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L'arbitro Mazzoleni: "Ho battuto il cancro"

La rivelazione del fischietto, fresco di ritiro.

L'ormai ex arbitro Silvio Mazzoleni ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita durante la presentazione della sua autobiografia "La mia regola 18". "In Milan-Juventus di Coppa Italia, l'8 febbraio 2012, ero a terra. Mia moglie Daiana mi prese per mano e mi convinse a continuare – ha spiegato il fischietto bergamasco, che ha rivelato di avere avuto il cancro -. Arbitrai Fiorentina-Udinese la domenica prima, il lunedì entrai all'Istituto dei Tumori di Milano per l'operazione e per il mercoledì rifiutai il cambio di designazione offertomi dal designatore Stefano Braschi".

"È stata una scelta di vita, allietata tre anni dopo dalla nascita di mio figlio Riccardo. Con Piero Giacomelli (presente alla serata, ndr), Daniele Orsato e Luca Pairetto è amicizia vera, basta uno sguardo per intendersi. Il futuro? Non so se farò il pensionato o la mia sezione Aia mi darà incarichi. Di sicuro non mi vedrete a commentare i rigori in tv, la categoria arbitri nel piccolo schermo è in overbooking. Ho 45 tatuaggi, ma mi voglio tatuare anche le 210 partite in Serie A".

All'Eco di Bergamo Mazzoleni ha fatto un bilancio della sua carriera. "Ibrahimovic è il giocatore più forte che abbia visto su un campo, dava la sensazione di poter vincere le partite da solo. Messi rappresenta il talento, Cristiano Ronaldo lo considero una macchina perfetta. Zanetti e De Rossi sono i più carismatici, Hamsik quello meno sopportabile. I rapporti migliori li ho avuti con quelli di personalità come De Rossi, Bonucci, Zanetti, Diamanti, Gattuso e Stankovic".

L'errore di cui si rammarica di più: "Uno degli errori che più mi tormentano è un rigore in Juventus-Genoa: lo fischio, chiedo aiuto ai leader in campo, Del Piero, che ha subìto il fallo, giura che era in area, i genoani sostengono il contrario. Io l’ho visto in area: rigore. La sera vedo le immagini: fuori area di un metro. Bene: oggi, con il VAR, a quell’errore si sarebbe rimediato in pochi secondi. Perché gli arbitri ambiscono alla trasparenza, non esistono trame per far vincere questo o quello. L’arbitro è un uomo, in quanto tale capita che sbagli. Io prima di una gara non ero mai teso, dopo trovavo pace guardandomi allo specchio e guardando dentro me stesso, prima di coricarmi. Lì ho sempre trovato la serenità".

SPORTAL.IT | 13-06-2019 14:06

L'arbitro Mazzoleni: "Ho battuto il cancro" Fonte: Getty Images

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