagnolo: vince Enric Mas nel giorno della risurrezione di Mikel Landa. Roglic fatica ma tiene dietro Gall

La Vuelta è ufficialmente di Enric Mas: lo spagnolo si difende senza problemi anche nell'ultima frazione e conquista la corsa iberica dopo 4 piazzamenti sul podio. Pellizzari secondo nel Memorial Pantani

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

L’ultima salita l’ha domata Mikel Landa, e chissà da quanto tempo aspettava una fatica ricompensata da una gioia. Ma l’ultima salita diventa anche la porta che da sul paradiso per Enric Mas: la Spagna si prende tutta la torta in cima al Collado del Alguacil, con il basco della Soudal Quick Step che ritrova una vittoria inseguita a lungo e il maiorchino che alle soglie dei 32 anni coglie il sigillo atteso una vita, con la maglia rossa che domani a Granada sarà di un rosso ancora più intenso. E a chi dirà (giustamente) che senza la caduta di Pogacar non sarebbe stato quello spagnolo l’inno che avrebbe risuonato sul podio si può sempre rispondere con l’adagio che Ruud Gullit portò direttamente dall’Olanda in Italia più di trent’anni fa: “Se mia nonna aveva un pisello, era mio nonno”.

Mas, la vittoria attesa da una vita: festa Movistar

Mas ha colto l’occasione, altri non l’hanno fatto. Non ad esempio Primoz Roglic, che ha sperato di ribaltare le cose fino all’ultimo, ma che nei chilometri finali s’è dovuto sfilare dal gruppetto dei migliori, perché a 37 anni la fatica la sente più di altri (e perché la caduta in allenamento di fine luglio ha pesato, come è logico che sia).

Alla fine però lo sloveno è riuscito almeno a salvare il secondo posto sul podio: Felix Gall ha provato ad approfittare della mini crisi del rivale, ma non è riuscito a colmare il distacco superiore al minuto che aveva prima di prendere il via della tappa (54 i secondi guadagnati: ne sarebbero serviti altri 30 per mettere la freccia). Alla fine però la vera festa l’ha fatta Mas: tre volte secondo e una volta terzo, finalmente ha trovato il modo per dare la zampata che può segnargli un’intera carriera.

Una vittoria che ha fatto felice anche la Movistar, che non vinceva un grande giro dal 2019, quando Richard Carapaz conquistò il Giro d’Italia davanti a Nibali (l’ultima Vuelta la conquistò dieci anni fa Quintana). In un’epoca dominata da UAE e Visma, mettere le mani su un GT è impresa ardua per chiunque: negli ultimi 5 anni (dal 2002 in poi) soltanto tre dei 15 grandi giri hanno visto vincere una squadra diversa da quella di Pogacar e Vingegaard (due volte la Bora e una la Soudal).

Emozioni vere per Mas e Landa: la Spagna esulta

A fine giornata l’emozione nelle parole di Mas s’è scorta chiaramente. “Contavo i chilometri che ci separavano dall’arrivo, penso sia la prima volta che mi è capitato di fare una cosa simile”, ha spiegato il vincitore della Vuelta 2026. “Ho vinto perché la squadra ha fatto un lavoro eccezionale durante tutte queste settimane di corsa, e io non potevo far altro che ringraziarli finalizzando il lavoro. Ho dovuto aspettare tanto questo momento, ma è una gioia immensa e credo di essermela meritata”.

Anche Mikel Landa però ha vissuto la vittoria nella 20esima tappa alla stregua di una liberazione: “Sono felicissimo perché era qualcosa che cercavo da molto tempo e finalmente è arrivata. È un momento molto emozionante. È stata una stagione davvero dura, anche la Vuelta è stata davvero difficile per me. Oggi era l’ultima occasione e ho pensato ai miei figli: non potevo tornare a casa così, senza una vittoria, o senza averci provato fino in fondo. E se un giorno vedranno tutto questo e lo capiranno, vorrei che sapessero che non bisogna mai arrendersi.

Anche la squadra ha creduto in me, mi hanno sostenuto per tutta la Vuelta, si sono presi cura di me e mi hanno dimostrato affetto: il merito è tutto loro. Dopo gli anni che ho passato, ho sofferto molto… oggi tutto acquista un senso. Vogliono bene a tutti noi, ma io l’ho vissuto in prima persona ed è incredibile”.

Pellizzari, altro secondo posto al Memorial Pantani

Intanto in Italia, dove si corrono le gare di settembre che precedono gli appuntamenti di fine stagione, ancora un piazzamento di rilievo per Giulio Pellizzari: nel Memorial Pantani il marchigiano ha chiuso alle spalle di Ion Izagirre, che in volata ha battuto un gruppetto di fuggitivi che hanno animato la corsa in tutte le sue fasi culminanti.

Pellizzari aveva chiuso secondo anche alla Coppa Sabatini dopo aver inaugurato la settimana con la vittoria al Giro della Toscana. Sul podio di giornata anche Honoré, mentre Storer ha chiuso al quarto posto (Tiberi ha chiuso ottavo a 23 secondi dalla testa della corsa). Per Pellizzari un’altra iniziazione di fiducia sulla strada che conduce al mondiale, dove sarà protagonista in coppia con Ciccone.

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